Cosebelle

  • Diamanti

    “Noi siamo collegate con le stelle e per questo sentiamo tutto”

    E’ proseguita con questa frase nella mia testa la fredda serata del sabato tra Natale e capodanno, serata che abbiamo deciso di trascorrere al cinema per vedere  “Diamanti” di Ozpetek regista che io seguo sempre ed ho imparato ad apprezzare per l’ impronta realista che da’ ai suoi capolavori. Al cinema siamo arrivati con un po’ d’ anticipo, ma siamo riusciti a guadagnare soltanto due posti in seconda fila e così, un po’ rassegnati, abbiamo atteso l’ inizio del film cercando di spostare la testa all’ indietro per godere di quello spazio che sembrava mancarci. Seduta accanto a me una signora con la sua ragazzina dolcissima che mangiava popcorn   ed il cinema, completamente pieno, in silenzio assoluto ha accompagnato, fatta eccezione per qualche risata, la visione di questo capolavoro della fotografia e dei costumi che hanno colorato per fotogrammi tutta la mia serata in un vero e proprio bagno di Bellezza. Le musiche, gli scenari, gli attori, le scene, tutto ha contribuito a darmi la sensazione di essere capitata lì per dono ed essere, vista pure la posizione della mia poltrona, essere parte di quei luoghi, farne parte contagiandomi di colori e di sensazioni. Ogni cosa e’ stata curata non tralasciando nulla persino nei titoli di coda, le parole pesate, gli sguardi bilanciati mi hanno consegnato in una dimensione che certe volte ti fa comprendere che l’ Arte ha  a che fare con la Grazia ed e’ prerogativa non di tutti, e’ grandezza infinita che come staffetta passa di bocca in bocca sulle parole degli attori. Mi sono divertita e dal film sono uscita cambiata, fuori intanto ancora natale con le sue luci e le sue grandi incomprensioni. Se potete andatelo a vedere!

  • ” Ai Drop out “

    Da un po’ di anni per accendere il Natale si ricorre a motivatori esterni che ci procurino quella gioia e quella luce che negli anni si e’ un po’ sopita e così si corre ad ammirare le luminarie   dei centri città, i presepi viventi ed i negozi che pullulano di gente ossessionata dalla corsa per gli ultimi regali ed allora ieri sera sono corsa pure io in centro a Bari a cercare un po’ di  “senso” natalizio. La serata era fredda e quindi sono partita col piede giusto, mercatini ovunque, luci sparate, musica a palla, villaggi di babbi natale, elfi in giro esageratamente allegri ed una folla anestetizzata di persone disorientate animate da uno spirito di presenza ma completamente senza direzione. Mi sono trovata pure io a seguire quel flusso ed a camminare senza sapere dove andare, un ragazzo in ginocchio stava disegnando per terra una figura bellissima, un altro a poca distanza cantava in maniera elegante una song di un autore americano, piu’ in la’ sotto le stesse luci un ragazzo indiano vendeva palloncini illuminati ed un altro chiedeva qualche spicciolo. Le luci che illuminavano il corso sembravano caderci addosso senza toccarci  ed ognuno, scorrendo veloce, si sentiva di aver recitato finalmente un copione, essere riusciti in qualche modo a prendere parte a quella porzione di  “Natale” che da un po’ di anni ci viene impacchettata e consegnata, ognuno dopo quelle luci si scorda del buio in cui vive ed immagina che tutto sia come qui stasera: un mondo farlocco costruito ad arte per essere felici, obbligatoriamente felici!  Al rientro dinanzi il parco Rossani scorgiamo al buio un cumulo di coperte con disegni geometrici, un ragazzo lì sotto già dorme al buio, lontano dalle luci  ma al freddo, e così mi e’ venuta in mente la lettera di Don Tonino, che scandalo tutte queste luci, che tristezza tutto questo freddo!

  • I Custodi della Bellezza.

    Alle 4 di mattina ci siamo imbattute in un gruppo di persone che alla spicciolata si rincorrevano in gruppo sulla muraglia a Bari vecchia, in mano fiaccole di quelle che non si spengono e che col buio fanno scena col righino grigio di fumo ed il colore della luce di un giallo appariscente, accelerando i nostri passi li abbiamo raggiunti  terminando la corsa con loro abbozzando pure una postura da podiste per poterci fare la foto di rito e subito dopo tutti insieme abbiamo varcato le porte della bellissima chiesa di Santa Scolastica per partecipare alla messa dedicata alla Santa che si festeggia il 13 dicembre: Santa Lucia. Ero però incuriosita da questo gruppo di persone con la pettorina verde sulla quale era scritto il nome, per ognuno il suo, e quindi ho chiesto cosa li muovesse in maniera così gioiosa e sincronizzata, cosa li faceva apparire una cosa sola a tal punto che persino i loro sorrisi parevano pronunciati in sintonia : ” Noi siamo un associazione che si preoccupa di custodire  il borgo antico cercando di salvaguardare ogni cosa come se fosse un tesoro !” Esistono queste persone, esistono anime che si prendono cura dell’ ambiente, della storia, delle tradizioni in questo tempo in cui tutto e’ scontato e la gratuita’ sembra essere cosa rara, esistono cioe’ persone che mentre tutti dormono illuminano, gente che vede oltre e che nutre la Speranza di un Bene comune a tutti che e’ la nostra città. Se siete in giro per Bari aguzzate lo sguardo e forse capiterà anche a voi di incontrarli, ve ne accorgerete da come vi sorridono, sembrano persone ma un po’ sono come Angeli con pezzi di ali sotto le loro pettorine verdi!💚

    P.S. nella mia foto l’ alba di Santa Lucia.

  • La notte di San Nicola

    Essere pellegrino significa camminare e camminare implica il fatto che tu ti muova per chilometri oppure semplicemente per un isolato ma metti in moto un meccanismo che ogni volta ti cambia. Effettivamente al nostro piccolo gruppo questo meccanismo si e’ messo in moto da un po’ di anni e quindi nel programma delle camminate vi abbiamo inserito vere e proprie  “visitazioni” a seconda del calendario liturgico e così all’ inizio di dicembre, il giorno sei,  andiamo da San Nicola. Per i baresi questo e’ un rito che si ripete da sempre come se si voglia fare memoria ogni volta di avere un Qualcuno che ti rappresenti così bene da esserne diventato Santo e perciò e’ un misto di orgoglio, fede e devozione che si concentrano in un solo giorno che inizia dal buio della notte e termina nel cuore di ogni persona che ha elevato una preghiera. Sveglia alle 3, notte insonne per paura di non svegliarmi, parcheggio a Largo 2 giugno e di corsa a piedi verso la Basilica per raggiungerne le porte che verranno spalancate alle 4 ed attendere poi la prima messa delle cinque. Le strade deserte, la pioggia caduta ed i primi timidi addobbi mostrano una città silente e bellissima come ai tempi del locdown, ovunque cristalli di perfezione, immagini ferme che ti permettono di osservare e così dopo piazza del Ferrarese ti ritrovi nelle viuzze del borgo Antico in compagnia degli avventori di alcuni Bar, nonostante il sonno e’ tanta l’ emozione, e’ come se tu avessi la percezione del Sacro e ti aspettassi che, una volta giunta in Chiesa San Nicola ti guardasse per davvero e vedendoti ti chiedesse: ” Ma a che ora ti sei alzata?”, avviene cioè un incontro intimo, uno ad uno, che accade solo quel giorno e che ti permette di essere difronte al Divino con la tua umanità piccolina e sgangherata ma che senti per la prima volta, tu in mezzo a tanti, tu difronte a Dio. Infondo alla navata, al lato dell’ Altare viene messo San Nicola vestito a festa, sembra  vivo con quegli occhi luminosi e profondi, per guardarlo tutto bisogna alzare lo sguardo e così si catturano i dipinti sovrastanti, le fiaccole ed il buio delle vetrate ed ogni cosa in questo giorno ti sembra buona, persino il bimbo che sonnecchia vicino a te, la ragazza ucraina con il capo coperto ed il migrante che poco prima ti ha chiesto uno spicciolo per un caffè. L’ intera città e’ raccolta li’, non si riesce a descrivere la quantità di gente che e’ radunata, le campane suonano a Festa, runners, autorita’, sacerdoti, fedeli, curiosi, ragazzi, uomini, bambini, tutti riuniti in nome di un Santo e per questa notte la mia città appare bellissima, accogliente e generosa, San Nicola ha ripetuto il suo miracolo ed ognuno per qualche ora ha messo finalmente il cuore in pace!

  • Angela

    C’e’ una cosa che mi accade spesso, dicono che sia un dono che qualcuno mi ha tramandato, sogno le persone morte. Accadeva così pure a mia nonna che al suo risveglio la mattina raccontava sempre i suoi sogni dando significati epici su cose che dovevano avvenire e che puntualmente capitavano e quindi questo dono me lo ha lasciato lei insieme a tanto altro. Prima succedeva che al mattino raccontassi tutto a mio marito che, tra il perplesso e lo stordimento del risveglio, ha sempre risposto: ” Mai che ti danno un numero buono pero’! ” Ho cominciato perciò a raccontare meno ma i morti stanno sempre lì ad abitare i miei sogni e così stanotte ho sognato Angela, la parrucchiera storica di mamma mia, lei era quella che mi faceva le pieghe impossibili la vigilia di ferragosto, era quella che mi faceva le pieghe indistruttibili, che mi faceva andare a tutte le feste con i capelli perfetti e che giungeva da noi con la sua borsa dei miracoli dalla quale tirava fuori pazienza e sorrisi , che rallentava le mie ansie e che mi faceva sentire bella ma bella davvero, addirittura direte voi, ma avreste dovuto vedere i miei capelli che arrivavano a sembrare una parrucca bellissima per svariati giorni. Angela stanotte stavamo a casa tua ” vecchia” , ti chiedevo di farmi i capelli, come si dice a Bari, e tu sorridente come sempre mi davi un appuntamento impossibile per accontentarmi, come facevi sempre, ed io me ne andavo via felice. Al risveglio mi sono vista  allo specchio ed ho capito, guardando i miei capelli, che tu non c’ eri più e che stavolta il sogno mi ha fatto svegliare felice,ora ti chiedo li’ dove stai tu fai una preghiera piccola per noi, io ogni tanto risento i tuoi audio che mi mettono di buonumore, sei stata brava, umile e generosa ed  io ti vorrò bene per sempre!💚

  • Isacompatibile

    Dicembre e’ arrivato a chiudere un anno pesante e certe volte insignificante, ho visto pochissimo il mare e tutte le poche volte che ci sono stata l’ ho assaporato senza affezionarmi, i giorni tutti uguali hanno preso piede in una Isa che col passare del tempo diventa sempre più ” compatibile”, detesto sempre più guidare, perdo le strade anche col navigatore e nei parcheggi ultimamente non trovo più la macchina. Perdo meno tempo al telefono e le persone preferisco incontrarle pure di fretta per vedere lo sguardo che respiro per ricaricarmi. Amo le poche amiche che mi sorreggono e che mi vengono in aiuto con le loro piccolo perle di saggezza, l’ espressino dopo la corsa, le strette di mano dopo la Novena alla Vergine Maria. Mia cugina Anna continua a scrivere alla fine di ogni suo messaggio ” ti voglio bene” ed io ogni volta che me lo scrive mi siedo comoda e me lo tengo così per qualche momento mi sento felice, calda, appagata come quando dopo la doccia ti interroghi sulle cose da fare quando la vita e’ stata buona con te. E poi c’e’ mamma con i suoi 80 anni più sette che sceglie ogni volta di festeggiare il suo compleanno ad Alberobello, e’ lei il mio valore aggiunto, lei e’ il mio sorriso, lei e’ le mie ripartenze, la mia lista della spesa sempre incompleta, lei e’ le mie passeggiate cariche di sorrisi con la voglia di salutare tutti, lei e’ la mia battuta sempre pronta, il sole che spunta sempre pure con le nuvole, il risveglio di primo mattino con le gambe che non ti sorreggono troppo, il gusto per le cose belle che non sono mai scontate. Scopro, narrando di lei, che e’ lei la vera Isacompatibile e che io cerco, in affanno, di provare a somigliarle. Devo fare l’ albero, mannaggia pure stavolta il Natale mi prende alla sprovvista, arriva sempre troppo presto!

  • Il penultimo giorno di novembre.

    “Ogni ordigno prodotto, ogni nave da guerra varata, ogni missile lanciato significa, infine, un furto ai danni di coloro che sono affamati e non sono nutriti, di coloro che sono nudi e hanno freddo”           Presidente Eisenhower, aprile del ’53

    Ieri per la prima volta in vita mia ho assistito ad un concerto Rock, in realtà la giornata e’ cominciata prestissimo perché e’ iniziata la Novena alla Vergine e quindi  ero già predisposta all’ ascolto ed all’ attesa. Pioggia con un cielo di novembre grigio e carico di nubi, giri soliti, corse e strapazzi ai quali ormai ho fatto  l’ abitudine e poi in serata un concerto al Petruzzelli in veste di accompagnatrice. Ma  poi chi se lo aspettava un concerto così? In un’altra vita ascolterò solo musica rock, mi sono innamorata dei Pink Floyd nel giorno in cui mamma  compiva gli anni ed io nei giorni così rinasco e riparto ogni volta, edifico progetti per ogni Bellezza acquisita.💚              

  • 17 novembre

    Ci fosse stata nonna oggi avrebbe aspettato la sera per riscuotere i suoi baci di auguri felice felice nel suo foulard a fiorellini, avrebbe aspettato noialtri seduta sul letto di zia Carmela sotto l’ arazzo che troneggiava sul muro,  regalo prezioso dei suoi ” compari d’ anello ”  del giorno del suo matrimonio, ma lei purtroppo e’ andata via 20 anni fa esatti e da allora questo giorno e’ divenuto un giorno normale, semplice e senza particolari allegrezze. Quest’ anno e’ capitato di domenica e quindi la Messa di mattina presto, i ragazzi  Scout fuori la Chiesa che vendono calendari, la visita mattutina ai miei e poi una rapida rassegna al telefono, ho cercato i nomi dei miei contatti come il mio ed ho scritto frasi amabili e gioviali di auguri, ad ognuna una frase diversa, a chi poche parole ed a chi invece tante a seconda del peso che hanno sul mio cuore, non ho badato all’ eta,  ho scritto a tutte e poi mi sono messa le cuffie ed ho cercato l’ audio che avevo  salvato sulla vita di Santa Elisabetta d’ Ungheria, la Santa di oggi, costringendomi a riflettere sul fatto che Dio compie miracoli assurdi in certe persone a tal punto da farle arrivare a noi dopo secoli intatte con le loro storie che sembrano impossibili ma che invece ti toccano e ti fanno riflettere, io poi che di nome faccio Isabella e che invece, forse per devozione di nonna, mi ritrovo ad appartenere per un giorno alla vita di questa Santa terziaria Francescana, morta giovanissima che però nella sua brevissima Vita ha realizzato cose grandiose di Carita’ ed Amore per Dio e per il prossimo, oggi sono proprio felice, fuori c’ e’ il sole ed ho pensato che i nomi sono eredita’,  mi chiamo in un altro nome ma festeggio oggi, amo questa Santa e davvero la sento proprio mia!      Intanto il sole entra in casa e disegna le sue traiettorie, la giornata trascorre e mi fa sentire leggera, nonna sta qui vicino al cuore ed anzi oggi ho la sensazione che non deve essersene andata da molto, solo per oggi a festeggiare siamo io e lei !💚

  • San Trifone

    Abitando a pochi chilometri da Adelfia ho da sempre sentito parlare di questa festa che cade a metà novembre, negli anni giungevano fino a me i fuochi pomeridiani restando  incomprensibile il senso di essi, di giorno infatti ero convinta che non si percepisse nulla dei loro colori e ne rimanesse rumore e basta. Quel rumore però, da sempre, attraeva un numero spropositato di persone che addirittura si partivano da lontanissimo per ammirarli restando in una venerazione muta che però nei loro racconti era piena di fascino. E’ proprio vero che per apprezzare una cosa ci devi stare dentro e ieri  mi sono ficcata in mezzo alla festa, ho compreso che proprio una festa era dal numero incredibile di persone che la animavano, una marea umana fatta di palloncini attaccati a passeggini, bancarelle con ogni genere di delizia, musica neomelodica a palla, vino che camminava per chilometri sulle gambe di signori arrivati dal Salento che però talvolta avevano la cadenza Campana e poi della Basilicata e forse anche di Campobasso, insomma un concentrato di lingue che erano li a camminare trasportati dalla folla che irresistibilmente vagava gioiosa. Devo ammettere che al momento della processione mi aspettavo un immagine del Santo imponente vista la mole di persone che attira da sempre ed invece mi e’ apparso essenziale nella sua postura da soldato, ho immaginato le preghiere di tutti nel vederlo passare, a quel Rosario pronunciato insieme alla musica a squarciagola delle bancarelle, ho pensato a quel ragazzo che vendeva scarpe da ginnastica bianche buttate per terra quasi fossero fiori, ho avuto la percezione che San Trifone quest’ anno scendesse qua da noi  anche per lui e sono stata bene, bene davvero!

  • Giovanni

    Stamattina avevo i prelievi quindi  di corsa in ospedale, ho il numero 16 quindi mi sbrighero’ presto, non ho preso il caffè e perciò sto un po’ spenta, in sala d’ attesa incontro un amica e cominciamo a chiacchierare. Due figlie lei, due figli io ma i racconti sembrano identici, ci riconosciamo adesso meno ansiose rispetto a quando erano piccoli e sicuramente con  più saggezza nel volerli lasciare più liberi di scegliere e di sbagliare, insomma con la scusa di crescere i figli siamo cambiate noi, io almeno, sto cercando di scrollarmi di dosso quell’ innato senso di onnipotenza che i miei genitori mi avevano dato e quindi nulla dipende da me soprattutto le vite degli altri. Il tempo scorre e proprio davanti a noi una coppia con un bimbo piccolo nel passeggino,  sulle gambucce una copertina bianca con tanti pupazzetti colorati, il bimbo si agita gorgheggiando allegramente e così il papà lo prende in braccio. La  mamma  e’ bellissima, esile nella figura, un foulard fiorato in testa, sorride, il papà altissimo, giocherella col bimbo sulle ginocchia, il bimbo sorride con quei sobbalzi e così gli chiedo il nome ” Il suo nome e’ Giovanni ” mi dice sorridendo ” Che bel nome ” aggiungo io , così e’ partita una conversazione fatta essenzialmente di sorrisi ed il ragazzo leggendo un po’ di stupore sul mio viso per quel nome così importante per un bimbo di tre mesi ha aggiunto: ” Il mio papà adottivo si chiama Giovanni ” ed ecco allora l’ origine di quel nome antico e prezioso, loro nel frattempo continuavano a sorridere ed intanto un capannello di persone si era  raggruppato per ammirare il bimbo che parlottava in maniera insolita per la sua età, loro erano ” di colore ” e forse la Bellezza era proprio questo, vedere  frammenti di Umanità spicciola in un anticamera di ospedale, schegge di vita che ti rappacificano il cuore, ed intanto fuori i fiori……