Cos’è il mio Natale.

Per la prima volta, dopo tanto tempo, ho perso le parole e di colpo non sono più riuscita a scrivere, si, mi venivano fuori messaggi scarni e brevi  ma raccontare no, quello non sono più riuscita a farlo per una sorta di protezione ed una voglia di tenere tutto dentro ed imparare a gestire gioie e dolori mitigandoli insieme. Sono già due mesi e fermandomi a pensare dall’ alto dei miei 58 anni molti lutti negli anni hanno colpito la mia famiglia, ho perso i nonni che io amavo sopra ogni cosa, zii, amici cari e parenti, tanti, che io annoveravo nel mio elenco di supereroi ma non avevo assolutamente messo in conto di perdere papà che era ammalato da tempo ma che ai miei occhi appariva come un paziente con un potenziale di guarigione, anziano si ma non vecchio che quindi avrebbe affrontato le sue battaglie con medicine forti e risolutive per farlo continuare ad accompagnare il mio vivere con coraggio e determinazione. Invece no, la mia cometa si e’ spenta buttandomi di colpo giù dalla sua scia e così mi sono ritrovata a terra, tramortita dal tonfo e tutta dolorante ho cercato di rimettermi in piedi. Certo e’ che fa male tutto, ogni pezzettino visibile del mio corpo duole come se un esercito di soldati mi avesse menato per giorni, i pezzettini invisibili invece sanguinano, a più non posso, incomprensibili al mondo di fuori proprio perché invisibili…..                                        Così di punto in bianco mi ritrovo a piangere e sento di colpo freddo senza che nessuno possa fare nulla, piango e basta perché io davvero non avevo messo in conto di perdere mio padre, saremmo invecchiati insieme senza pensare che lui un po’ vecchio già lo era ma io lo guardavo e lo vestivo nelle sue molteplici trasformazioni con vestiti diversi che si adattavano alle sue diverse stagioni. Nessuno mi aveva avvertita che perdere un padre e’ una disfatta talmente grande da farti sentire sul ciglio di un burrone ogni volta che ti senti persa, nessuno mi aveva detto che era semplicemente vecchiaia la sua e che andava accompagnato ad accettare le cose difficili senza disperazione o rabbia, nessuno mi aveva avvisato che non servivano mille medici che tiravano giù elenchi di medicine che in realtà servivano soltanto a pareggiare portafogli già pieni ed a sollevarci dalla cosa più semplice che andava fatta: amare senza misura! Ho guardato questo Natale in maniera diversa, l’ ho spiato dal buco di una porta che non ho voglia di aprire, dietro quella porta ci sono io che non esisto più con tutte le cose che per comodità chiamo ricordi, fanno malissimo, e poi tutte quelle foto sul cellulare, i messaggi su wap dove a piccoli sorsi raccontavi i giorni che ora ti fanno male. Fuori da quella porta sono arrivate le feste, che strano, abbiamo fatto l’ albero e mi sono resa conto di non averlo manco guardato, ogni cosa ha cambiato forma e persino mamma di colpo mi sembra essere diventata di colpo più piccola, si e’ curvata su se stessa come se volesse proteggersi pure lei da questo gelo che ci e’ piovuto addosso. Natale fortunatamente e’ passato, se avessi letto a papà questi pensieri lui si sarebbe commosso riempiendo gli occhi suoi cervone di lacrime sagge e così , con questo pensiero, posso piangere pure io ed oggi, forse, mi sentirò meno sola……

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