Difronte alla tragedia immane degli avvenimenti che purtroppo ogni minuto continuano ad accadere emerge su tutto una parola : ” Inadeguatezza” che parte da me ed arriva al più sperduto villaggio al confine del mondo. Non e’ facile reggere come se fosse una cosa normale i morti di ogni giorno, le lacrime dei bambini, il sangue copioso versato in mezzo alla polvere, non e’ facile esercitarsi al silenzio e sopportare di vedere tutto questo dolore a tutte le ore quasi che fosse una telenovela e non provare ad immaginare dove porta tutta quella sofferenza, il risentimento che ne scaturirà, se e quando tutto si placherà. Allora così ragionando mi tengo ” l’ inadeguatezza” come un antidoto ed ogni volta che penso di avere tutte le risposte a portata di mano riparto da lì, riparto dal fatto che forse l’ essere inadeguato fornisce la via d’ uscita al baratro della guerra, sentirsi inadeguato a tenere per l’ uno o per l’ altro, sentirsi inadeguato a giustificare i morti, sentirsi inadeguato a giudicare strategie, decisioni ed azioni. Sforzarsi nell’ arte del silenzio imparando da Lei stamattina a Capurso.
Si chiamava Michele ma per un vezzo avevano cominciato tutti a chiamarlo Michelangelo e lui si beava inorgoglito di questo nome, metà uomo e metà Angelo, che lo consegnava quasi ad una categoria di supereroi. Io e lui abbiamo sempre avuto una grande affinità ed io per lui stravedevo, nonno era altissimo, conservava i capelli neri e sapeva cucinare bene, aveva un vecchio Guzzi con il quale si accompagnava per le mattine in campagna e per piccole commissioni. Era del 1912 e come tutti gli uomini del suo tempo era un inguaribile maschilista e Dio in questo e’ stato magnanimo con lui avendogli regalato 5 figlie femmine ed 1 solo figlio maschio, viveva perciò il suo tempo attraversando le varie vicissitudini con un esercito di donne che si occupava di lui anche se, mi rendo conto, che ai suoi tempi la vita era davvero difficile. Isa da bambina amava nonno Michelangelo e ne era ricambiata, quando avevo la febbre, certe volte, correva subito per sincerarsi che le medicine le prendessi sul serio senza fare storie ed io facevo la parte frignando sotto le coperte per avere una sua carezza pesante sui miei capelli. Me lo ricordo arrivare col suo perenne fiatone da fumatore incallito, il giubbotto verdone ed i suoi sorrisi a muso stretto, ricordo il suo timbro di voce, le parole che mi diceva ed il vezzeggiativo con cui mi chiamava, ricordo il nome dei suoi amici dei quali mi raccontava vita, successi e dolori ed io bambina mi incantavo a sentire le sue storie. Mi raccontava della guerra, del suo primo lavoro con Orfeo Mazzitelli, del campanile della Chiesa Matrice che ha tirato su e di tante altre avventure, mi raccontava le cose severe che il mio cervello bambino trasformava in veri e propri incanti. Oggi che sono nonna comprendo l’ Amore che ci viene dato attraverso i nipoti, oggi che Dio mi ha dato il dono grande di avere Mattia comprendo quelle carezze pesanti date sulla testa quasi di nascosto, oggi che ho Mattia so con certezza che i nonni esistono per vegliare ed oggi, festa degli Angeli Custodi, il mio pensiero va a Nonno Saverio, Nonna Anna, nonna Sabbella ed a Nonno Michelangelo !💚
Non so come sia iniziata questa cosa, ma andando a ritroso negli anni, qualcuno deve avermi raccontato che questa ragazza era stata compagna di scuola di mia sorella Annamaria. Ogni volta che la incontro cerco di ricordarmi come e’ capitato di avere questa informazione ed ogni volta io asciutta asciutta le chiedo sempre : ” Ma tu sei andata a scuola con Annamaria? ” Lei mi guarda stupita, sorride ed annuisce rassicurandomi ed ogni volta butta giù una frase, un consiglio o una piccola raccomandazione che mi lasciano contenta e felice di averla incontrata. Oggi qui tira un vento secco e sembra quasi stamattina che di colpo l’ Autunno abbia deciso di comparire portando persino un po’ di freddo ed io sono corsa per la spesa uscendo di casa leggera leggera, la intravedo che già mi sorride mi avvicino e mi stringe le mani : ” Ti devi mettere una giacca ” mi suggerisce nell’ orecchio ed io abbracciandola le dico che raramente mi capita di sentire freddo, così ci siamo dette due cose e ci siamo lasciate certe che il nostro passo si incrocerà di nuovo ed ogni volta che rivedo lei ho la sensazione bellissima di aver trovato un pezzo importante della mia Vita, dei miei affetti. Di Annamaria sto collezionando persone, foto e ricordi, mia cugina Nina, la sua cara amica Cesaria e le zie che con lei condividevano la quotidianità mi raccontano spesso ed i racconti sono pieni di Tenerezza anche se nella mia testa arrivano sempre in bianco e nero io con il mio cuore li coloro tutti regalandogli il profumo di questa candelina che per una sola volta io e lei abbiamo spento insieme!💚
Ieri sera per una serie di circostanze sono andata da sola in ospedale, era un controllo tranquillo e perciò senza nessuna ansia durante il tragitto ho osservato cose, volti e persone trovando assonanze con un elemento che ci accomunava, mi sono interrogata sulla solitudine e di come si prende la vita delle persone assimilandola. Un vecchio solo parcheggiato in radiologia ha il viso stanco e tiene una mano tra i capelli quasi spettinandoli, ho pensato a mio padre, alla sua caparbieta, più distante un bimbo piange a perdifiato senza che nessuno lo consoli, una signora in giacca bianca aspetta addormentata che qualcuno venga a prenderla, ha una grossa valigia che protegge con i piedi stretti ed intanto un signore fuma una sigaretta spenta e cammina nervosamente avanti e dietro. Tante facce, volti stanchi se non fosse che il medico che incontro ha un sacco di braccialetti colorati ed e’ gentile e forse certe volte la gentilezza neutralizza la solitudine, forse certe volte basterebbe solo un sorriso e qualche frase gentile a fare emergere tutto quel vuoto che pesantemente ci tiene a terra. Il bimbo intanto non piange più, esco fuori, attraverso le case e rientro a casa pensando che già siamo in Autunno, un gruppo di vecchie signore chiacchiera per strada, si fa così in Estate da noi usando la strada come salotto, si coprono i gradini con vecchi foulard e ci si siede, ho attraversato le case ed ho rivisto l’ Estate che quest’ anno non ho potuto respirare. La solitudine riemerge quando e’ Autunno da tre giorni ed intanto sul mio terrazzo continua a nascere senza aver seminato, percezione questa di un Dono alto che Qualcuno ha preparato per me, succede così nella vita, inciampare nelle meraviglie disseminate ovunque. Giulio ha cominciato a suonare il piano e Mattia fa i suoi primi scarabocchi con i colori, ci sono 30 melograni maturi nel giardino di mamma e questa stagione, appena cominciata, sembra gia’ bellissima!
Sabato scorso finalmente al mare con Mattia che come un fiume in piena mostra la sua vivacità in tutte le sfaccettature. Gioca con la sabbia, nuota nel suo salvagente giallo limone, osserva i granchi, corre con le sue gambette sottili ed incerte e non vede l’ ora di assaggiare il tuo gelato alla liquirizia. Tutti quanti dicevano del ‘ fantomatico ‘ bene che si ha per i nipoti, bhe e’ una cosa indescrivibile, ogni suo sorriso, ogni sua smorfia, ogni suo pianto ti arriva dritto al cuore facendoti sentire, a seconda dell’ umore, il famoso centuplo tanto caro a Gesù , Mattia e’ la cartina di tornasole della mia famiglia e quando arriva lui tutto si colora, lui che in ogni immagine di Padre Pio vede suo nonno, vede gatti in ogni dove e pronuncia tutte le parole in maniera ridicola e perfetta. Insomma essere con lui e’ sogno e così come in un sogno in un sabato di fine agosto e’ comparso in spiaggia Babbo Natale con tanto di renne, elfi e neve finta che spruzzata sul viso sembrava darmi un sereno refrigerio. Abbiamo ballato io e Mattia, ci siamo fatti una foto ed abbiamo chiesto un regalo, io lo dico già ho chiesto una macchina, verde se possibile, Babbo Natale ha fatto spallucce ed ha guardato il mare, Mattia ha cominciato a battere le mani e gli ha fatto ‘ ciao ciao ‘con la manina, poi se n’ e’ andato così com’è venuto, tra qualche mese ci rivedremo, stammi bene caro Babbo Natale !
Arrivano stamattina un po’ di foto dal mare, ho distribuito un po’ di compiti in giro ad ognuno una cosa, una foto, un pensiero ed una preghiera che si sa quella serve sempre. Ho scritto ad Anna che sta seduta accanto a me sempre anche se di casa sta a Japigia e ci vediamo ogni morte di papa ma ho una sensazione bellissima di tenerezza e condivisione che ci dividiamo, certe volte, pure il respiro e sta cosa mi fa stare bene . La cosa buona di oggi e’ che sto comodamente seduta in poltrona accanto a papà, ed e’ un evento perché a questa poltrona in camera da letto non ci si poteva sedere proprio, e’ di rappresentanza per mia madre e guai a sedertici sopra, io in pantaloncini poi, proprio un piccolo sacrilegio. Oggi ho messo la musica napoletana quella che piace a papà cosi tra Mario Merola e Martina Stella lui rinasce canticchiando in un incomprensibile nenia le canzoni che solitamente accompagnavano le sue mitiche demolizioni a casa quando io piccola con la scopa rimuovevo i calcinacci. Bisogna scegliere da che parte stare, ogni giorno, cercare un appiglio nel cammino, oggi ho imparato a togliere la flebo, mi sono seduta in poltrona ed ho cantato ” Passione” con slancio, poco male per un agosto caldissimo e fragile che sta per finire!
“Se dobbiamo andarci e’ meglio in settimana perché si sa che la domenica, in estate, c’ e’ sempre confusione”. E’ partita così l’ idea di una giornata da trascorrere in famiglia che man mano che prendeva forma si arricchiva di particolari, mamma tutta uva, caroselli ed anguria, papà camicia di lino celeste stropicciata dal sudore col suo sguardo sempre oltre ed io che ho nuotato in piscina catturando il blu dell’ acqua che in realtà in questi tempi ho un po’ snobbato. Scrivo per tenere a mente che sono circondata da affetti belli che non risparmiano tavole imbandite, buon cibo e frasi tenere che di questi tempi non sono poco. Al ritorno in macchina il sole delle 19 era accecante ed ho avuto gratitudine per questo, mi ha fatto scendere dei lacrimoni, mannaggia forse era per la nostalgia di quanto bene può fare stare un mercoledì d’ agosto in un posto assai vicino, anzi vicinissimo al 💚
Arrivare a Ferragosto e’ stato un percorso difficile per me perché ultimamente le gioie obbligatorie io non le percepisco necessarie e quindi in un certo qual modo tendo a snobbarle. Perciò zero progetti e nessun impegno così da rimanere liberi da qualsivoglia felicità a tutti i costi, pranzo in famiglia con mamma tutta mia che si stende sul divano e con i 40 gradi di fuori mi racconta il suo vivere con un braccio sul viso e la voce roca, l’ aria condizionata la fa stare bene e così un po’ addormentate ci ritroviamo a ridere con un gelato in mano. La sera prima, la mitica vigilia, ho conosciuto Arturo, in una serata in Masseria a degustare vini, prelibatezze e risate, era fresco sul Canale di Pirro ed il tramonto e’ stato bello, di un rosso vermiglio che mischiato all’ azzurro del cielo ed al verde del bosco ha creato una tavolozza niente male. Le luci della serata ad un certo punto si sono spente, tutti con gli occhi al cielo a cercare stelle cadenti, io ne ho viste due ma non mi ero attrezzata per i desideri, dicono che si chiedono quando cadono ma io non ho fatto in tempo, poi al telescopio ho visto una stella e me ne sono innamorata, due o tre cose gliele ho dette, tipo di pensare ai bimbi di Gaza che da mesi piangono e muoiono, di vegliare sui migranti e di smorzare le guerre, per me non mi e’ venuto nulla, rispetto al pianto del mondo io sono fortunata , ah si solo una cosa gli ho chiesto salutandola ma e’ un segreto, dicono che i desideri svelati non si avverano, ah dimenticavo Arturo e’ il nome di una stella, adesso e’ la mia stella e sa di me tantissime cose, so dove cercarla, e’ stato amore a prima vista in una serata calici e stelle niente male! Eva e Peppe siete speciali, regalate sogni quando organizzate questi appuntamenti con le costellazioni, a me avete regalato Arturo in questa vigilia che non e’ stata niente male!
“L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio Salvatore perché ha guardato l’umiltà della sua serva. D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.”
Sono tanti i modi che Maria sceglie per intercettare le vite di ognuno, ieri mi capitava di pensare a questo. Io per esempio ho sempre avuto devozione per la Mamma di Gesù , conoscevo la Sua vita, il suo” Fiat, i Suoi dolori e celebravo ogni 15 agosto la sua Assunzione al Cielo anima e corpo. Gia’, assistevo infatti da piccolissima all’ accensione del cero che prima nonna Sabbella e poi in seguito mamma la notte del 14 posizionavano sulla finestra perché a detta di nonna ” la Madonna passa da ogni casa prima di salire in Paradiso”. Nulla però sapevo dei luoghi, cioè non conoscevo il posto dove Maria e’ invecchiata, fino ad un viaggio nel 2009 che mi vide approdare ad Efeso. Appresi li ‘,visitando la casa della Vergine Maria, che il caro Giovanni l’ aveva condotta li per sottrarla alle aggressioni di Gerusalemme e così in quel luogo tranquillo le costruì una casetta dove la Madonna visse gli ultimi anni della Sua vita quaggiù. Appresi ad Efeso che la ” Via Crucis” che noi ripetiamo altro non e’ che una nenia di dolore creata da Maria che i primi tempi ripercorreva da Gerusalemme al Golgota i passi di Gesù, poi ad Efeso, sui sentieri in cima alla collina dove era la sua casetta comincio ‘ a percorrere, ogni giorno insieme alla Sua serva, una via del dolore che la riportava a Gesù, alla Sua crocifissione ed ai Suoi dolori. Si racconta che Ella stessa abbia collocato 12 sassi e che su ognuno abbia scritto la memoria di quei dolori. Da Efeso Maria sali in Cielo ed apertamente da lì e’ cominciata la mia storia, dopo questo posto Lourdes e Medjugorje tutte tappe mariane che hanno fissato nel mio cuore la convinzione che Maria davvero vive con noi più di quello che ognuno immagina, si fa piccola piccola ed emerge quando la vita ci chiede il conto . Maria abita il Cielo ma abita anche la terra ed e’ questa la mia Speranza!
P.S. Oggi e’ iniziata la novena alla Vergine del Pozzo di Capurso, un ‘ altra tappa e tanta gratitudine!💚
Era luglio del 2019 e dopo un intervento di mio marito decidemmo con una coppia di amici tanto cari, davanti ad una pizza margherita in un ristorantino sul mare, di andare ad Assisi. Organizzammo il viaggio, ed in quattro e quattr ‘otto ogni cosa fu pronta pianificata in ogni particolare tanto che il giorno della partenza l’ entusiasmo misto alla felicità per la meta ci fece giungere a destinazione in tempo per goderci il tramonto color vermiglio che davvero sembro ‘ essere lì per salutarci. Francesco e Chiara in quei giorni guidarono i nostri passi e mossero le nostre giornate orchestrando le ore in una sintonia che ci faceva sentire un tutt’ uno con i luoghi di Pace e Bene che stavamo visitando, respiravamo ovunque Beatitudine, Mimmo con la sua proverbiale simpatia teneva alto il morale ed ogni cosa era stupore ed allegria. Eravamo in sintonia, Assisi credo che sortisca questo effetto, io non finivo di ringraziare, quando ero sola specialmente, mi stringevo la crocetta che ho al collo e ringraziavo per tutto, per gli amici, per l’ allegria, per il buon cibo, per i frati, per la Bellezza del posto e per Mariella che su una panchina mi aveva raccontato un po’ di lei ed io un po’ di me, ringraziavo per Rino senza il quale l’ idea di andare ad Assisi non l’ avremmo proprio considerata. Così le giornate scorrevano e d’ un tratto ci viene in mente di prendere un bus e correre alla Porziuncola, 1€ il biglietto per un piccolissimo tragitto ed una volta li’ di corsa lungo il piazzale che si apre dinanzi la basilica, fuori un custode si sbraccia comunicandoci la chiusura imminente, due parole per impietosirlo e ci lascia entrare per pochi minuti. Noi quattro entriamo da soli nella Basilica deserta, ognuno percorre una navata diversa in solitudine ritrovandoci davanti alla Porziuncola, piccola ma immensa, noi quattro una cosa sola con Francesco che davvero ci aveva voluti li, un segno anche se l’ Amore non ha bisogno di segni, siamo stati catapultati in quel viaggio in un tempo di Grazia che ha toccato le nostre vite, da allora, nonostante varie vicissitudini Francesco e Chiara continuano ad essere il nostro faro in questi che non sono stati proprio anni sereni a casa mia la Pace del Poverello regna, Deo Gratias!
P.S. Il 2 agosto recandomi al CUP del mio ospedale ho ottenuto una prenotazione per un esame ” impossibile” di li’ a pochi giorni, in quel giorno si festeggia Santa Maria degli Angeli e sembrerà poca cosa ma io la Madonna l’ ho convocata per un piccolo aiuto e forse Lei si e’ ricordata di quel giorno alla Porziuncola e delle parole che io dissi al custode, credo che tra mamme ci si capisca sempre💚