I cristalli di malva

( ricordi )

Quando era inverno a casa di nonna Sabbella non c’ era il riscaldamento, vi era una cucinetta nel sottano che dava in un piccolo cortile, la cucinetta era senza porta, era proprio così, pensata per essere aperta chissà poi perche’.
Nonna però aveva varie tipologie di tende che cambiava con grande civetteria ogni volta che vi era una ricorrenza.
D’ inverno metteva una tenda fatta all’ uncinetto lavorata a ” doppio ” diceva lei, realizzata dalla sua commara di fede ( testimone di nozze), io da piccola più volte ci avevo infilato le dita e spesso mi divertivo a farla diventare un mantello dondolandomi, la tenda era di cotone ma stranamente faceva da barriera e d’ inverno col vecchio braciere ed un fuoco alla “monachina ” che era nell’ angolo si stava caldi.
Ora che io ci penso, non credo di aver sentito mai freddo quando io pranzavo li e non so perché stamattina con la campagna tutta gelata mi e’ venuta in mente quella cucinetta senza porta dove per un pezzo della mia esistenza sono stata al caldo, o meglio ho attraversato gli inverni senza sentire freddo.
Il gelo certe volte e’soltanto uno stato d’ animo e la malva che stamattina era ritta e gelata mi raccontava di resistenze, le mie, le vostre ed un po’ forse quelle di tutti……

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