Cosebelle

  • Stellina

    Aveva aspettato che il ramo più bello sbocciasse per poterne fare dono alla sua amica più cara ed effettivamente una decina di giorni fa era salita a salutarla per sincerarsi della sua salute. Stellina, la nostra cara vicina, da qualche mese stava male ma combatteva dal suo letto di dolori ed ogni volta che ci rivedeva non lesinava bei sorrisi rassicuranti. Venerdì pomeriggio se n’ e’ andata via portando con sé un pezzo importante della mia vita, si e’ portata via tutto il Bene che ha diffuso con la sua voce, coi suoi sorrisi, con le sue battute argute e cariche di buonumore ed anche se non eravamo di  “famiglia” e’ come se anche io un po’  fossi rimasta orfana. Fuori dalla finestra della mia cucina, appena si solleva  lo sguardo c’ e’ il suo balcone che io percepisco talmente vicino a casa mia  che nei pomeriggi di controra nel silenzio assoluto mi era sembrato, talvolta,   di poter toccare la quiete della sua casa, mai un urlo, uno screzio, una brutta giornata ma ricordi infiniti di un Bene diffuso sempre a piene mani da lei e dalla sua meravigliosa famiglia. Sarà difficile ripartire adesso che  le cose prenderanno nuove forme, forse imparerò a guardare alle sue finestre con la Tenerezza dei ricordi e talvolta mi sembrerà di sentire la sua voce al telefono che come una nenia dolce mi dettera’ le sue parole allegre e squillanti. Mamma e’ riuscita a darle la sua orchidea, non l’ ultima, ce  ne saranno infinite altre perché chi vuole bene non smette mai di raccontare gli abbracci con la rugiada dei fiori! 💚

  • Il secondo giorno di Primavera

    Vi avevo raccontato della pianta di camelie che e’ sul mio terrazzo, lo scorso anno qualcuno, che si diceva esperto di giardinaggio, mi consiglio’ di ridurre il numero dei boccioli per alleggerire la pianta e consentirgli quindi di fare fiorire senza alcuna fatica soltanto alcuni fiori e mai ci fu una cosa più sbagliata, la pianta infatti quasi avesse compreso la forzatura di tale distacco non fiori’ più ed anzi fece cadere anche i boccioli che erano stati salvati salvaguardandoli per una fantastica fioritura e la cosa mi provocò un po’ di dolore facendomi comunque interrogare. Così quest’ anno all’ appuntamento con la fioritura ho lasciato tutto al buon cuore della Camelia cosicché i boccioli che ha tenuto quelli sono stati senza l’ingerenza di una mia potatura per nulla salvifica e così la pianta, con la sua saggezza di madre, ha deciso di tenerli tutti e col primo sole di marzo li ha consegnati ad una fioritura meravigliosa ed adesso tutti insieme stretti stretti acchiappati con coraggio alla pianta si stanno aprendo a questa stagione che si chiama Primavera. Ma? Ora che ci penso non accade così nella vita? Certe madri, esattamente come la Camelia non salvano tutti nella loro interezza e soprattutto senza calcoli o scelte? La Natura con il suo equilibrio mette in pari il conto sempre e predica senza voce il suo ideale di fratellanza, uguaglianza e salvezza, in natura non vincono i forti, si vince insieme, sembra una favola ma accade sul mio terrazzo!

  • IL Maestro

    Nella sua vita di lavoro aveva fatto il muratore prima ed il  capocantiere poi, di suo ci aveva messo un carattere forte ed attaccato al senso del dovere, mai un lamento per raccontare la sua stanchezza, mai una rinuncia per gli orari proibitivi che i suoi impegni richiedevano ed anzi quando i suoi impegni cominciavano a scemare si ripiegava su se stesso sentendosi quasi inutile. La sua passione e’ sempre stata per le altezze, ovunque dinanzi a scale, ostacoli e muri da scavalcare la sua intraprendenza lo ha sempre portato a non fermarsi ed anzi ad azzardare per guadagnare con incoscienza quell’ altezza che, secondo me, da sempre lo fa respirare. Gli anni passano inesorabilmente, oggi abbiamo 87 anni e 2 mesi e la sua passione per le altezze e’ rimasta identica, appena può essere lontano dallo sguardo vigile di qualcuno mio padre sale incurante del suo instabile movimento, sale e guadagna respiri, vedute, posizioni e considerazioni, li’, in altezza ricomincia a respirare di nuovo dimentico della pesantezza quotidiana dove la sua vecchiaia lo ha confinato. Oggi si celebrano i padri, il mio ha costruito per una vita, case, palazzi, ponti, teatri e strade ed ora sta distruggendo tutto ciò che ha elevato con una coerenza che io trovo maniacale, e’ come se volesse cancellare le tracce di un uomo che della fatica ne ha fatto filosofia senza mai tirarsi indietro mangiando polvere a tutte le ore. Non si dovrebbe invecchiare senza tenere sempre a mente che siamo tutti provvisori senza superpoteri, ognuno nel suo mondo fa cose grandi o piccole l’ importante e’ che poi, col tempo che passa, ci lasciamo forgiare dalla Vita affidandoci senza protagonismi altrimenti e’ battaglia persa e la resa e’ amaro premio. Oggi usciremo nel nostro solito giro in macchina  durante il quale tu ti lamenterai per il traffico ed io mi siederò sui Tuoi silenzi, prenderemo Mattia dall’ asilo e tu come al solito ti commuoverai guardandolo e tutto questo e’ una benedizione papà, vorrei che tu percepissi questo, e che ogni tuo istante sia dono e’ il regalo che invece io tengo per me.

  • Miracoli

    Cosa fa una mamma nell’ immediatezza di un pericolo? Salva, veglia e protegge e ieri pomeriggio ho avuto conferma che questi tre verbi insieme realizzano eventi inspiegabili che si chiamano miracoli. Alle quattro di pomeriggio ho ricevuto un invito, pioveva a dirotto in una domenica pomeriggio di inizio marzo in cui tutto vuoi fare tranne che uscire ma qualche giorno prima un brutto  evento si era verificato trasformando le vite di molti e bisognava dare a tutto questo una specie di risposta. Una notte, in un palazzo normale, in un garage sottostante con una manciata di macchine parcheggiate, una macchina prende fuoco e così in pochissimo tempo tutto viene avvolto da fiamme e fumo e soltanto il provvidenziale desiderio di un bicchiere d’ acqua di una signora ha fatto in modo che il bagliore di quelle fiamme destasse tutti dando l’ allarme, danni enormi ma tutti salvi e di quella Salvezza ieri pomeriggio si e’ parlato mettendo al centro di quel dialogo Maria, a Lei si sono elevate ieri parole di ringraziamento per il pericolo scampato, a Lei la signora del secondo piano con le mani giunte ha sussurato parole dolci, a Lei il signore affacciato insieme alla moglie ha consegnato il suo desiderio di ritornare alla normalità, a Lei ognuno di noi ha affidato parole segrete che il cuore di ognuno custodisce con la speranza di essere ascoltato. Ho assistito ad un dialogo ieri pomeriggio, abbiamo dedicato  preghiere semplici a Maria che sempre ci salva nelle piccole e nelle grandi cose ed il vero miracolo e’ percepire sempre questa Salvezza!

  • “……fai la brava e buonanotte”

    Si conclude con queste parole la bellissima canzone di Simone Cristicchi che si e’ esibito ieri sera durante la prima serata del mitico Festival di Sanremo, cantante poeta che io amo poiché lo considero essenzialmente un uomo che narra l’ Umano descrivendolo in tutte le sue piccole sfaccettature. Così Simone, fiore bellissimo sulla giacca, ha cantato della fragilità della sua mamma, del suo ritornare bambina, di quel reset dell’ esistenza a cui nessuno e’ abituato dove i riferimenti vengono rovesciati e tu da passeggero di una nave ne diventi capitano senza averne fatto i corsi, così a poco a poco ti trovi ad attraversare le tempeste che tu non immaginavi ma che devi governare e capire come fare ogni giorno ad uscirne. Cambiano le prospettive, il tuo tempo, sebbene condiviso, diviene talvolta il tuo primo nemico sul campo, ti sfugge e benche’ tu abbia la percezione di non sprecarlo alla fine della giornata ti sembra di non aver fatto nulla. Lo chiamano  “deterioramento cognitivo” forse perché dire vecchiaia sembra davvero brutto e ci piace chiamare le tappe della vita con un nome diverso, più altisonante quasi fosse una malattia quando invece e’ una tappa obbligata se per Grazia ti viene concesso di vivere tanto tempo. Poco alla volta non ricordi i tuoi vestiti, parli pochissimo e sorridi anche meno, non hai cura di te se non per mangiare, cammini poco e male ma rinunci al bastone perché pure a te stesso  non lo vuoi raccontare l’eterno dolore che ti porti dentro, ti commuovi di frequente anche se sei sempre quasi arrabbiato che e’ una maschera che ti incolli dal mattino a sera, vivi di ricordi a tal punto che il presente manco ti sfiora e fuori da te vedi solo tanta ostilità,  vorresti tagliare tutti gli alberi e potendo salire percorreresti soltanto scale per vedere le cose dall’ alto visto che le cose quotidiane non le sopporti proprio. La sera scapperesti a letto vestito e fai fatica a trovare il cuscino per la schiena abusata in gioventù che adesso, curva, ti fa male anche se non lo dici perché il dolore tu non lo hai mai saputo raccontare. Dovremmo fare dei corsi di sopravvivenza per resistere a questa tappa della vita in cui salta tutto, fratellanza, equilibrio e saggezza, grazie Cristicchi per aver cantato anche di mio padre!💚

  • Aquero’

    Capita sempre in questa giornata che io torni a riguardare le foto scattate nei vari pellegrinaggi a Lourdes, i video, rivivo i volti incontrati e certe volte mi ricordo persino a cosa stavo pensando in quel preciso momento.
    Che poi a Lourdes che si va a fare?
    Se sei malato cerchi la guarigione, se stai bene ci vai per  “vedere”.
    Io la prima volta nel 2008 ci andai proprio per  “vedere” e vidi: vidi folle di persone, vidi ammalati in carrozzina, vidi tanti giovani volontari che prestavano per il  loro servizio braccia, cuori e sorrisi, vidi le preghiere e soprattutto vidi i gesti, le processioni, respirai la Via Crucis ed il lento fluire di tutte le celebrazioni che come un respiro durante le giornate scandivano il mio sostare.
    Ecco ero andata lì per  “vedere” e tornata a casa l’ ho raccontato ciò che ho visto e nel mio cuore rivedo Lourdes ogni giorno e chissà se questa e’ di per se’ una preghiera, Bernardette visse dando testimonianza di ciò che aveva visto,  io mi rivedo li’ a sostare insieme a tutti gli incapaci della terra. Ho profonda gratitudine per questo luogo che mi ha cambiato la vita!

  • Vorrei ma non posso

    Tra qualche mese avrò 58 anni e da qualche tempo comincio a realizzare che non esistono le “cose assolute”, non esistono realtà che sono vere per sempre , almeno per me che fino a qualche tempo fa il mio mondo me lo ero apparecchiato sempre al sole facendo in modo che ogni cosa mi piacesse, le amiche erano le migliori, gli affetti i più sinceri, i fratelli sempre in sintonia e tutto ciò che mi riguardava era per osmosi un mondo fantastico dove il copione era una meraviglia. Gli anni passano e ti cambiano e così ti rendi conto che forse ti eri illusa o semplicemente, animata da quel tuo inguaribile ottimismo, avevi scambiato lupi per agnelli, oppure, e’ che adesso i metri nella tua vita li hai smarriti o forse non li trovi più e così tutto ciò che prima ti appariva fantastico e’ semplicemente normale, non esistono le esagerazioni, la Bellezza a tutti i costi che tutti devono per forza vedere, non esistono le persone che ti salvano per forza pure contro il tuo volere, i sognatori come te stanno tutti muti per pudore o per mestizia e se ti aspetti una telefonata salvifica tu non sei più pronta perché tanto lo sai che dirai le cose che ormai ripeti da un po.’ Non ho ancora 58 anni ma il mio mondo sta perdendo pezzi, sto evitando di nutrire le solite frasi sdolcinate che tenevo in vita per colorare la mia giornata, ogni cosa così adesso mi appare vera ed autentica, via tutti quegli orpelli di poesia nel descrivere i fiori, via il respiro del primo mattino raccontato senza cappello, via un po’ di risate così si ridimensiona la pesantezza del momento, ogni tanto però qualche foto restituisce la forma al mio futuro, la mia mimosa e’ già sbocciata e quest’ anno vedrò la Germania!

  • Freddy

    La settimana trascorsa non e’ stata davvero niente male piena zeppa di “isacompatibili” da scriverci un libro intero ma, tra tutti, oggi vi voglio raccontare di Freddy mitico allenatore di canoa dei miei 2 ragazzi. Non vedevo Freddy da diverso tempo sebbene di tanto in tanto lo incrociavo sempre per le strade di Bari impegnato nel suo lavoro, martedì scorso me lo sono trovata davanti nella sua divisa sorridente come sempre, un rapido saluto e naturalmente scambio di informazioni sui ragazzi, cosa fanno ed a che punto della loro vita sono arrivati, Gigi e’ un papà fantastico e Francesco si sta realizzando facendo cose che da sempre avrebbe voluto fare, Freddy sorride annuendo e nel farlo chiude gli occhi, attimi che a me sembrano estesi, talmente estesi da ripercorrere le gare, gli allenamenti, le trasferte, il tifo mio sfrenato come quella volta nel Golfo di Taranto in cui ho incitato a squarciagola   un ragazzo in kayak che avevo scambiato per Gigi e poi quel ragazzo ha vinto davvero ed io sono rimasta con tutta quella gioia anche se il mio ragazzo non era tra i primi. Una cosa mi ha colpito quando ho incrociato Freddy, lui vedendomi subito ha sorriso, mi e’ venuto incontro e per salutarmi, dandomi la mano, si e’ sfilato il guanto dalla mano e questo gesto mi e’ parso così elegante e pieno di cura che sembrava la scena di un film, ci stava bene sotto un qualsiasi sottofondo musicale perché davvero quei micro attimi tenevano racchiusa un po’ di poesia come tutte le cose che non ti aspetti ed invece accadono sempre. Freddy si porta dentro la mia gratitudine per i bravi maestri, l’ amore eterno per il mare come quello di domenica sera a Giovinazzo con i falò, la buona musica e l’ allegria inaspettata e salvifica. Mattia intanto sa contare fino a 10 e la cosa mi stupisce e mi meraviglia, grande dono lui che la Vita mi ha fatto insieme a tanti altri ma lui forse un po’ di più!💚

  • Un cuore in mezzo all’ inverno

    Subito dopo le feste arriva il compleanno di papà, finiti i soldi, le vetrine dei negozi sono tutte con i saldi, piove e c’ e’ poca voglia di festeggiare, accade così da qualche anno cosicché decidiamo di spostare i festeggiamenti in pompa magna nel giorno in cui si festeggiano i padri e perciò il 19 marzo so già che faremo una grande festa dicendoti più e più volte ” auguri papà”, “quanti anni compi” e poi ti diremo come una cantilena “dai sorridi” perché questo ormai accade pochissimo ed insieme alle parole i tuoi sorrisi sono le cose che ci fai mancare di più . Stai chiuso nei tuoi silenzi come in una palla di neve e più passa il tempo nelle tue giornate e più ti riavvolgi mettendo tra noi e te un spessore grandissimo che ha poco a che fare con la Vita. Da te però io continuo ad imparare come ho sempre fatto, ti osservo e ragiono sul fatto che in vecchiaia, nella mia, mai vorrei essere uguale a te adesso,  sto imparando per esempio che di come noi viviamo nessuno e’ responsabile se non noi stessi, sto imparando a volermi bastare senza fare affidamento sugli altri, sto imparando a non chiedere sempre, a guardare alle necessità degli altri, sto imparando ad avere empatia ed ad ascoltare gli altri non mettendomi sempre al centro, sto imparando a considerare la Gratitudine come un dono del Cielo della quale io non sono l’ artefice, sto imparando insomma a disarmare il mio ego ed a mettermi in discussione ogni istante. La tua vecchiaia papà e’ arrivata per fare tabula rasa con le mie certezze, nulla e’ più come prima e le nostre occasioni quotidiane sono sempre ripartenze faticose. Lo chiamano “deterioramento cognitivo” io ho imparato a convivere con queste parole, me le ripeto spesso perché ormai vivono dentro me spogliandomi di ogni residuo di Tenerezza che e’ quasi del tutto sparito. Così oggi sono 87 anni ed  io me li  sento tutti addosso quasi come te, si fa fatica papa’ e tu questo lo sai bene perché nella tua testa sai fare da sempre soltanto quello, lavorare, faticare e forse un po’ vivere ma questo  soltanto nei ritagli!💚

  • 2 gennaio

    Vi posso dire una cosa? La salvezza in queste feste appena trascorse mi e’ stata data in prestito dai bambini, senza di loro, forse, sarebbe stato tutto un po’ monotono ed anche un po’ scontato. Dicembre da un po’ di anni lo guardo con ansia mista a terrore, le tavolate, la spesa veramente eccessiva, i regali inutili, gli umori di tutti, trasformano questo mese in un vademecum per la sopravvivenza superando il quale ti guadagni il mondo. Mamma continua a possedere il mio “senso” del Natale giacche’  muove i fili di una impercettibile sintonia che aggiusta ogni cosa, distribuisce compiti, stabilisce i turni, fa gli inviti e continua ad assegnare ad ognuno di noi un pezzetto di Natale da estendere a nostro piacere cosicché adesso le nostre feste hanno anche  impronte personali, slanci ed interpretazioni che lo hanno vivacizzato colorandolo di più. Mio padre che anziano non lo sarà mai, dopo la bronchite di Natale ci ha riempito di silenzi, i suoi ormai sono mitici, così ogni volta che io stanca e disarmata dalle mie corse perenni, guardavo lui mi giungeva una pacificazione del cuore data dal fatto che dove lui ha deciso di stare  nessuno esiste, credo che il suo mondo sia abitato da poche parole che lo tengono a suo agio e dove nessuno può entrare, ha un mutismo selettivo che non e’ solo malattia e nemmeno vecchiaia, si trascina come una coperta vivendo con la testa nel suo passato e con il corpo nel suo presente terrificante, guarda noi e pensa e quando pensa però non dice e questa cosa lo rinforza, secondo me, ogni giorno di più. Superati i tre giorni di Natale siamo caduti nel dilemma del Capodanno con i suoi trenini ed i suoi cappellini colorati ormai immancabili, Mik ha portato la gioia, mio marito Rino la sua cura per la buona cucina, io ho portato tanta ansia che secondo me mi tiene in vita ed il resto della famiglia ha partecipato con allegria, Lorenza ha preparato la focaccia sua sublime, io ho tentato un calzone di rape mediocre ma per me speciale e così, agitati e titubanti, siamo arrivati alla fatidica mezzanotte coccolati dalle stelle filanti dei bambini. Devo dire che le feste quest’ anno le hanno salvate loro che come sempre mettono in tutte le mie giornate la Tenerezza per superare ogni cosa, loro sono stati il mio motivatore speciale che ha mosso ogni passo facendomi dimenticare tutti i crucci e le tristezze che, si sa, le feste comandate si portano sempre appresso. A Giorgio, Giulio e Mattia un sentito grazie, quest’anno siete stati il mio regalo più bello!💚