Giugno

Abitando in un quartiere di Bari, che e’ stato per una moltitudine di anni paese, io ne conservo talvolta i modi di pensare e le usanze, una specie di induzione che parte in automatico con cose o immagini che inevitabilmente mi portano alla mia infanzia. Così e’ stato con ” l’ cgiaridd”, i ceci che la mia amica Maria mi ha recapitato  insieme alla sua verdura paesana. Io per qualche secondo sono rimasta sul ballatoio di casa a guardarli, erano ingombranti quei rami con tutti quei coralli verdi  appesi  ma la cosa che mi teneva ferma era il fatto che mi hanno riportato alla mia infanzia felice. Subito mi sono rivista nel cortile di mia nonna a sgranare, insieme a mio cugino Gianni , una serie interminabile di coralli di ceci che nonna Sabella aveva lavato e messo a scolare e noi , giocando naturalmente, facevamo le sfide a chi ne staccava di più per poi avere come premio un gelato dal negozio di alimentari di Bice. Adesso i tempi sono cambiati e  “l’ cgiaridd” sono arrivati a maggio ma quando ero piccola io tutto accadeva da giugno in poi , come un copione , tutto accadeva durante l’ estate che io trascorrevo avanti e dietro da casa mia a quella dei nonni. Così li ho lavati pure io e li ho sgranati riponendoli in una coppa, ho invogliato i miei ad assaggiarli ma alla fine li ho mangiati tutti io rischiando un sonoro mal di pancia, ma ciò che importa e’ il messaggio che quelle piante portavano, di nuovo la nonna, di nuovo le cose che facevo con lei, di nuovo l’ amore che mi e’ rimasto. Giugno e’ il mese del Corpus Domini con le coperte di pizzo da tirare fuori per la processione con quell’ odore di naftalina che ancora mi raggiunge, giugno e’ il mese  di San Giovanni con i fioroni buoni da togliere il fiato, giugno e’ Sant’ Antonio coi gigli profumati che mi stordiscono ancora, giugno e’ camminare scalza e sentire il caldo sotto i piedi. Mannaggia sto parlando al presente, tra poco sarà giugno per davvero e mi rivedo, la Isa che sopravvive si porta dentro ogni cosa e per questo ho immensa gratitudine!

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