Ogni volta che arrivavo in farmacia oltre che i buongiorno sussurrati con delicatezza mi arrivava sempre quell’ aria andalusa con poche parole fresche e simpatiche che bastavano a mettermi di buon umore. Compariva dietro il bancone la dottoressa spagnola che con le sue movenze dettava farmaci e cure quasi fosse in un perenne flamenco ritmato e fantasioso ed io ogni volta dimenticavo perché ero li’, quali farmaci dovevo acquistare e rimanevo incantata a guardarla. Così avevo scoperto che la dottoressa sì chiamava Paola, era di Siviglia, città che io conosco ed amo, e quest’ estate e’ ritornata in Spagna ma a metà agosto era di nuovo da noi, nella mia fantastica farmacia che io considero amabile visto che rappresenta per me un luogo assai famigliare, una specie di parco di divertimenti per un bimbo che desidera giocare. Non so quando l’ ho vista per l’ ultima volta ma ricordo perfettamente che quel giorno mi si e’ avvicinata abbracciandomi con uno slancio insolito ed io, contraccambiando, ho immaginato che fosse stato per il caffè che le avevo portato un giorno caldissimo in cui era solissima in farmacia con la sua amica collega dottoressa, con quell’ abbraccio mi sono immaginata ogni cosa, persino un viaggio da fare insieme a Siviglia a casa sua, e’ stato rapido ma per me infinito quasi a voler suggellare un amicizia che poteva esistere ed invece era un addio, un arrivederci, un saluto informale ma che mi ha raccontato un mare di cose, scenari colorati, musica gitana, la Macarena, le arance, abiti sfavillanti ed un gelato da mangiare insieme ridendo di gusto! Sei un mito dottoressa Paola, grazie per quei sorrisi, io me li tengo tutti, gracias !💚

Lascia un commento