Cosebelle

  • Il 6 di Marzo

    Da qualche tempo io ed Anna abbiamo inaugurato un modo strano di sentirci, visto che entrambe abbiamo mille cose da fare nelle ore più disparate abbiamo inaugurato una pratica comune forse non a molti, il pomeriggio, generalmente alla controra mettiamo su la moka e quando il caffè affiora gorgheggiando parte il fatidico messaggio ” ci sei ?”, così comodamente seduta al divano sorseggio il mio orribile caffè, che però io adoro tanto, conversando amabilmente con Anna. Arriviamo a dirci di tutto, dal gossip alla politica per poi finire, dopo una rapida carrellata sui figli, finire a parlare di quel filo impercettibile e prezioso che ci lega rendendoci uguali in molte cose fatta eccezione per la Bellezza e la precisione, Anna infatti e’ stilosa ed io in questo non le assomiglio, capelli sempre in piega ed inoltre sa sempre cosa fare ed io l’ ascolterei per ore, effettivamente le nostre telefonate durano ore ma questa cosa per me e’ diventata vitale ora che tutti portano fretta e ti concedono al massimo uno scarno messaggio, Anna mi rincuora, mi incoraggia e mi sprona, e per nulla al mondo rinuncerei a lei. Dimenticavo, Anna e’ mia cugina, porta il nome di mia nonna paterna e c’ e’ una Anna per ogni figlio, sono 8 in tutto ed ognuna di loro  mi vuole bene e mi appartiene, ma la Anna del caffè mi salva e le mie mimose vanno a  lei perché certe persone non ti fanno sentire mai sola pure quando ti dicono  ” noi  siamo uguali ! ”  e tu finisci col crederci . Tra le destinatarie delle mie mimose c’ e’ anche Annuccia,  pure lei  cugina da parte di padre  che condivide con me pesi e tenerezza salvo poi urlarmi prima di mettere giù il telefono ” ehi lo sai che ti voglio bene? ” ed io così  rinasco  tutte le volte!  Di  Annuccia vi parlerò un altra volta ora mi basta che le arrivino i fiori fino a Pulsano, lei sta sempre a guardarmi il mare e vuoi mettere di questi tempi una cugina che ti cattura le onde?

  • Certe croci……

    E’ piovuto tanto questi giorni, una pioggia tanto attesa che però lascia sempre tanta malinconia e della pioggia essenzialmente  e’ bello il sole che arriva dopo, stamattina facevo questa considerazione dopo aver incontrato questo mandorlo fiorito. L’ albero aveva ai piedi un tappeto di fiori ed anzi sembrava rovesciato giacche’ i fiori partivano dal basso ed arrivavano  fino in cima. Ho realizzato che la pioggia ha  staccato i petali facendoli precipitare e così era tutto colore, tutto profumo come diventano certe vite durante la pioggia pesante che arriva nelle esistenze di noi tutti. Da qualche tempo faccio sempre le stesse cose, considero talvolta le mie giornate di una povertà disarmante e se tenessi  un agenda annnovererei su  di essa due o tre impegni, sempre gli stessi, che però mi segnano quasi come se avessi la responsabilità di una nazione ed anzi mi danno l’ impressione di fare grandi cose ma di rimanere in un certo qual modo sempre al punto di partenza e vivo al rallenty una serie interminabile di disfatte. Il pensiero al  mandorlo mi e’ tornato stasera quando al centro anziani dove sta zia ho incontrato una signora esile nei lineamenti, garbata e ben vestita tanto che ho fatto fatica a capire se fosse un ospite o una visitatrice. La signora aveva una gonna grigia di bella fattura con una piega sul davanti che mascherava la sua magrezza, un maglioncino rosso con i riporti color di rosa e bottoni dorati, scarpe tipo ballerina, un orologino nero al polso e capelli corti bianchi ma curati. Faceva su e giù per il corridoio, era a braccetto ad un’ infermiera e dopo un po’ che l’ ho vista passare e ripassare ho posto attenzione ed ho compreso che la signora cercava disperatamente sua figlia, l’ attendeva per ritornare a casa per cena e quando ha realizzato che non sarebbe più venuta ha detto : ” Lei non mangia mai senza di me.” Quando sono andata via ho pensato a quel mandorlo, l’ ho vista uguale, spogliata  esattamente come lui ma elegante, di una compostezza senza eguali. Ieri Giorgio ha partecipato alla Via Crucis dei bambini ed ad un certo punto, quando ad  una stazione ha portato la Croce, mi ha detto: ” Zia quanto male mi fanno le braccia !” Certe croci sono pesanti proprio e  grazie al Cielo che fioriscono i mandorli!

  • Nostra Signora di Lourdes se puoi prega per noi.

    Oggi pomeriggio c’ e’ stato un incontro bellissimo all’ Oncologico di Bari , l’ immagine della Madonna  di Lourdes ha sostato per mezza giornata in questo luogo di sofferenza e di cura,  io ero venuta a conoscenza  tempo fa di questo appuntamento ma come tutte le cose che mi appartengono era caduto in quel cassetto dei ” poi vediamo”.   Da  un po’ le mie amiche della corsa mattutina stanno diventando importanti, Stella  quasi un braccio destro e così oggi siamo andate organizzandoci  quasi come fosse una   specie di pellegrinaggio. In realtà io a casa mia ho una immagine della Madonna presa a Lourdes nel 2015, uguale all’ originale della grotta tante’ che la sera prima di dormire mi accerto di un lume per la notte che  non La faccia stare al buio e dopo una velocissima Ave Maria salgo le scale con la sensazione di aver lasciato una persona di famiglia a vegliare il nostro sonno. Giunte in ospedale un ampio salone affollatissimo era allestito per il Rosario, ovunque dame e volontari ed una folla interminabile di persone in fila composte e silenziose ed infine, un po’ distante, Aquero’ ( la signora) pareva quasi aspettarmi ed io una volta arrivata davanti mi sono messa di fianco e ci sono rimasta un po,  pochissimo penso,  anche se a me sono sembrati attimi interminabili, le ho detto alcune cose quasi all’ orecchio, due  o tre cose, che da un po’ sono sempre le stesse e poi ho cercato un posto nella sala facendomi spazio tra la folla.  Ho continuato a guardarLa per tutto il tempo, era esattamente difronte a me e mi continuavo a dire che forse le cose che Le avevo sussurrato dovevo dirgliele meglio, argomentare in maniera più completa magari facendo un rapido resoconto con me stessa per capire se Le avevo detto proprio tutto, ma poi , quando se n’ e’ andata ho capito che pure questa volta mi stava ascoltando ed anzi mi stava proprio aspettando e vederLa andare via e’ stato un altro arrivederci, credo che oggi per Grazia ho assistito ad un altro miracolo di Maria che quando scende quaggiù parla a noi con le parole di Lassù !

  • 24 e 32

    Man mano che gli anni passano mi  comincio ad interrogare e rivedo la  vita da mille prospettive diverse, riavvolgo il nastro e mi rivedo in certe scene, rivedo i colori, i vestiti, le voci e persino gli umori. Penso da un po’ che i miei ragazzi siano un dono ed anzi certe volte questa cosa la dico a voce alta e come tutti i doni arrivano per migliorarti, per darti la possibilità di essere un altra persona perché insieme a loro appari persino più ricca e se quando erano piccoli hai avuto  la sensazione netta di condurre un gioco in cui le pedine le gestivi tu adesso cominci a capire che non e’ proprio così perché i figli ti spostano il baricentro con quel loro modo di voler camminare con le loro gambe e basta. Ecco, ora per me, essere madre rappresenta un banco di scuola perenne dove io siedo per imparare lezioni difficili da mandare giù talvolta, perché sto imparando, ad esempio, l’ arte del silenzio che e’ cosa difficilissima per me ed insieme al silenzio sopraggiunge l’ ascolto che e’ preludio di saggezza. I miei ragazzi crescono e con loro cresce la consapevolezza che tanto miei non sono e di questo sono grata, appartengono ad una pianta talvolta brulla e magari spoglia che gli permette però di fiorire pure in pieno inverno come questo bouganville incrociato per strada qualche giorno fa, due fiori, esattamente come loro, due fiori che si discostano dalla pianta totalmente ma che per bellezza, coraggio e colore gli appartengono, due ragazzi, due vite, due cose diverse che  vivono attaccate alla stessa radice e questo e’ davvero un miracolo!

  • Fiori e basta

    In macchina ieri per farmi una passeggiata in mezzo al verde con mio padre, i fiori cominciano ad essere un po’ ovunque e con quel poco di sole te ne  arriva certe volte pure il profumo non appena apri il finestrino . Noi si parla del più e del meno , papà ha perso il portafogli a casa ed e’ incredibile pensare che la casa certe volte fagociti  tutto, nasconde per il solo gusto di farti mettere alla ricerca e così poi il portafogli non lo trovi, magari,  ma ritrovi quel vecchio biglietto con una frase scritta a biro in  bella calligrafia che proprio oggi ti serviva ed anzi oggi parla proprio a te, ti dice che il tempo che hai in realtà non e’ tuo e soprattutto che non e’ infinito e così osservando la campagna mi torna questo pensiero………… Percorriamo le strade di campagna che si presentano mutate, ovunque disseminati sacchi d’ immondizia, la differenziata partita un mese fa non deve essere piaciuta proprio a tutti, ma tra tutti un albero cattura la mia attenzione, e’ un mandorlo vestito di bianco e porta sui rami sacchetti sparsi quasi che lo avessero addobbato, ho pensato alla croce, anzi a certi che portano  croci   continuando a fiorire e nel frattempo, avendolo sorpassato con la macchina,  ho respirato quasi risollevata, il mandorlo infatti mi aveva decisamente intristito, ho  pensato alla cattiveria dell’ uomo che continua imperterrito ad esercitare con scelleratezza continui abusi sulla natura forse perché il lessico degli alberi non lo comprende più . La prossima volta cambierò strada e in una ipotetica Arca di Noe’ ho inserito questo mandorlo affinché i suoi fiori ed i suoi frutti siano patrimonio da tramandare !

  • Narcisi e cose varie

    A ridosso di San valentino capitano sempre le cose più strane che ti portano a pensare inevitabilmente a storie d’ amore intese come luce, respiro e felicità. 14 febbraio, l’ albero di mimosa che incontro sulla strada mi offre un ramo appeso, anzi,  quasi cadente per il forte vento del giorno prima e così lo  prendo, penso a mamma che ama questo fiore e lo avvolgo in un fazzoletto di carta  per portarlo a casa. Poggiato così sul braccio sembra un bouquet fiero e composto ed a metà del mio tragitto verso la strada di casa una nonnina sull’ uscio mi saluta,  fa freddo ed e’ presto ma per una strana coincidenza pare mi stesse aspettando, ha  una mantellina bianca e beige sulle spalle ancora in camicia da notte mi fa i complimenti per i fiori, io le sorrido e  li guardo  e  nel frattempo mi sembrano cresciuti anzi quasi moltiplicati ed allora prendo un ramo e glielo porgo tra la gioia e lo stupore la signora mi ringrazia, lo metterà davanti alla foto di suo marito, mi dice,  che da un po’ di anni non c’ e’ più, un po’ di magone ma poi un sorriso grande che mi fa davvero pensare che l’ amore rende felici e certe volte moltiplica tutto persino le mimose. La sera tulipani rossi per me ed in terrazza il primo narciso arrivato dopo 2 anni di attesa,  niente male per una giornata che celebra l’ amore che  quest’ anno corre proprio sulla bocca dei fiori!

  • Un batuffolo tutto rosso

    Ormai i telegiornali si assomigliano tutti, le malefatte del governo, le partite, la guerra, ogni giorno sempre a ritmo incalzante  con la stessa cadenza ci vengono propinate  notizie sempre uguali e violenza e dolore sembrano essere sdoganate anzi l’ assuefazione ad esse ha creato una sorta di antidoto che ci permette quotidianamente di guardare ed andare oltre . I social agiscono allo stesso modo e così ieri mentre scorrevo il telefono un video, pochi istanti, un bimbo in lacrime piccolo piccolo mi cattura, ha gli occhi di Mattia anzi fa il verso di disperazione come lui quando ha sonno, il bimbo piange per fame o forse e’ ferito, gli mettono una garzina imbevuta sulla bocca, succhia ma non smette di piangere, sembra Gesù sulla croce quando grida che  ha sete, pare che abbiano dato pure a lui una spugna imbevuta d’ aceto, fa la stessa smorfia forse perché le persone soffrono tutte uguali specialmente i bambini poi ………Resto a guardare, il video e’ agghiacciante, una mano avvolge il bimbo  in una copertina rossa , voci , grida, sirene, cielo grigio, chissà perché poi il cielo di tutte le guerre e’ sempre grigio quasi che persino il sole smettesse all’ improvviso di scaldare, ripenso a quel bambino, a quel Mattia della Palestina uguale a tutti i disperati della terra ed oggi che a Lourdes si fa festa per la Vergine Maria io La prego per i bambini devastati dalla guerra, per i bambini che piangono per qualsiasi dolore, per i bambini affinché tornino a vivere nel sole!

    Ave Maria ❤️

  • Panna forever

    Ad un certo punto pareva che volessero cantare o perlomeno dirmi qualcosa e così con Sanremo già iniziato e con Mengoni my love ho realizzato che erano un segno . Stamattina nei 10 Km mattutini, più o meno, erano compresi i festeggiamenti per il compleanno di Stella che in realtà abbiamo trascinato da fine gennaio per il COVID e varie ricadute, la mattina presto fa freddo e gli anni rivendicano un po’ di cautele, ieri per esempio, a proposito di vecchiaia, ho incontrato al CUP del Di Venere una signora molto arzilla, aveva il numero prima del mio e perciò sedute una accanto all’ altra abbiamo scambiato qualche chiacchiera. ” Signora mia io ho il diabete” mi ha detto tutta costernata ed io ho aggiunto ” Lo tengo pure io “. Rincuorata molto da questa condivisione ha aggiunto ” Eeeee ma io ho la pressione “, incalzandola ho aggiunto ” Pure io signora, ipertesa pure io “. Allora mi ha guardata molto sollevata , io effettivamente ero leggermente più giovane ma ai suoi occhi sono apparsa simile a lei e così in questo raffronto di malattie non si e ‘ sentita sola ed anzi quasi incoraggiata
    ha cominciato a parlare di viaggi, delle cose che non ha ancora visto e che deve assolutamente visitare.
    Stamattina mi e’ venuta in mente lei e così ho pensato che pure io devo assolutamente visitare Lisbona !

  • L’ Orchidea di zia

    La mia famiglia e’ stata toccata negli anni da grandissime tragedie che hanno segnato profondamente le vite di tutti , ultima fra tutte la tragedia di zia Gina che se n’è andata a giugno in una caldissima domenica nel giorno di San Luigi. Ora vi voglio raccontare un fatto davvero strano, mamma coltiva orchidee da sempre e ci riesce solo lei, le divide, le reinvasa, le regala insomma distribuendole a seconda delle sue simpatie, orbene tutte le volte che zia veniva da mamma si incantava allo sguardo delle sue orchidee, mamma dal suo canto le aveva promesso una bella pianta che in realtà aveva preparato ma che poi non ha fatto in tempo a darle, purtroppo…….
    La vita continua si sa e si deve per forza ripartire dopo certe batoste e così la pianta lo scorso anno ha preso la via per Cellamare posizionata sul balcone di zia in mezzo ai suoi gigli ed alle sue begonie color di rosa ma aimé e’ rimasta muta per un anno intero quasi che volesse continuare a raccontare l’ eterno dolore che si portava dentro ed allora e’ stata riportata in giardino da mamma ed ecco allora il miracolo, l’ orchidea ha ricominciato a fiorire, improvvisamente, quasi che volesse riprendere quel discorso lasciato a metà.
    L’ ho preso come un segno, guardandola me la ricorda e ricordandola la tiene qui con noi e quando sboccerà finalmente sarà la spiegazione perfetta della parola Speranza, mamma e’ il tramite di questo piccolo miracolo che mi serve a comprendere che nel cuore di chi sta qua resta sempre un pezzetto di chi sta altrove!

  • Sostare e domandare

    Mi e’ capitato tantissime volte di andare in Basilica a Bari a ” cercare ” San Nicola e tutte le volte ho avuto la sensazione di ritrovarmi, se pure persa nella grandezza del luogo, ritrovarmi dicevo in un grandissimo abbraccio accogliente. Ieri sera, complice il freddo, non vi era tantissima gente ed ho avuto la sensazione di essere attesa, di certo a parole non so spiegare questa cosa ma scesa nella cripta, il silenzio, il profumo delle candele amplificava la percezione bellissima di pace. Era infatti il primo giovedì del mese e perciò veniva celebrata la ” messa dei miracoli ” dove si va per domandare cose piccole e grandi senza contenersi perché sai gia’ che qualcuno ti ascolta. Certe volte io credo che i Santi stiano lì presso Dio a ripetere infinite volte il nome nostro fino ad essere ascoltati. Ecco così mi sembrava San Nicola ieri sera, in ascolto, ed e’ stata una sensazione netta e bellissima perche’ quando sai che qualcuno ti guarda il cuore riposa e quando riposa mostra il lato più bello ed allora domanda, per se ‘ e per i suoi cari, e così facendo un po’ alla volta si chiede per tutti e quasi in estensione si può arrivare a coprire il mondo intero! Credo che la preghiera certe volte sia’ un riverbero ……