” Ai Drop out “

Da un po’ di anni per accendere il Natale si ricorre a motivatori esterni che ci procurino quella gioia e quella luce che negli anni si e’ un po’ sopita e così si corre ad ammirare le luminarie   dei centri città, i presepi viventi ed i negozi che pullulano di gente ossessionata dalla corsa per gli ultimi regali ed allora ieri sera sono corsa pure io in centro a Bari a cercare un po’ di  “senso” natalizio. La serata era fredda e quindi sono partita col piede giusto, mercatini ovunque, luci sparate, musica a palla, villaggi di babbi natale, elfi in giro esageratamente allegri ed una folla anestetizzata di persone disorientate animate da uno spirito di presenza ma completamente senza direzione. Mi sono trovata pure io a seguire quel flusso ed a camminare senza sapere dove andare, un ragazzo in ginocchio stava disegnando per terra una figura bellissima, un altro a poca distanza cantava in maniera elegante una song di un autore americano, piu’ in la’ sotto le stesse luci un ragazzo indiano vendeva palloncini illuminati ed un altro chiedeva qualche spicciolo. Le luci che illuminavano il corso sembravano caderci addosso senza toccarci  ed ognuno, scorrendo veloce, si sentiva di aver recitato finalmente un copione, essere riusciti in qualche modo a prendere parte a quella porzione di  “Natale” che da un po’ di anni ci viene impacchettata e consegnata, ognuno dopo quelle luci si scorda del buio in cui vive ed immagina che tutto sia come qui stasera: un mondo farlocco costruito ad arte per essere felici, obbligatoriamente felici!  Al rientro dinanzi il parco Rossani scorgiamo al buio un cumulo di coperte con disegni geometrici, un ragazzo lì sotto già dorme al buio, lontano dalle luci  ma al freddo, e così mi e’ venuta in mente la lettera di Don Tonino, che scandalo tutte queste luci, che tristezza tutto questo freddo!

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