Autore: Isa Armenise

  • 34 anni

    Gli anni di certo non li recupereremo, gli errori fatti, le insicurezze, le testardaggini,  l’eccessivo perbenismo dettato da retaggi di un educazione che non ha mai messo la libertà al primo posto, e poi l’ansia nell’ affrontare ogni cosa per essere perennemente performanti come richiedono questi tempi fragili ed insicuri  ma qui stavamo guardando Francesca che ci fotografava in una birreria sul Reno alle tre di pomeriggio prima della crociera sul battello, io in completo verde  a testimoniare il fatto che ormai e’ verde ogni cosa che riguarda la mia visione delle cose, del mondo e della Vita e tu felice come ti avevo visto poche volte, la mattinata era trascorsa a visitare il centro storico di Dusseldorf, camminato tanto, ricevuto sin dal mattino mille auguri da amici nuovi, allegri e sconosciuti,  posso dire di rivedermi felice in questo scatto,  io e tu soltanto in un caldissimo venerdì di giugno a dirci di nuovo che la nostra forza e’ nell’ essere insieme anche se io solo adesso sto cominciando davvero a capire che non ci vuole molto a fare diventare tutto ciò che e’ Amore una trappola e che invece, se solo consegnassimo le persone alle estreme libertà delle proprie scelte  tutto acquisterebbe la leggerezza di una Vita semplice che include l’ altro senza schiacciarlo.  Di questo anniversario mi voglio conservare lo sguardo di questo scatto, il sorriso benevolo ed accennato, tengo il verde come mio testimone e la tua mano (anche se non si vede) stretta a quella mia , e sono grata, ancora, pure questa volta! 💚

  • Danke

    Cari Fabio e Francesca da qualche giorno siamo rientrati in Italia e mai e poi mai io avrei immaginato che la Germania mi piacesse così tanto. E’ risaputo che i viaggi fatti da turista sono sempre meravigliosi perché in generale arricchiscono ed allargano lo sguardo ma io questa volta sono rimasta estasiata dai paesaggi, dall’ entusiasmo, dalle risate e dalla naturalezza dirompente dell’ Amicizia che tra tutte le cose e’ quella che ancora mi lascia senza parole. Ogni giornata e’ stata pensata, studiata ed organizzata, ogni luogo visitato e’ stato pensato col cuore prima ancora che con la mente e nessun particolare e’ stato lasciato al caso tant’è che ad un certo punto dell’ escursione a Dusseldorf, con la guida che parlava italiano come quando noi facciamo la caricatura ai tedeschi, nel fiume sono comparse delle anatre con anatroccoli al seguito a rallegrare la nostra caldissima mattinata ed allora ho compreso che ci stavate regalando un sogno perché tutto era stato pensato come un regalo da fare a noi e non viceversa. Caro Fabio spero tanto che nelle tue giornate tedesche un po’ grigie e fredde tu ti fermi ad interrogarti sul fatto che muovere così tanti amici per una Festa di compleanno non e’ da tutti e non e’ per tutti e non alludo al dispendio economico soltanto, mi riferisco al fatto che chi amico e’ disposto a prendere un aereo e trovarsi faccia a faccia con i Tuoi 50 anni appena compiuti che inchiodano tutti su quella poltrona dove ci hai messi tu per godere uno spettacolo di Vita unico ed impareggiabile? Da quella poltrona ho ammirato lo splendore della vostra casa, ho gustato le vostre prelibatezze, ho ammirato le bellezze della vostra città, ho navigato in battello sul Reno, ho festeggiato il mio anniversario di matrimonio insieme a 50 amici tra allegrissimi fiumi di birra e pietanze colorate, sono stata nei posti più belli ed impensati che la mia mente ancora non conosceva, e poi le feste, lunghe, gioiose, interminabili dettate da un copione non scritto che parla tante lingue tanti quanti sono i solchi che il mondo ha tracciato nel tuo cuore. Cari Fabio e Francesca sarà difficile dimenticare tutto questo, vi ringrazio e vi abbraccio ed in punta di piedi  vi faccio una domanda: ” Quando fate il prossimo compleanno? “

    P.S. tutti ma proprio tutti da qualche parte del mondo dovrebbero  avere un amico di nome Fabio!

  • Care and research

    Seduta comodamente su un divanetto in pelle nella sala d’ attesa di una nota clinica privata barese, osservo quieta l’ andirivieni di persone che si affollano portando con loro molteplicità di umori , colori e vita. A nessuno viene in mente di salutare, i dipendenti sono tutti di corsa, sorridono per circostanza con una specie di smorfia e corrono sempre ciabattando nelle loro scarpe azzurre, di fronte a me un maxischermo dove si proietta materiale promozionale, eccellenze propagandate come offerte da supermercato, valvole, protesi e soluzioni per poter vivere a lungo con pratiche mini invasive, nel frattempo una coppia avanti con gli anni arriva discutendo, la moglie molto curata dissente col marito visibilmente in difficoltà, il marito, anziano( pare si dica così) si siede in disparte e tiene con tenerezza disarmante il suo bastone, solitudini insomma, nel frattempo una signora si accomoda accanto a me, ha il braccio fasciato con i postumi di un intervento, si mette di schiena senza un cenno di saluto, legge, fa una telefonata e va via, così, senza nemmeno sorriderci ci siamo perse mentre  il professore sul maxischermo pubblicizza una vita lunghissima a noi che qui ce lo possiamo permettere, penso alla Palestina e mi commuovo, infondo su questo mondo siamo tutti un un insieme di solitudini e miserie ma loro decisamente di più!

  • Affile

    L’ ultimo comune della città di Roma prima di mettere piede nel Parco Nazionale dei monti Simbruini e’Affile, un paesello piccolo piccolo dove per molti anni ho trascorso giornate bellissime e spensierate che specialmente nel mese di agosto era tutto un susseguirsi di feste, fuochi d’ artificio, passeggiate in compagnia di tanta gente che ho imparato a conoscere nel corso degli anni. Qualche settimana fa ci sono ritornata per una bellissima occasione ed ho trovato cristallizzato tutto ciò che mi ero immaginata, il fontanile all’ ingresso cantava sempre la sua rigogliosa  canzone con la sua  acqua fresca e limpida, la Madonna del Giglio, che custodisce il paese, portava ai suoi piedi un tappeto di Peonie rosse profumatissime, i vicoli con le case in mattone scuro erano arricchite da gerani di tutti i colori ed ovunque, appena si apriva lo sguardo, scorci di verde collina abitati nel mese di giugno da luminose lucciole che ne fanno di quello scenario un presepe perenne. Esserci stata mi ha fatto bene al cuore perché alla mia eta’ la Vita se ne va un po’ per conto suo e cominci a vedere le cose non per come sono realmente  ma per come le percepisci tu, respiri tutto quel verde e ti senti davvero grata. Una bellissima porzione del mio cuore risiede li, prepara pranzetti, cura i fiori ed immagina sempre giornate spensierate da trascorrere insieme perché il Bene, secondo me, e’ un sentimento circolare che parte da Bari ed arriva fino qui per orientare la Gioia e progettare tutto il tempo che verrà! 💚

  • Il 20 di Aprile

    Quest’ anno il compleanno e’ stato davvero particolare, compio gli anni il giorno di don Tonino ed e’ capitato di domenica e nel giorno di Pasqua quindi un insieme di gioie e coincidenze. Deliberatamente non avevo voluto una torta ma una semplice pastiera che per circostanze improvvise ho donato la sera precedente ad una persona a me cara  e perciò mi sono dovuta affidare ad un dolce di fortuna bellissimo ugualmente  ed al momento di spegnere la candelina mi sono ricordata di non averla presa e mi e’ venuta subito in soccorso la candela ricevuta in dono alla Veglia di Pasqua e Mattia ha soffiato così forte da farmi sentire proprio il peso delle mie 58 primavere. Così in semplicità sono diventata più vecchia ed il giorno dopo una tristissima notizia inaspettata mi ha addolorata fino alle lacrime, Papa Francesco era andato in Cielo e per me e’ stato come perdere uno di famiglia, una guida, un pezzo di cuore e così mi sono sentita da subito persa, senza orientamento e priva di direzione ho immaginato con tristezza tutti i giorni a venire senza il tono della sua voce, le giornate prive dei suoi insegnamenti ed il mondo d’ improvviso buio senza la sua Misericordia. Nell’ ottava di Pasqua se n’ e’ andata  pure zia Carmela, due persone importanti così di botto, velocemente e senza preavviso il mio scenario e’ cambiato, sono spariti i fiori sulla mia strada ed ho preso consapevolezza che la Speranza e’ quella di rincontrarli un giorno, e’ stato un compleanno strano e diverso, ho gioito, ho pianto ringraziando, infondo Dio ci dona le persone che ci servono ed io sono stata davvero fortunata 💚

  • Ti voglio bene

    A quest’ ora del mattino dove sei arrivata? L’ hai vista l’ alba finalmente spuntare per poterne replicare i colori ed i profumi con i tuoi colori a matita mezzi spuntati esattamente come sei tu zia Carmela? E’ stato un dono delle videochiamate il fatto di poterci dire ” ti voglio bene” ad alta voce mettendolo come chiosa finale ad ogni nostra chiacchierata e puntualmente dopo ogni ” ti voglio bene” partiva una piccola lista di cose provvisorie piccole come eri tu. Ieri sera non stavi granché bene, mi hai chiesto dell’ acqua come Gesù sulla croce prima di morire e così hai fatto tu, hai bevuto e poi  hai chiuso gli occhi come non mai anche se quando ti ho detto che andavo via una piccola lacrima ti e’ caduta solcando gli zigomi e cadendo sul lenzuolo ha fatto una specie di rumore quasi fosse pesante tanto quanto il tuo dolore. Quanto hai sofferto zia Carmela anche se tutta la sofferenza alla fine tu la superavi con poco, una collana colorata, un deodorante profumato  o una focaccina che io non ti ho mai portato con il pregiudizio che ti potesse fare male. Il giorno di Pasquetta avevi pensato già al tuo compleanno e me lo raccontavi durante la passeggiata nonostante tu sei nata d’ estate e qui fa di nuovo freddo. Credo che ora tu sia in un posto bellissimo dove ascolti musica e corri felice, ora sei a casa zia bella ogni tanto continua a sorridere che qua le lacrime cominciano ad essere davvero troppe!

  • Stellina

    Aveva aspettato che il ramo più bello sbocciasse per poterne fare dono alla sua amica più cara ed effettivamente una decina di giorni fa era salita a salutarla per sincerarsi della sua salute. Stellina, la nostra cara vicina, da qualche mese stava male ma combatteva dal suo letto di dolori ed ogni volta che ci rivedeva non lesinava bei sorrisi rassicuranti. Venerdì pomeriggio se n’ e’ andata via portando con sé un pezzo importante della mia vita, si e’ portata via tutto il Bene che ha diffuso con la sua voce, coi suoi sorrisi, con le sue battute argute e cariche di buonumore ed anche se non eravamo di  “famiglia” e’ come se anche io un po’  fossi rimasta orfana. Fuori dalla finestra della mia cucina, appena si solleva  lo sguardo c’ e’ il suo balcone che io percepisco talmente vicino a casa mia  che nei pomeriggi di controra nel silenzio assoluto mi era sembrato, talvolta,   di poter toccare la quiete della sua casa, mai un urlo, uno screzio, una brutta giornata ma ricordi infiniti di un Bene diffuso sempre a piene mani da lei e dalla sua meravigliosa famiglia. Sarà difficile ripartire adesso che  le cose prenderanno nuove forme, forse imparerò a guardare alle sue finestre con la Tenerezza dei ricordi e talvolta mi sembrerà di sentire la sua voce al telefono che come una nenia dolce mi dettera’ le sue parole allegre e squillanti. Mamma e’ riuscita a darle la sua orchidea, non l’ ultima, ce  ne saranno infinite altre perché chi vuole bene non smette mai di raccontare gli abbracci con la rugiada dei fiori! 💚

  • Il secondo giorno di Primavera

    Vi avevo raccontato della pianta di camelie che e’ sul mio terrazzo, lo scorso anno qualcuno, che si diceva esperto di giardinaggio, mi consiglio’ di ridurre il numero dei boccioli per alleggerire la pianta e consentirgli quindi di fare fiorire senza alcuna fatica soltanto alcuni fiori e mai ci fu una cosa più sbagliata, la pianta infatti quasi avesse compreso la forzatura di tale distacco non fiori’ più ed anzi fece cadere anche i boccioli che erano stati salvati salvaguardandoli per una fantastica fioritura e la cosa mi provocò un po’ di dolore facendomi comunque interrogare. Così quest’ anno all’ appuntamento con la fioritura ho lasciato tutto al buon cuore della Camelia cosicché i boccioli che ha tenuto quelli sono stati senza l’ingerenza di una mia potatura per nulla salvifica e così la pianta, con la sua saggezza di madre, ha deciso di tenerli tutti e col primo sole di marzo li ha consegnati ad una fioritura meravigliosa ed adesso tutti insieme stretti stretti acchiappati con coraggio alla pianta si stanno aprendo a questa stagione che si chiama Primavera. Ma? Ora che ci penso non accade così nella vita? Certe madri, esattamente come la Camelia non salvano tutti nella loro interezza e soprattutto senza calcoli o scelte? La Natura con il suo equilibrio mette in pari il conto sempre e predica senza voce il suo ideale di fratellanza, uguaglianza e salvezza, in natura non vincono i forti, si vince insieme, sembra una favola ma accade sul mio terrazzo!

  • IL Maestro

    Nella sua vita di lavoro aveva fatto il muratore prima ed il  capocantiere poi, di suo ci aveva messo un carattere forte ed attaccato al senso del dovere, mai un lamento per raccontare la sua stanchezza, mai una rinuncia per gli orari proibitivi che i suoi impegni richiedevano ed anzi quando i suoi impegni cominciavano a scemare si ripiegava su se stesso sentendosi quasi inutile. La sua passione e’ sempre stata per le altezze, ovunque dinanzi a scale, ostacoli e muri da scavalcare la sua intraprendenza lo ha sempre portato a non fermarsi ed anzi ad azzardare per guadagnare con incoscienza quell’ altezza che, secondo me, da sempre lo fa respirare. Gli anni passano inesorabilmente, oggi abbiamo 87 anni e 2 mesi e la sua passione per le altezze e’ rimasta identica, appena può essere lontano dallo sguardo vigile di qualcuno mio padre sale incurante del suo instabile movimento, sale e guadagna respiri, vedute, posizioni e considerazioni, li’, in altezza ricomincia a respirare di nuovo dimentico della pesantezza quotidiana dove la sua vecchiaia lo ha confinato. Oggi si celebrano i padri, il mio ha costruito per una vita, case, palazzi, ponti, teatri e strade ed ora sta distruggendo tutto ciò che ha elevato con una coerenza che io trovo maniacale, e’ come se volesse cancellare le tracce di un uomo che della fatica ne ha fatto filosofia senza mai tirarsi indietro mangiando polvere a tutte le ore. Non si dovrebbe invecchiare senza tenere sempre a mente che siamo tutti provvisori senza superpoteri, ognuno nel suo mondo fa cose grandi o piccole l’ importante e’ che poi, col tempo che passa, ci lasciamo forgiare dalla Vita affidandoci senza protagonismi altrimenti e’ battaglia persa e la resa e’ amaro premio. Oggi usciremo nel nostro solito giro in macchina  durante il quale tu ti lamenterai per il traffico ed io mi siederò sui Tuoi silenzi, prenderemo Mattia dall’ asilo e tu come al solito ti commuoverai guardandolo e tutto questo e’ una benedizione papà, vorrei che tu percepissi questo, e che ogni tuo istante sia dono e’ il regalo che invece io tengo per me.

  • Miracoli

    Cosa fa una mamma nell’ immediatezza di un pericolo? Salva, veglia e protegge e ieri pomeriggio ho avuto conferma che questi tre verbi insieme realizzano eventi inspiegabili che si chiamano miracoli. Alle quattro di pomeriggio ho ricevuto un invito, pioveva a dirotto in una domenica pomeriggio di inizio marzo in cui tutto vuoi fare tranne che uscire ma qualche giorno prima un brutto  evento si era verificato trasformando le vite di molti e bisognava dare a tutto questo una specie di risposta. Una notte, in un palazzo normale, in un garage sottostante con una manciata di macchine parcheggiate, una macchina prende fuoco e così in pochissimo tempo tutto viene avvolto da fiamme e fumo e soltanto il provvidenziale desiderio di un bicchiere d’ acqua di una signora ha fatto in modo che il bagliore di quelle fiamme destasse tutti dando l’ allarme, danni enormi ma tutti salvi e di quella Salvezza ieri pomeriggio si e’ parlato mettendo al centro di quel dialogo Maria, a Lei si sono elevate ieri parole di ringraziamento per il pericolo scampato, a Lei la signora del secondo piano con le mani giunte ha sussurato parole dolci, a Lei il signore affacciato insieme alla moglie ha consegnato il suo desiderio di ritornare alla normalità, a Lei ognuno di noi ha affidato parole segrete che il cuore di ognuno custodisce con la speranza di essere ascoltato. Ho assistito ad un dialogo ieri pomeriggio, abbiamo dedicato  preghiere semplici a Maria che sempre ci salva nelle piccole e nelle grandi cose ed il vero miracolo e’ percepire sempre questa Salvezza!