Cosebelle

  • Magone

    Ho un fruttivendolo vicino casa e stamattina di prim’ ora eravamo in molti già in coda, la fila secondo me incoraggia alla riflessione e così di getto mi sono messa a guardare i cestini di tutti ed ho fatto una considerazione: oggi i cestini erano tutti verdi, poco colore, essenzialmente verdura, patate,ortaggi in generale, mancava la frutta variopinta che si sa durante le feste fa da padrona. Così le feste sono davvero finite e mi toccherà togliere l’ albero e questa cosa mi provoca un po’ di dispiacere giacche’ quest’ anno il mio albero era un tripudio di luci e specie la a sera riscaldava. “Se ne parla il prossimo anno” ha detto una vecchia signora,” uffa un anno ” ho pensato io ma poi ho realizzato che dicembre e’ vicino ed allora metterò albero ed addobbi a riposare come si fa con le tovaglie buone del comò di nonna, sai sempre che stanno la’ per darti soccorso e piacere ed il distacco non lo senti proprio giacche’ stanno lì riposte in un mondo che infondo sei tu….. Però dopo questa riflessione ho capito che sto invecchiando, in questo periodo prima mi vedevo già in costume ad aspettare il mare adesso invece dal divano osservo gia’ dicembre!

  • Fiorire sempre

    Quando mi regalano i calendari bado molto al fatto che abbiano lo spazio grande per poterci scrivere, annotare ogni cosa ma soprattutto i compleanni importanti ed oggi e’ un compleanno importante, la piccola Bernardette Soubirous compie 180 anni.
    Lei e’ un personaggio che ha condizionato molto la mia vita da quando nel 2008 per la prima volta mi sono recata a Lourdes e subito rimasi colpita dalla grandezza della ” piccolezza” di questa ragazzina quattordicenne che per 18 volte aveva incontrato la ‘ Signora’.
    Dopo quell’ anno mi sono recata a Lourdes altre 5 volte ed ogni volta aggiungevo un tassello, ogni volta era come completare un puzzle a me sconosciuto che piano piano si rivelava. A Lourdes ripercorrevo ogni volta le strade che portavano Bernardette dal Cachot al Gave ed ogni volta rimanevo stupita dalla bellezza di quei luoghi ai piedi dei Pirenei, il verde rigoglioso, l’ abbondanza di acqua e Lourdes poi, cittadina carina ed accogliente, ma, mi spiegavano ogni volta che ai tempi di Bernardette non era proprio così, vi era tantissima miseria e la sua vita famigliare era stata davvero difficile tale e tante erano le sventure che l’ avevano colpita, fino al giorno che incontro’ ‘ l’ Immacolata Concezione, “Aquero’ ” come la chiamava lei.
    Ora carissima Bernardette vorrei dirti tante cose e veramente non saprei da dove iniziare ma vorrei prima di tutto ringraziarti, quando penso a Te io ti immagino davanti alla Grotta, timida ed accogliente, in ascolto ma presente, volevo dirti che mi hai cambiato la vita perché pensandoti ho compreso che non serve farsi i grandi viaggi di conversione che amplificano la fede ma che occorre brillare dove Dio ci ha messi, fosse pure il luogo più piccolo e sconosciuto.
    Tu, piccola Bernadette sei viva ed io ti immagino così, avvolta nel tuo scialle con i tuoi zoccoletti di legno che corri alla Grotta aldila’ del Gave a parlare a Maria di tutti noi! 💚

  • Alba

    La foto è di questa mattina, ci sta dentro ogni cosa, un po’ di buio, la luce dell’alba in fondo, ci sta Stella la mia amica di camminata e ci stanno pure i fiori, ceci e pasta li chiamano, che stamattina ho rivisto dopo tutti questi giorni di festa.
    Al rientro commissioni in giro che mi invento ogni giorno per portare un po’ fuori papà e così incontri…
    Sono in un caseificio, una grande folla mi accoglie e nell’ angolo un ragazzino con un giubbotto arancio, lo trovo tenero, silenzioso aspetta il suo turno facendosi scavalcare da tre signori che manco lo guardano fino a che la commessa interviene ed incalzandolo lo costringe a parlare.
    La commessa lo guarda per tutto il tempo con occhi beati riempiendolo di complimenti perché si sa che di questi tempi educazione e delicatezza sono merce rara e lui arrossendo le sorride venendomi accanto.
    “Quanto sei bello” lo saluta ed io che ero vicina a lui aggiungo: “È vero ha degli occhi azzurri bellissimi”
    Il ragazzo sgrana gli occhi mi guarda e sorridendo mi dice: “Signora di che colore sono i miei occhi?” Risate… mi sono resa conto che aveva gli occhi marroni e gli ho risposto: “Marroni però tendenti all’ azzurro” e comunque rimango convinta dei suoi occhi azzurri, cangianti, ma meravigliosamente azzurri.
    Certe volte persino i colori sono punti di vista!

  • La zia dell’America

    Oggi sono 17 anni che mia zia dell’ America, come la chiamavamo noi, se n’e’ andata, ce lo ricorda Manny mio cugino che da un po’ di tempo e’ con noi in un gruppo di cugini che sopravvive, grazie a Dio, nonostante le storture di quei rapporti tra fratelli che non sempre sono da favola. Cosi’ i miei pensieri vanno all’ ultima volta che zia e’ venuta in Italia per visitare nonna Sabella, girammo molto, visitammo Alberobello ed altri posti che lei non conosceva proprio . Una sera vuota ci organizzammo e andammo al Mac Donald io e lei come amiche di vecchia data, ridemmo di gusto e per nulla imbarazzata dalla differenza d’ età mi raccontò dei primi anni in America, delle difficoltà e di tutte le tristezze della lontananza . Io l’ avevo sempre vista come una donna forte ma quella sera la scoprii disarmata, piccola, umana insomma. Dopo quel giorno lei riparti’, non la rividi più, restano le sue foto, le lettere ed i miei ricordi indelebili che annoverano pure il timbro della sua voce per telefono, Resta tanto quando vuoi bene a qualcuno e zia Genzella non e’ mai andata via da qua 💚

  • Il 1° giorno dell’anno

    Per arrivare a questo giorno ci sono voluti immensi progetti, un mare di organizzazioni, telefonate, planning per poterci riunire in pranzi e cene che hanno messo a dura prova ogni buon proposito di qualsivoglia dieta.

    Mamma quest’ anno ha funzionato come un hotel director di una modernissima nave da crociera, lei la mente io le sue braccia, ho stilato elenchi sotto dettatura inanellando ogni giorno tappe di acquisti di ogni genere perché si sa che lei da sempre ama il Natale e non appena si affaccia dicembre a lei cambia proprio l’umore, diviene ancora più instancabile, si carica di entusiasmo e progetta.

    Le sue vigilie prevedono sempre calzoni, comincia da giorni prima a pensarli e quando lei fa questi pensieri lo sanno tutti, già, perché lo ripete talmente tante volte che tu nei menù delle vigilie per quanto sono buoni quei calzoni non ci metteresti più nulla ed anzi il menù lo faresti proprio stampare in stampatello maiuscolo con su scritto” calzoni di cipolla” e basta!

    La preparazione è un rito, difficile riuscire ad entrarci, io sono stata promossa aiutante, osservo e collaboro seguendo i suoi suggerimenti, non è pensabile poterla imitare ed anzi ho certezza che la sua sia proprio un’arte, ne sforna 1, 2 ,3, in un giorno che uno poi si spiega il significato dei famosi” talenti” delle parabole.

    Domani mio fratello parte in Kuwait, militare in missione all’estero, e mamma non ci ha dormito ieri notte, doveva fargli assaggiare il calzone, lui non era a pranzo con noi e quindi stamattina tutta contenta ha portato a termine un altro suo capolavoro, proprio oggi che nel calendario si festeggia Maria Santissima madre di Dio la mia di mamma esercitava insieme alla virtù della pazienza il suo immenso dono di essere preziosa.

    Si inizia l’anno così, guardando le cose che scorrono e leggendo in esse molto di più di ciò che sembra!

  • Prospettive

    Tutte le volte che penso alle feste comandate mi prende sempre un inquietudine ,una sorta di magone , corse , aspettative ed in generale esagerazione che decisamente sposta il mio baricentro , poi oggi ho visto un fiore alla pianta di peperoncino sul davanzale e mi sono detta ” fiorire l’ ultimo dell’ anno” obbliga a prendersi impegni , a mantenere quel fiore , a guardarlo diventare frutto . Allora finisce così questo anno ricco ed impegnativo , finisce con un fiore che insieme a voi vedrò sbocciare!