Si conclude con queste parole la bellissima canzone di Simone Cristicchi che si e’ esibito ieri sera durante la prima serata del mitico Festival di Sanremo, cantante poeta che io amo poiché lo considero essenzialmente un uomo che narra l’ Umano descrivendolo in tutte le sue piccole sfaccettature. Così Simone, fiore bellissimo sulla giacca, ha cantato della fragilità della sua mamma, del suo ritornare bambina, di quel reset dell’ esistenza a cui nessuno e’ abituato dove i riferimenti vengono rovesciati e tu da passeggero di una nave ne diventi capitano senza averne fatto i corsi, così a poco a poco ti trovi ad attraversare le tempeste che tu non immaginavi ma che devi governare e capire come fare ogni giorno ad uscirne. Cambiano le prospettive, il tuo tempo, sebbene condiviso, diviene talvolta il tuo primo nemico sul campo, ti sfugge e benche’ tu abbia la percezione di non sprecarlo alla fine della giornata ti sembra di non aver fatto nulla. Lo chiamano “deterioramento cognitivo” forse perché dire vecchiaia sembra davvero brutto e ci piace chiamare le tappe della vita con un nome diverso, più altisonante quasi fosse una malattia quando invece e’ una tappa obbligata se per Grazia ti viene concesso di vivere tanto tempo. Poco alla volta non ricordi i tuoi vestiti, parli pochissimo e sorridi anche meno, non hai cura di te se non per mangiare, cammini poco e male ma rinunci al bastone perché pure a te stesso non lo vuoi raccontare l’eterno dolore che ti porti dentro, ti commuovi di frequente anche se sei sempre quasi arrabbiato che e’ una maschera che ti incolli dal mattino a sera, vivi di ricordi a tal punto che il presente manco ti sfiora e fuori da te vedi solo tanta ostilità, vorresti tagliare tutti gli alberi e potendo salire percorreresti soltanto scale per vedere le cose dall’ alto visto che le cose quotidiane non le sopporti proprio. La sera scapperesti a letto vestito e fai fatica a trovare il cuscino per la schiena abusata in gioventù che adesso, curva, ti fa male anche se non lo dici perché il dolore tu non lo hai mai saputo raccontare. Dovremmo fare dei corsi di sopravvivenza per resistere a questa tappa della vita in cui salta tutto, fratellanza, equilibrio e saggezza, grazie Cristicchi per aver cantato anche di mio padre!💚









