Tulipani

Il giorno dopo la festa della donna io e mamma a pomeriggio abbiamo organizzato una fuga, in realtà era da tanto che volevamo andare in un posto ma il tempo ci e’ sempre mancato prese come siamo a  fare e disfare le cose normali e strane di ogni giorno. Vi devo raccontare un fatto,  nonno Michelangelo aveva ereditato un campo da suo padre Giovanni, una campagna appena fuori Carbonara vicino al “primo ponte”, io ci sono cresciuta in quella campagna e poi appena presa la patente accompagnavo nonna a prendere le nespole che nascevano copiose su di un alberello a ridosso di un filare di tufo appoggiato ad una vecchia torre. La campagna  era estesa, vi  era una bracciata  di ulivi all’ ingresso e un traliccio dell’ alta tensione ne aveva abbruttito la parte centrale quasi violandola. Conoscevo tutte le storie dei proprietari dei campi lì vicino, molti proprietari erano cugini del nonno appartenevano tutti alla famiglia ” du Carrire ” e nonno  di ritorno dalla campagna,  durante i pranzi,  ne parlava sempre con dovizia di particolari, conoscevo i saprannomi di tutti ,   ed ogni campagna quindi possedeva una fama , una storia ed una discendenza e quei luoghi a me erano davvero familiari. Quella terra e’ ancora nostra, appartiene ai miei zii e pertanto la sento mia ed anzi me  lo rivedo  ancora nonno col suo Guzzi e giubbotto verde sfrecciare per quelle stradine di campagna col secchio poggiato dietro pieno di primizie, le pere del Carmine, i melograni, l’ uva quella da vino che a tavola non si mangiava ma che lui portava avvolta nel fazzoletto e distribuiva come una reliquia, mi pare di sentire ancora la sua voce, mi capita spesso ultimamente ! Vicino questo campo stanno progettando un campo di tulipani, un posto colorato insomma che faccia ritrovare profumo e fantasia a tutti e quindi incuriositi abbiamo deciso di andare a vedere. Lo scenario e’ un po’ cambiato, ora da quelle parti sorge una ferrovia sopraelevata e quindi il grigio del cemento sovrasta tutto, le strade sono mutate  ed i campi hanno perso la loro identità e  mamma facendo spallucce ha detto : ” chissà adesso  tutte queste terre di chi sono ” ma poi  quando ha rivisto la vecchia Torre  giu’ un mare di ricordi e racconti e non so come ci siamo trovate a lungomare con un gelato in mano, al bacio per lei ed  immancabilmente alla liquirizia per me, i tulipani non sono ancora sbocciati ma vuoi mettere le storie fitte fitte che ci siamo dette?

Commenti

Lascia un commento