Cosebelle

  • I Vecchi

    Ieri la festa dei nonni ed oggi mi abbandono al loro ricordo . Come me li ricordo io ?
    Erano vecchi ?
    Continuo a farmi questa domanda e mi rispondo che vecchi io forse non li ho percepiti mai, avanti con gli anni si, un po’ malaticci talvolta, ma vecchi mai….
    Ho cominciato così ad odiare questo termine e quando io, un po’ avanti con gli anni, ho incominciato a guardare i miei  realizzando che forse dovevo, negli anni, acquisire il termine “vecchio” ed imparare ad abitarlo, farlo mio insomma perché se e’ vero che vecchio e’ il contrario di giovane in questo termine vi e’ racchiusa la chiave del nostro vivere.
    Continuo a non amare questo termine, detesto tutti i cambiamenti che ne veicola e sono felice solo di una cosa, sono felice di sapere che i bambini, senza che noi gli diciamo nulla, guardano la vecchiaia così com’ e’, la guardano come forse la guardavo io, come se fosse una cosa necessaria, come il pane, come l’ acqua, come il mare, come una cosa che ci accompagna ed esiste perché ci fa stare bene altrimenti non mi spiego com’ e’ che Giorgio si e’ abbracciato il nonno con 2 giri di braccia con la testa poggiata sul suo petto quasi a volergli vedere il 💚!

  • Sevilla Ole’

    Ogni volta che arrivavo in farmacia oltre che i buongiorno sussurrati con delicatezza mi arrivava sempre quell’ aria  andalusa con poche parole fresche e simpatiche che bastavano a mettermi di buon umore. Compariva dietro il bancone la dottoressa spagnola che con le sue movenze dettava farmaci e cure quasi fosse in un perenne flamenco ritmato e fantasioso ed io ogni volta dimenticavo perché ero li’, quali farmaci dovevo acquistare e rimanevo incantata a guardarla. Così avevo scoperto che la dottoressa sì chiamava Paola, era di Siviglia, città che io conosco ed amo, e quest’ estate e’ ritornata in Spagna ma a metà agosto era di nuovo da noi, nella mia fantastica farmacia che io considero amabile visto che rappresenta per me un luogo assai famigliare, una specie di parco di divertimenti per un bimbo che desidera giocare. Non so quando l’ ho vista per l’ ultima volta ma ricordo perfettamente che quel giorno mi si e’ avvicinata abbracciandomi  con uno slancio insolito ed io, contraccambiando, ho immaginato che fosse stato per il caffè che le avevo portato un giorno caldissimo in cui era solissima in farmacia con la sua amica collega dottoressa, con quell’ abbraccio mi sono immaginata ogni cosa, persino un viaggio da fare insieme a Siviglia a casa sua, e’ stato rapido ma per me infinito quasi a voler suggellare un amicizia che poteva esistere ed invece era un addio, un arrivederci, un saluto informale ma che mi ha raccontato un mare di cose, scenari colorati, musica gitana, la Macarena, le arance, abiti sfavillanti ed un gelato da mangiare insieme ridendo di gusto! Sei un mito dottoressa Paola, grazie per quei sorrisi, io me li tengo tutti, gracias !💚

  • Sotto il melograno

    Da qualche tempo io e mamma abbiamo inaugurato una nuova pratica, una cosa tutta nostra che ci delizia e ci diverte, ceniamo in giardino sotto i melograni, mangiamo  poche cose semplici che consumiamo tra una chiacchiera ed una risata col conforto di un po’ di fresco che devo dire quest’ estate si e’ fatto desiderare. Poco distante in cucina, papà sorseggia la sua tazzona di latte che lo accompagna come cena da quando ha preso il COVID per la seconda volta, e stasera riflettevo sul fatto che le serate mie mi sembrano talvolta tutte uguali ma uniche ed irripetibili vuoi per gli umori che si respirano ma anche, e soprattutto, per quel senso di equilibrio che mi pone lì come figlia e quindi eternamente amata. La vecchiaia di papà non e’ semplice ed e’ arrivata addosso a me come un treno che va a 100 all’ ora, ogni cosa e’ cambiata ed io mi ritrovo dinanzi a lui  eternamente a disagio incapace di calibrare il mio dire o il mio fare, non so più cosa gli fa piacere e cosa no, se ha dolori, se vuole uscire o se invece vuole stare per conto suo, lui sta e basta e questo suo stare ne fa uno sconosciuto la cui presenza, certe volte, mi mette in imbarazzo. Ci diciamo la sera due fatti io e lui, prendiamo medicine e discutiamo fino a quando arriva l’ ora del gelato che sembra essere scandita da un programma in TV,  le gocce in aranciata ed il pigiama, ogni sera la stessa storia, il letto che si e’ fatto tardi ed il nastro si riavvolge con una routine che a volerla raccontare sembra una cosa piccola e semplice ma che invece pesa, come tutte le cose che stringono al cuore pesa ed atterra. L’ estate volge al termine,  ho moltissimo da ringraziare, ho visitato posti che manco immaginavo , ho  ritrovato il mio posto del cuore, sto imparando a camminare con  più leggerezza per attraversare tutte le cose , Mattia quando mi vede sorride e mi corre incontro ed oggi per la prima volta ha preso una nave, domani sarò al mare per la seconda volta e grazie a Dio per questa sintesi che di per se’ sembra un capolavoro!

  • 10 anni

    Era il 2015 quando in un estate calda e piovosa salutai Lourdes per l’ ultima volta, da allora moltissime cose sono cambiate ma io sono sempre rimasta orientata verso quel luogo che per me, sin dal primo incontro, ha rappresentato una decisa virata nel mio percorso di fede. Ci sono ritornata quest’ anno con una gioia e tanta meraviglia nel cuore come se il mio appuntamento con Maria fosse un’ avvenimento sacro ma allo stesso tempo familiare, una ricarica, una Grazia ed una grandissima occasione per rivedere volti, collezionare sorrisi e fare il pieno di Benedizioni. Ho portato a casa con me proprio tutti, come per esempio il ragazzo senza gambe incontrato alla discesa della Via Crucis, biondo biondo con la mano tesa per pochi spiccioli ma  con due occhi celesti che sembravano sorridere alla Vita, come  la ragazza con le scarpe rotte poggiata alla colonna della Chiesa parrocchiale di Lourdes dove Bernardette fu battezzata, aveva una giacchetta verde e capelli scuri raccolti sulle spalle e le mani scomposte ma che sembravano giunte quasi fossero in una preghiera perenne, come la signora in sedia a rotelle con cappello di paglia blu e collana di fiori al collo che passando mi ha sorriso salutandomi con una leggerezza pari a quella degli Angeli o la
    nonnina scozzese di Glasgow con la  coperta a quadri sulle gambe che cantava alla Vergine con una voce da soprano che più di tutte e’ arrivata, secondo me al cuore di Maria. Mi sono commossa per i tanti giovani che prestano le le loro braccia, le loro gambe ed i loro cuori per trasportare i malati sempre col sorriso incuranti della pioggia, della fatica e di tutti i disagi che le giornate in salita possono fare arrivare, ragazzi di tutto il mondo che trasmettono un messaggio di universalità chiaro e disinvolto dettando a chiare lettere il Disegno di Dio che in questo luogo si compie in ogni istante trasportato dai loro sorrisi bellissimi.
    A Lourdes insomma sperimentiamo che siamo Chiesa, sono ritornata felice e con il cuore più consapevole, ieri prima del saluto alla Vergine il Vangelo era quello delle Nozze di Cana e Maria sembrava davvero che mi sussurrasse ” Fai tutto quello che Lui dirà”  per poter trasformare l’ acqua in vino buono e poter finalmente vivere attaccata a Lei.  💚                                

  • 34 anni

    Gli anni di certo non li recupereremo, gli errori fatti, le insicurezze, le testardaggini,  l’eccessivo perbenismo dettato da retaggi di un educazione che non ha mai messo la libertà al primo posto, e poi l’ansia nell’ affrontare ogni cosa per essere perennemente performanti come richiedono questi tempi fragili ed insicuri  ma qui stavamo guardando Francesca che ci fotografava in una birreria sul Reno alle tre di pomeriggio prima della crociera sul battello, io in completo verde  a testimoniare il fatto che ormai e’ verde ogni cosa che riguarda la mia visione delle cose, del mondo e della Vita e tu felice come ti avevo visto poche volte, la mattinata era trascorsa a visitare il centro storico di Dusseldorf, camminato tanto, ricevuto sin dal mattino mille auguri da amici nuovi, allegri e sconosciuti,  posso dire di rivedermi felice in questo scatto,  io e tu soltanto in un caldissimo venerdì di giugno a dirci di nuovo che la nostra forza e’ nell’ essere insieme anche se io solo adesso sto cominciando davvero a capire che non ci vuole molto a fare diventare tutto ciò che e’ Amore una trappola e che invece, se solo consegnassimo le persone alle estreme libertà delle proprie scelte  tutto acquisterebbe la leggerezza di una Vita semplice che include l’ altro senza schiacciarlo.  Di questo anniversario mi voglio conservare lo sguardo di questo scatto, il sorriso benevolo ed accennato, tengo il verde come mio testimone e la tua mano (anche se non si vede) stretta a quella mia , e sono grata, ancora, pure questa volta! 💚

  • Danke

    Cari Fabio e Francesca da qualche giorno siamo rientrati in Italia e mai e poi mai io avrei immaginato che la Germania mi piacesse così tanto. E’ risaputo che i viaggi fatti da turista sono sempre meravigliosi perché in generale arricchiscono ed allargano lo sguardo ma io questa volta sono rimasta estasiata dai paesaggi, dall’ entusiasmo, dalle risate e dalla naturalezza dirompente dell’ Amicizia che tra tutte le cose e’ quella che ancora mi lascia senza parole. Ogni giornata e’ stata pensata, studiata ed organizzata, ogni luogo visitato e’ stato pensato col cuore prima ancora che con la mente e nessun particolare e’ stato lasciato al caso tant’è che ad un certo punto dell’ escursione a Dusseldorf, con la guida che parlava italiano come quando noi facciamo la caricatura ai tedeschi, nel fiume sono comparse delle anatre con anatroccoli al seguito a rallegrare la nostra caldissima mattinata ed allora ho compreso che ci stavate regalando un sogno perché tutto era stato pensato come un regalo da fare a noi e non viceversa. Caro Fabio spero tanto che nelle tue giornate tedesche un po’ grigie e fredde tu ti fermi ad interrogarti sul fatto che muovere così tanti amici per una Festa di compleanno non e’ da tutti e non e’ per tutti e non alludo al dispendio economico soltanto, mi riferisco al fatto che chi amico e’ disposto a prendere un aereo e trovarsi faccia a faccia con i Tuoi 50 anni appena compiuti che inchiodano tutti su quella poltrona dove ci hai messi tu per godere uno spettacolo di Vita unico ed impareggiabile? Da quella poltrona ho ammirato lo splendore della vostra casa, ho gustato le vostre prelibatezze, ho ammirato le bellezze della vostra città, ho navigato in battello sul Reno, ho festeggiato il mio anniversario di matrimonio insieme a 50 amici tra allegrissimi fiumi di birra e pietanze colorate, sono stata nei posti più belli ed impensati che la mia mente ancora non conosceva, e poi le feste, lunghe, gioiose, interminabili dettate da un copione non scritto che parla tante lingue tanti quanti sono i solchi che il mondo ha tracciato nel tuo cuore. Cari Fabio e Francesca sarà difficile dimenticare tutto questo, vi ringrazio e vi abbraccio ed in punta di piedi  vi faccio una domanda: ” Quando fate il prossimo compleanno? “

    P.S. tutti ma proprio tutti da qualche parte del mondo dovrebbero  avere un amico di nome Fabio!

  • Care and research

    Seduta comodamente su un divanetto in pelle nella sala d’ attesa di una nota clinica privata barese, osservo quieta l’ andirivieni di persone che si affollano portando con loro molteplicità di umori , colori e vita. A nessuno viene in mente di salutare, i dipendenti sono tutti di corsa, sorridono per circostanza con una specie di smorfia e corrono sempre ciabattando nelle loro scarpe azzurre, di fronte a me un maxischermo dove si proietta materiale promozionale, eccellenze propagandate come offerte da supermercato, valvole, protesi e soluzioni per poter vivere a lungo con pratiche mini invasive, nel frattempo una coppia avanti con gli anni arriva discutendo, la moglie molto curata dissente col marito visibilmente in difficoltà, il marito, anziano( pare si dica così) si siede in disparte e tiene con tenerezza disarmante il suo bastone, solitudini insomma, nel frattempo una signora si accomoda accanto a me, ha il braccio fasciato con i postumi di un intervento, si mette di schiena senza un cenno di saluto, legge, fa una telefonata e va via, così, senza nemmeno sorriderci ci siamo perse mentre  il professore sul maxischermo pubblicizza una vita lunghissima a noi che qui ce lo possiamo permettere, penso alla Palestina e mi commuovo, infondo su questo mondo siamo tutti un un insieme di solitudini e miserie ma loro decisamente di più!

  • Affile

    L’ ultimo comune della città di Roma prima di mettere piede nel Parco Nazionale dei monti Simbruini e’Affile, un paesello piccolo piccolo dove per molti anni ho trascorso giornate bellissime e spensierate che specialmente nel mese di agosto era tutto un susseguirsi di feste, fuochi d’ artificio, passeggiate in compagnia di tanta gente che ho imparato a conoscere nel corso degli anni. Qualche settimana fa ci sono ritornata per una bellissima occasione ed ho trovato cristallizzato tutto ciò che mi ero immaginata, il fontanile all’ ingresso cantava sempre la sua rigogliosa  canzone con la sua  acqua fresca e limpida, la Madonna del Giglio, che custodisce il paese, portava ai suoi piedi un tappeto di Peonie rosse profumatissime, i vicoli con le case in mattone scuro erano arricchite da gerani di tutti i colori ed ovunque, appena si apriva lo sguardo, scorci di verde collina abitati nel mese di giugno da luminose lucciole che ne fanno di quello scenario un presepe perenne. Esserci stata mi ha fatto bene al cuore perché alla mia eta’ la Vita se ne va un po’ per conto suo e cominci a vedere le cose non per come sono realmente  ma per come le percepisci tu, respiri tutto quel verde e ti senti davvero grata. Una bellissima porzione del mio cuore risiede li, prepara pranzetti, cura i fiori ed immagina sempre giornate spensierate da trascorrere insieme perché il Bene, secondo me, e’ un sentimento circolare che parte da Bari ed arriva fino qui per orientare la Gioia e progettare tutto il tempo che verrà! 💚

  • Il 20 di Aprile

    Quest’ anno il compleanno e’ stato davvero particolare, compio gli anni il giorno di don Tonino ed e’ capitato di domenica e nel giorno di Pasqua quindi un insieme di gioie e coincidenze. Deliberatamente non avevo voluto una torta ma una semplice pastiera che per circostanze improvvise ho donato la sera precedente ad una persona a me cara  e perciò mi sono dovuta affidare ad un dolce di fortuna bellissimo ugualmente  ed al momento di spegnere la candelina mi sono ricordata di non averla presa e mi e’ venuta subito in soccorso la candela ricevuta in dono alla Veglia di Pasqua e Mattia ha soffiato così forte da farmi sentire proprio il peso delle mie 58 primavere. Così in semplicità sono diventata più vecchia ed il giorno dopo una tristissima notizia inaspettata mi ha addolorata fino alle lacrime, Papa Francesco era andato in Cielo e per me e’ stato come perdere uno di famiglia, una guida, un pezzo di cuore e così mi sono sentita da subito persa, senza orientamento e priva di direzione ho immaginato con tristezza tutti i giorni a venire senza il tono della sua voce, le giornate prive dei suoi insegnamenti ed il mondo d’ improvviso buio senza la sua Misericordia. Nell’ ottava di Pasqua se n’ e’ andata  pure zia Carmela, due persone importanti così di botto, velocemente e senza preavviso il mio scenario e’ cambiato, sono spariti i fiori sulla mia strada ed ho preso consapevolezza che la Speranza e’ quella di rincontrarli un giorno, e’ stato un compleanno strano e diverso, ho gioito, ho pianto ringraziando, infondo Dio ci dona le persone che ci servono ed io sono stata davvero fortunata 💚

  • Ti voglio bene

    A quest’ ora del mattino dove sei arrivata? L’ hai vista l’ alba finalmente spuntare per poterne replicare i colori ed i profumi con i tuoi colori a matita mezzi spuntati esattamente come sei tu zia Carmela? E’ stato un dono delle videochiamate il fatto di poterci dire ” ti voglio bene” ad alta voce mettendolo come chiosa finale ad ogni nostra chiacchierata e puntualmente dopo ogni ” ti voglio bene” partiva una piccola lista di cose provvisorie piccole come eri tu. Ieri sera non stavi granché bene, mi hai chiesto dell’ acqua come Gesù sulla croce prima di morire e così hai fatto tu, hai bevuto e poi  hai chiuso gli occhi come non mai anche se quando ti ho detto che andavo via una piccola lacrima ti e’ caduta solcando gli zigomi e cadendo sul lenzuolo ha fatto una specie di rumore quasi fosse pesante tanto quanto il tuo dolore. Quanto hai sofferto zia Carmela anche se tutta la sofferenza alla fine tu la superavi con poco, una collana colorata, un deodorante profumato  o una focaccina che io non ti ho mai portato con il pregiudizio che ti potesse fare male. Il giorno di Pasquetta avevi pensato già al tuo compleanno e me lo raccontavi durante la passeggiata nonostante tu sei nata d’ estate e qui fa di nuovo freddo. Credo che ora tu sia in un posto bellissimo dove ascolti musica e corri felice, ora sei a casa zia bella ogni tanto continua a sorridere che qua le lacrime cominciano ad essere davvero troppe!