La settimana trascorsa non e’ stata niente male, c’ e’ stata una pizza con i cugini che già di per se’ costituisce un evento, eravamo in 22 molto disorganizzati più che altro perché il posto, la pizzeria, ha allestito un tavolo impegnativo tipo G20 per essere più precisa e la cosa ci ha un po’ impedito di sentirci liberi, e’ stato bello però perché un incontro così non accadeva da diverso tempo e rivedersi e’ sempre come riscoprire una parte di te che non ricordavi e ti accorgi di essere sorpresa e grata. Sulla strada dove cammino io, stamattina, un gatto beveva ad una pozzanghera, scappava sempre al mio arrivo ma stamattina no, e’ rimasto immobile al mio passaggio ed io questa cosa l’ ho presa come un saluto, ognuno nel mio mondo rimane cristallizzato nel suo divenire, i passeri si affrettano a cantare e la mimosa e’ già gonfia di desiderio, aspetta febbraio e poi marzo per consegnare alla primavera la sua promessa. La notte trascorsa ho vegliato il sonno di mio padre, mi sono rivista nelle sue nottate di quando eravamo piccoli noi e febbricitanti ci addormentavamo sapendolo sveglio attaccato a noi e non vi era medicina o sciroppo che lui non assaggiasse per invogliarci a prenderlo, una volta ha bevuto persino le gocce per il mal d’ orecchio di mio fratello Rino, che ridere allora, che tenerezza adesso. Insomma, sono ricca e lo dimentico spesso ed allora scrivere fissa la contentezza ed io credo proprio che questa sia la mia terapia, Mattia intanto ha iniziato a gattonare……meraviglia!

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