Pochi giorni prima che tu te ne andassi era successo un fatto strano, avevo incontrato per strada un signore curioso che aveva subito attirato la mia attenzione. Non appena svoltato l’angolo me lo ero trovato di fronte sudato e molto affaticato con una bici malmessa che trascinava a fatica e camminavano entrambi con un passo cadenzato leggero leggero, ero incuriosita però dalla cassetta che quella bici trasportava, era scura ed in essa spiccavano i grani, grossi grossi di uva bianca, sui quali erano posati batuffoli profumatissimi di gigli rosa che attiravano sia per l’ aspetto che per l’odore.
Ne rimasi così catturata da bloccarmi in atteggiamento ossequioso per farlo passare e nello spartiacque dei miei 2 occhi riuscii a contenere la sua immagine fino a che non la vidi sparire quasi completamente. Rimasi incantata e tornata a casa, seduta sul divano, rimasi a pensare a tutta quell’ uva così ordinatamente poggiata ed a tutti quei fiori sconosciuti a me per genere e colore e tuttavia tenni con me quella immagine così tenera e profumata, di li a poco tu non avresti più camminato e subito dopo avresti smesso di mantenere le cose essenziali che ti riguardavano come per esempio metterti gli occhiali o la sera prima di dormire passarti tra i pochi capelli quel pettinino che maneggiavi rigorosamente con la mano sinistra perché tu papà come i calciatori di classe sapevi usare entrambe le mani in ossequio a quei talenti che il buon Dio ti aveva donato.
Adesso ho compreso tutta quella Bellezza che avevo incrociato, era la spiegazione di ciò che hai rappresentato nelle nostre vite, un dono infinito che si e’ sempre spezzato moltiplicandosi senza mai rompersi. Sei sempre arrivato nonostante l’ ultima lentezza che però esattamente come quella montagna di fiori rosa posati in cima alla cassetta sono il monumento della tua infinita grandezza! Sei stata la cosa più bella che mai mi potesse capitare ! 💚

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