86 Inverni

Ora che ci penso essendo nato a gennaio papà ha affrontato 86 inverni e nonostante io mi sforzi, da un po’ di tempo non mi ricordo come “era” mio padre. Certo mi ricordo la fisicità, infondo pure adesso possiede le fattezze degli anni passati, ma per una strana congettura più e’ diventato fragile e più io ho iniziato a “dimenticare”; troppo presa, forse, da quello strano meccanismo che ci protegge dalle batoste della vita e ci aiuta a rimuovere, eliminare, per sanare forse una quotidianità che non sempre ti fa sorridere. Allora mi servono i ” vecchi amici”, quelli che hanno percorso un tratto di strada insieme a lui che mi aiutino a ricordare e stamattina col gelo delle 8 serviva Vito che chiedendomi di mio padre mi raccontasse in piccolissimi fotogrammi l’essenza di questo uomo tutto sacrifici e lavoro che lo ha accolto nel suo team facendolo sentire valido ed abile e dal quale ha appreso l’ arte di costruire, vite, case e palazzi……. Mi ha detto “vita” e forse la vita l’ ha insegnata pure a me, con quel suo ostinato senso del dovere, con il suo smodato uso della gratitudine, con la sua ostinata abitudine di voler contraccambiare, con il desiderio di sentirsi sempre responsabile per tutti, per la disponibiltà, per l’ ossessione del servizio agli altri e per il suo ossessivo senso di essere utile. Me lo ha fatto ricordare per un momento ora che lui nella sua vecchiaia ogni giorno confonde le carte per non mostrare ciò che e’ realmente ed intanto tace, ascolta ed impartisce la lezione più difficile da imparare : ” La vecchiaia rende tutti bambini” che detta così sembra quasi una favola……

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