Autore: Isa Armenise

  • La Comunione di Giorgio

    I malanni di stagione esistono da sempre solo che quando si invecchia diventano piccole tragedie ed e’ così che la bronchite di papà si e’ trasformata, per me ed i miei fratelli, in un vero e proprio forum sulla salute fatto di consulti, monitoraggi insieme a vagonate di ansia. Domenica scorsa Giorgio ha fatto   la  Comunione, eravamo tutti molto emozionati perché lui rappresenta per la mia famiglia la rinascita visto che e’ arrivato dopo che Gigi era già vecchio di 22 primavere ed  in famiglia non eravamo da parecchio avezzi a pannolini e biberon e quindi Giorgio ci ha riconsegnato quella Tenerezza di bambino che ci voleva proprio, abbiamo ricominciato a parlare, grazie a lui, di palloni e biciclette e la cosa francamente ci ha migliorati molto. Giorgio e’ un ragazzino dolce, e’ inutile dire che e’ intelligente perché prevalgono in lui essenzialmente gli abbracci, come tutti i bambini fa mille cose, ama le gru e da grande vuole fare l’ ingegnere, e così e’ stata la sua festa, semplice, delicata ed amabile,ha  regalato ad ognuno di noi un pezzettino di tranquillità in mezzo al verde alternando risate all’ ottimo cibo ed alle passeggiate. Mamma era in ansia sin dal mattino e per l’ occasione ha indossato la collana di perle che mette solo ai matrimoni, papà ha gradito le pietanze alternando i complimenti ai suoi proverbiali silenzi e Mattia ha sorriso come solo lui sa fare, con le fossette profonde che hanno catturato i cuori di tutti noi! Ho realizzato che le feste di famiglia servono per fare il punto della situazione e certe volte funzionano da termometro per monitorare la Felicita ‘ ed ad occhio e croce direi che stiamo messi proprio  bene!

  • Albano

    Ieri sera guardavamo l’ Euro festival e non si capacitava del fatto che le canzoni fossero di un ritmo esagerato, troppo accelerate e per lei quasi incomprensibili, nonostante questo però dopo aver girato canale un paio di volte aveva compreso che il passo delle canzoni adesso e’ questo e bisogna necessariamente adeguarsi, i giovani dopotutto fanno le cose così e siamo noi che ci dobbiamo adeguare. Avevamo preparato una piadina ed alla fine della pietanza esplose un inatteso : – fu bello Albano al matrimonio di tuo fratello ! – , sorridemmo e nel suo sorriso passarono in rassegna tutte le cose belle che attraversiamo insieme pure nei giorni bui ed in quelli di pioggia, la Bellezza di mia madre e’ che lei ogni giorno mi insegna come si sta al passo, lei a me, anche se io cammino tanto mi insegna a non rincorrere nessuno ma a ritagliarmi una strada mia fatta di ironia ed allegrezza. Ieri sera ci voleva Albano, che bello mamma!💚

  • San Nicola, uomo dai gesti semplici.

    Essere una persona di fede richiede una postura da pellegrino che sceglie la strada come orizzonte da solcare ed alla luce di questo oggi sono stata da San Nicola che a Bari si omaggia, tra l’ altro, con una suggestiva processione a mare. Ogni cosa, in questo, che e’ stato a tutti gli effetti un pellegrinaggio, e’ avvenuto  quasi che rispondesse ad un copione, arrivate in centro ci attendeva la processione del Santo con la banda festosa, il mio Sindaco Decaro era luminosissimo con il suo tricolore che sotto il sole risplendeva a dismisura. Ci siamo spinte vicino le balaustre del molo San Nicola ritagliandoci un posticino colorato dove tirava un bel venticello che ci restituiva un profumo di mare che stamattina era proprio  turchese e così avvolti dal sole cocente abbiamo atteso la celebrazione della Messa. Oggi il primo giorno della Festa e’ dedicato ai pellegrini che giungono, anche a piedi, da ogni dove, li chiamiamo ” l’ zia zi’ ” in dialetto barese che mi hanno davvero commosso con i loro canti ed i loro racconti carichi di fede autentica, in particolare accanto a me vi erano una coppia di signori abruzzesi, Giuseppe ha esordito dicendo che sin da quando e’ piccolo sente raccontare di un miracolo che San Nicola ha fatto per il suo paese. Era il 29 giugno del 1919 ed il suo paese Frattura (Scanno) in provincia dell’ Aquila era stato colpito da una durissima siccità che aveva compromesso i raccolti di grano, alcuni cittadini allora chiesero al parroco di portare in processione San Nicola loro Santo protettore e così fecero invocando l’ aiuto di Nicola per superare questa terribile calamita’. Non si fece in tempo a rientrare con la processione che una pioggia copiosa e scrosciante allago’ il paese facendo  gridare  al miracolo. Al termine del racconto eravamo  commossi tutti  e quando San Nicola e’ partito per mare mi sono sentita con Lui su quella barca come quei 62 marinai che nella notte dei tempi lo trasportarono a Bari. Oggi e’ stato uno spettacolo bellissimo di Amicizia e di Fede, ad un certo punto  tra il suono  delle sirene delle barche e gli applausi di saluto della gente  ho perso la vista del Santo in mare  gli ho gridato insieme agli altri ” San Nicola liberaci dai pericoli” ed  ho avuto la percezione di esserne ascoltata, accade così coi Santi che stanno vicino a Dio facendo le cose piccole ed invisibili che ci salvano, evviva San Nicola 💚

  • Liberazioni

    Alle elementari Suor Nunzia ci teneva sempre a sottolineare la Storia  con documenti e testimonianze e fu così che per  le celebrazioni del 25 aprile nel 1977 scelse di affidarci delle lettere scritte dai Partigiani. Ad ognuna di noi una lettera, in classe eravamo 42, ed a me fu affidata la lettera di un uomo che in punto di morte, gravemente ferito, aveva scritto con una matita spuntata il più bel testamento d’ amore per la sua bambina. Leggemmo quelle lettere in chiesa, ognuna aspetto’  il suo turno, io leggevo e rileggevo per paura di sbagliare e ricordo che quando arrivo’  il mio turno, emozionata parecchio,  lessi speditamente senza emozionarmi, ” Figlia mia ” scriveva spesso il Partigiano e poi ” Patria mia ” e questo ricordo rimane scalfito nella mia mente riportandomi sempre al pensiero  di questa parte della Storia che io non ho vissuto ma grazie alla quale mi vengono riconosciuti Diritti , ieri il tramonto preannunciava meraviglia esattamente come la festa di oggi che ci ha consegnato il mondo nuovo fatto da padri che scrivono alle figlie parole e sussulti di Liberta’. Evviva la nostra Costituzione, evviva l’ Italia !

  • Nour

    Ho visto un film ieri sera, un film su Pietro Bartolo il medico che e’ stato per tanti anni a Lampedusa ad aspettare, curare e salvare migranti, povera gente che attraversa il mare scampando a bombe, miseria e carestia ed approda sulla “nostra”  terra cercando salvezza, opportunità ma soprattutto Umanità. Il medico e’ interpretato da Sergio Castellitto un attore che io amo da sempre e mentre guardavo il film, che si rifa’ ad una storia vera, mi sono chiesta : ” E noi com ‘ e’ che abbiamo smesso di aspettarla ‘ sta gente? Come mai di punto in bianco abbiamo smesso di guardare il mare che in certi luoghi sembra volerci sempre raccontare il suo carico di dolore, come mai non ci indignamo più ma piuttosto sempre più ripiegati su noi stessi ci interroghiamo sul sempre poco che possediamo giustificando il sempre poco che facciamo per gli altri ?” La politica, il degrado che sta prendendo piede nella società ci spinge a girare la testa dall’ altra parte, nemmeno con la mente  si pensa a quelli che stanno indietro e se ci si pensa li si osserva come se fossero detrattori, ladri che arrivano nottetempo per defraudarci. Piu’ passa il tempo e più diventiamo piccoli e mentre ci gridano al megafono che per stare bene dobbiamo mollare ogni tipo di interesse per il benessere collettivo e concentrarci sullo sviluppo smisurato del singolo, io,  in terrazza osservo oggi l’ unica Camelia sbocciata sulla mia pianta. Ho realizzato che per farla sbocciare una marea di boccioli sono caduti sacrificandosi piegati prima dal forte caldo e poi dal vento gelido di questo fine aprile, essa rappresenta davvero un segno di sopravvivenza e salvezza esattamente come certe vite che devono il loro Essere a persone straordinarie che le sostengono. Oggi e’ un altro giorno perfetto, accade ogni volta che persino un fiore mi disegna la rotta e così imparo…💚

  • ” E’ il giorno del Signore ed e’ bellissimo”

    Senza saperlo io e don Tonino abbiamo tantissimo in comune, condividiamo cifre significative egli  moriva infatti  con queste parole sulla bocca nel giorno che io festeggio il mio compleanno e per questo, per questa strana coincidenza ci siamo  subito legati. Ogni anno intorno a questa giornata si avviluppano aneddoti e si svolgono situazioni che a descriverle ne uscirebbe un libro serio, oggi ancora una volta in questo giorno arriva insieme a don Tonino una laurea magistrale in Giurisprudenza con 110 e lode e plauso della Commissione che  e’ il frutto di un lavoro capillare svolto sul campo da questo ragazzo che io considero un grande dono . Lui e’ Gigi che restando sempre lucido, allegro ed amorevole ha svolto in questi anni compiti distinti e diversi senza mai dare cenno di stanchezza, sempre appassionato del suo lavoro inspiegabilmente gentile nei modi e negli intenti. Oggi per qualche minuto ho avuto difficoltà a pensarlo solo figlio mio, troppo difficile circoscriverlo in una proprietà fittizia specie quando nella sua dedica stampata sulla tesi vi ho letto il nome di Paola Clemente morta di fatica in campagna ad Andria  il cui cuore continua a vivere  negli uomini che spaccandosi la schiena si  battono  per un mondo più equo e più solidale. A Gigi, a don Tonino ed a Paola un sentito grazie per i sogni belli che stanotte mi faranno fare💚

  • Zianannina💚

    Con il passare degli anni diventa impossibile che qualcuno a te caro non  vada via e così ogni volta che succede e’ come se tu perdessi  un pezzettino di te, una parte segreta che talvolta solo tu conosci e che va via per sempre portandosi dietro ricordi, frasi, fotogrammi di una vita, la tua, che a posteriori ti sembra bella ed adesso con questa mancanza muta di nuovo. Ora che ci penso da piccola  mi aveva insegnato a cucire, avevamo  fatto insieme del campeggio serio,  ed ammirando il suo esagerato buon gusto ho imparato ad abbinare i colori, era di 3 anni più piccola di mamma e mi divertivo a vederle discutere con leggiadria ed acutezza talvolta ossessive, insieme bucavano  la scena anche se non sempre era idillio tra loro  e quando ridevano di gusto pareva quasi che piangessero. Esattamente stamattina un altro pezzettino di me  si e’ staccato, mi tengo con me quel ” ti voglio bene “sussurrato tra i banchi della chiesa il giorno del battesimo di Giorgio, e’ stato l’ unico, diciamocelo più spesso, e’ urgente l’ amore in questa vita ! Vorrei saperti finalmente felice zia…..

  • Il Giovedì Santo

    Non appena si svolta l’ angolo della stradina che costeggia la ferrovia arriva un profumo dolcissimo di fresie, rose e gladioli variopinti, filari lunghissimi di fiori che si stendono fin sotto la vigna che di questi tempi si risveglia per la primavera, un colpo d’ occhio che alle 6 di mattino sono un toccasana per la giornata che inizia. Davanti a questo campo ci passiamo ogni giorno solo che adesso che i fiori sono tutti sbocciati non si riesce a contenerli tutti con lo sguardo e perciò si procede con piccolissimi fotogrammi come piccoli tasselli e dopo la pioggia di ieri sera una bellissima rosa lilla e’ sbocciata e,  mi chiedevo  davanti a questo spettacolo, che mondo troverà al suo risveglio? Sulla strada una piccola fattoria con coniglietti appena nati che sgambettano sicuri, sembrano felici, poco lontano 2 agnellini attendono il latte e noi ci fermiamo incantate ad ammirarli, gli abbiamo dato un nome e quindi ci appartengono già,  un saluto amorevole e la nostra corsa prosegue, sul tragitto ovunque facce amiche di gente che e’ diventata famigliare, amici, sorrisi e tante parole che il vento sorregge. Arrivati a Capurso ci accolgono le chiese aperte con gli altari addobbati per la Reposizione, profumano d’ incenso ed alcune hanno le pareti un po’ scrostate  ma sono di una Bellezza antica che toglie il fiato, lo sguardo si perde tra Madonne col Bambino e Santi benedicenti, una preghiera ed un selfie di rito che per noi e’ consuetudine, oggi e’ il giorno in cui si fa memoria dell’ ultima Cena di Gesù e tutti questi altari che ci hanno accolto oggi sembravano davvero  che ci aspettassero, silenziosi, parevano che raccontassero le storie degli antichi, ed in tutto quel silenzio mi sono sentita in solitudine  immersa in un mistero più grande di me che si porta dentro il miracolo della Fede che pur nella piccolezza ti salva. Così con la gioia nel cuore si torna a casa, domani Gesù andrà in croce e quest’ anno col mondo che va a  rotoli di  croci ne abbiamo viste a bizzeffe, ora silenzio e preghiera, resta grande solo l’ Amore!

  • Cosa guardi che io non vedo?

    Mi capita spessissimo di  osservare mio padre nelle sue lunghe giornate e talvolta vedo che  sono tante  le cose che lui non dice  assemblandole ordinatamente nei suoi silenzi, vedo la sua stanchezza e percepisco i suoi piccoli dolori che lui muto nasconde con gli occhi verdi suoi che tiene quasi sempre bassi. A sue spese ho realizzato che non sempre e’ un bene mostrarsi forti e che talvolta la fragilità può essere una corazza che ti fa superare le cose pesanti, lui invece continua imperterrito a fare memoria della sua forza, continua a dirsi operativo ed il più delle volte si professa invincibile quasi che la narrazione della sua condizione fosse più dolorosa degli acciacchi della vecchiaia stessa e nel ” suo mondo”  si vede sempre operativo quasi come se il tempo non fosse mai passato. Oggi nel giorno che festeggia i padri cercherò di mettermi accanto al mio e cercare di guardare come fa lui e vedere nella sua direzione cercando a questo punto della sua vita di portare il suo sguardo verso il mio e fargli capire che essere piccoli e disorientati talvolta aiuta, che non serve assomigliare ai padri a quello ci pensa la genetica, serve ogni giorno cominciare da capo e questa cosa e’ davvero difficile! In questa foto recente papà e’ felice in una casa nuova e bellissima e guarda in lontananza un ponte in un parco che lui ha costruito, la sua maestria continua  ad essere il collante che tiene in piedi la  sua vita,  che rimane sempre , ora più che mai, ponti e palazzi !

  • Tulipani

    Il giorno dopo la festa della donna io e mamma a pomeriggio abbiamo organizzato una fuga, in realtà era da tanto che volevamo andare in un posto ma il tempo ci e’ sempre mancato prese come siamo a  fare e disfare le cose normali e strane di ogni giorno. Vi devo raccontare un fatto,  nonno Michelangelo aveva ereditato un campo da suo padre Giovanni, una campagna appena fuori Carbonara vicino al “primo ponte”, io ci sono cresciuta in quella campagna e poi appena presa la patente accompagnavo nonna a prendere le nespole che nascevano copiose su di un alberello a ridosso di un filare di tufo appoggiato ad una vecchia torre. La campagna  era estesa, vi  era una bracciata  di ulivi all’ ingresso e un traliccio dell’ alta tensione ne aveva abbruttito la parte centrale quasi violandola. Conoscevo tutte le storie dei proprietari dei campi lì vicino, molti proprietari erano cugini del nonno appartenevano tutti alla famiglia ” du Carrire ” e nonno  di ritorno dalla campagna,  durante i pranzi,  ne parlava sempre con dovizia di particolari, conoscevo i saprannomi di tutti ,   ed ogni campagna quindi possedeva una fama , una storia ed una discendenza e quei luoghi a me erano davvero familiari. Quella terra e’ ancora nostra, appartiene ai miei zii e pertanto la sento mia ed anzi me  lo rivedo  ancora nonno col suo Guzzi e giubbotto verde sfrecciare per quelle stradine di campagna col secchio poggiato dietro pieno di primizie, le pere del Carmine, i melograni, l’ uva quella da vino che a tavola non si mangiava ma che lui portava avvolta nel fazzoletto e distribuiva come una reliquia, mi pare di sentire ancora la sua voce, mi capita spesso ultimamente ! Vicino questo campo stanno progettando un campo di tulipani, un posto colorato insomma che faccia ritrovare profumo e fantasia a tutti e quindi incuriositi abbiamo deciso di andare a vedere. Lo scenario e’ un po’ cambiato, ora da quelle parti sorge una ferrovia sopraelevata e quindi il grigio del cemento sovrasta tutto, le strade sono mutate  ed i campi hanno perso la loro identità e  mamma facendo spallucce ha detto : ” chissà adesso  tutte queste terre di chi sono ” ma poi  quando ha rivisto la vecchia Torre  giu’ un mare di ricordi e racconti e non so come ci siamo trovate a lungomare con un gelato in mano, al bacio per lei ed  immancabilmente alla liquirizia per me, i tulipani non sono ancora sbocciati ma vuoi mettere le storie fitte fitte che ci siamo dette?