Vi posso dire una cosa? La salvezza in queste feste appena trascorse mi e’ stata data in prestito dai bambini, senza di loro, forse, sarebbe stato tutto un po’ monotono ed anche un po’ scontato. Dicembre da un po’ di anni lo guardo con ansia mista a terrore, le tavolate, la spesa veramente eccessiva, i regali inutili, gli umori di tutti, trasformano questo mese in un vademecum per la sopravvivenza superando il quale ti guadagni il mondo. Mamma continua a possedere il mio “senso” del Natale giacche’ muove i fili di una impercettibile sintonia che aggiusta ogni cosa, distribuisce compiti, stabilisce i turni, fa gli inviti e continua ad assegnare ad ognuno di noi un pezzetto di Natale da estendere a nostro piacere cosicché adesso le nostre feste hanno anche impronte personali, slanci ed interpretazioni che lo hanno vivacizzato colorandolo di più. Mio padre che anziano non lo sarà mai, dopo la bronchite di Natale ci ha riempito di silenzi, i suoi ormai sono mitici, così ogni volta che io stanca e disarmata dalle mie corse perenni, guardavo lui mi giungeva una pacificazione del cuore data dal fatto che dove lui ha deciso di stare nessuno esiste, credo che il suo mondo sia abitato da poche parole che lo tengono a suo agio e dove nessuno può entrare, ha un mutismo selettivo che non e’ solo malattia e nemmeno vecchiaia, si trascina come una coperta vivendo con la testa nel suo passato e con il corpo nel suo presente terrificante, guarda noi e pensa e quando pensa però non dice e questa cosa lo rinforza, secondo me, ogni giorno di più. Superati i tre giorni di Natale siamo caduti nel dilemma del Capodanno con i suoi trenini ed i suoi cappellini colorati ormai immancabili, Mik ha portato la gioia, mio marito Rino la sua cura per la buona cucina, io ho portato tanta ansia che secondo me mi tiene in vita ed il resto della famiglia ha partecipato con allegria, Lorenza ha preparato la focaccia sua sublime, io ho tentato un calzone di rape mediocre ma per me speciale e così, agitati e titubanti, siamo arrivati alla fatidica mezzanotte coccolati dalle stelle filanti dei bambini. Devo dire che le feste quest’ anno le hanno salvate loro che come sempre mettono in tutte le mie giornate la Tenerezza per superare ogni cosa, loro sono stati il mio motivatore speciale che ha mosso ogni passo facendomi dimenticare tutti i crucci e le tristezze che, si sa, le feste comandate si portano sempre appresso. A Giorgio, Giulio e Mattia un sentito grazie, quest’anno siete stati il mio regalo più bello!💚

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