Care and research

Seduta comodamente su un divanetto in pelle nella sala d’ attesa di una nota clinica privata barese, osservo quieta l’ andirivieni di persone che si affollano portando con loro molteplicità di umori , colori e vita. A nessuno viene in mente di salutare, i dipendenti sono tutti di corsa, sorridono per circostanza con una specie di smorfia e corrono sempre ciabattando nelle loro scarpe azzurre, di fronte a me un maxischermo dove si proietta materiale promozionale, eccellenze propagandate come offerte da supermercato, valvole, protesi e soluzioni per poter vivere a lungo con pratiche mini invasive, nel frattempo una coppia avanti con gli anni arriva discutendo, la moglie molto curata dissente col marito visibilmente in difficoltà, il marito, anziano( pare si dica così) si siede in disparte e tiene con tenerezza disarmante il suo bastone, solitudini insomma, nel frattempo una signora si accomoda accanto a me, ha il braccio fasciato con i postumi di un intervento, si mette di schiena senza un cenno di saluto, legge, fa una telefonata e va via, così, senza nemmeno sorriderci ci siamo perse mentre  il professore sul maxischermo pubblicizza una vita lunghissima a noi che qui ce lo possiamo permettere, penso alla Palestina e mi commuovo, infondo su questo mondo siamo tutti un un insieme di solitudini e miserie ma loro decisamente di più!

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