Cosa guardi che io non vedo?

Mi capita spessissimo di  osservare mio padre nelle sue lunghe giornate e talvolta vedo che  sono tante  le cose che lui non dice  assemblandole ordinatamente nei suoi silenzi, vedo la sua stanchezza e percepisco i suoi piccoli dolori che lui muto nasconde con gli occhi verdi suoi che tiene quasi sempre bassi. A sue spese ho realizzato che non sempre e’ un bene mostrarsi forti e che talvolta la fragilità può essere una corazza che ti fa superare le cose pesanti, lui invece continua imperterrito a fare memoria della sua forza, continua a dirsi operativo ed il più delle volte si professa invincibile quasi che la narrazione della sua condizione fosse più dolorosa degli acciacchi della vecchiaia stessa e nel ” suo mondo”  si vede sempre operativo quasi come se il tempo non fosse mai passato. Oggi nel giorno che festeggia i padri cercherò di mettermi accanto al mio e cercare di guardare come fa lui e vedere nella sua direzione cercando a questo punto della sua vita di portare il suo sguardo verso il mio e fargli capire che essere piccoli e disorientati talvolta aiuta, che non serve assomigliare ai padri a quello ci pensa la genetica, serve ogni giorno cominciare da capo e questa cosa e’ davvero difficile! In questa foto recente papà e’ felice in una casa nuova e bellissima e guarda in lontananza un ponte in un parco che lui ha costruito, la sua maestria continua  ad essere il collante che tiene in piedi la  sua vita,  che rimane sempre , ora più che mai, ponti e palazzi !

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