Cosebelle

  • Resistenze

    “E’ difficile lo so” , disse sommessamente l’ avvocato  “ma e’ come vivere in una faida, e’ una storia che inizia e non si sa mai quando finisce.” Così certe volte, se ci pensi, ti capita di vivere in mezzo all’ odio percependo i suoi colpi senza sentirne però la presa quasi che quegli attacchi, continui e talvolta feroci, ti sfiorino soltanto perché tu passi le ore a cercare alternative, soltanto alternative che si frappongano tra te e loro come un cuscino che ne attenui un po’ tutto il malessere che ne deriva. Mi guardo attorno, osservo e cerco appigli, la vecchiaia smussa gli angoli, attenua il carattere e ti consegna la fragilità su un piatto d’ argento, tuo padre e’ piccolo rispetto al gigante che avevi disegnato tu e tua madre passa le giornate ad inseguire le ore facendo cose, più o meno sempre le stesse, quasi che la sua vita fosse recitare un copione e questa cosa adesso ti fa male. Allora cerchi vie d’ uscita, i fiori, oppure intercettare il Bene ovunque esso si annidi  e costringerlo quasi a stare seduto accanto a te, come un fide compagno, ed obbligarlo quasi a raccontarti sempre le sue storie. Vivo così in questo periodo, vivo di fiori e di Bene e di questo soltanto vi racconterò perché d’ ora in poi voi sappiate che pure nelle giornate di pioggia una rosa gialla e’ venuta a salvarmi💚

  • Giugno

    Abitando in un quartiere di Bari, che e’ stato per una moltitudine di anni paese, io ne conservo talvolta i modi di pensare e le usanze, una specie di induzione che parte in automatico con cose o immagini che inevitabilmente mi portano alla mia infanzia. Così e’ stato con ” l’ cgiaridd”, i ceci che la mia amica Maria mi ha recapitato  insieme alla sua verdura paesana. Io per qualche secondo sono rimasta sul ballatoio di casa a guardarli, erano ingombranti quei rami con tutti quei coralli verdi  appesi  ma la cosa che mi teneva ferma era il fatto che mi hanno riportato alla mia infanzia felice. Subito mi sono rivista nel cortile di mia nonna a sgranare, insieme a mio cugino Gianni , una serie interminabile di coralli di ceci che nonna Sabella aveva lavato e messo a scolare e noi , giocando naturalmente, facevamo le sfide a chi ne staccava di più per poi avere come premio un gelato dal negozio di alimentari di Bice. Adesso i tempi sono cambiati e  “l’ cgiaridd” sono arrivati a maggio ma quando ero piccola io tutto accadeva da giugno in poi , come un copione , tutto accadeva durante l’ estate che io trascorrevo avanti e dietro da casa mia a quella dei nonni. Così li ho lavati pure io e li ho sgranati riponendoli in una coppa, ho invogliato i miei ad assaggiarli ma alla fine li ho mangiati tutti io rischiando un sonoro mal di pancia, ma ciò che importa e’ il messaggio che quelle piante portavano, di nuovo la nonna, di nuovo le cose che facevo con lei, di nuovo l’ amore che mi e’ rimasto. Giugno e’ il mese del Corpus Domini con le coperte di pizzo da tirare fuori per la processione con quell’ odore di naftalina che ancora mi raggiunge, giugno e’ il mese  di San Giovanni con i fioroni buoni da togliere il fiato, giugno e’ Sant’ Antonio coi gigli profumati che mi stordiscono ancora, giugno e’ camminare scalza e sentire il caldo sotto i piedi. Mannaggia sto parlando al presente, tra poco sarà giugno per davvero e mi rivedo, la Isa che sopravvive si porta dentro ogni cosa e per questo ho immensa gratitudine!

  • 22 maggio 1968

    Il 22 Maggio del 1968 e’ una data che ha segnato la mia famiglia , mia sorella incappò in un piccolo incidente domestico che però dopo qualche giorno divenne una tragedia .
    Annamaria , mia sorella , non ce la fece purtroppo e insieme a tutti gli Angeli bambini che ogni giorno corrono nella Luce , andò via da noi.
    Annamaria aveva 4 anni e mezzo ed era solo la mia sorellina per la sua piccola età ma io da sempre l’ ho chiamata sorella come si fa per i grandi , e’ lei infatti che e’ rimasta sempre lì a guidarci , a darci quell’ orientamento verso il Bene che noi 3 fratelli abbiamo continuato a percepire.
    In ogni stanza di casa dei miei c’ e’ una sua foto in varie pose , mamma gli ha riservato gli angoli più belli e noi nelle giornate di fretta la coinvolgiamo nei nostri complotti interstellari allegri e disordinati .Oggi per mamma non e’ un buon giorno , lo esorcizza volendolo trascorrere di fretta senza vedere troppa gente .
    Ad Annamaria che in realtà se n’ e’ andata senza mai lasciarci un grande abbraccio fino all’ angoletto dove stai , il Bene che ci hai lasciato noi ce lo stiamo facendo bastare💚

  • I 365 giorni di Mattia💚

    Mattia da pochissimo ha iniziato a camminare, ride sempre e va pazzo per le scale, possiede un arte tutta sua di distendere le braccia a forma di cuore, per prenderti, allungandosi in un abbraccio esteso che parte da lui ed arriva fino a te. Questa cosa la fa sin da piccolo e quando incontra visi sconosciuti o facce col broncio si ripara nelle pieghe del collo, tra i capelli e gli orecchini di perle che poi lui fa dondolare con le dita. Abbraccia i peluches e se li stringe al petto e li culla, canticchia felice l ‘ ia , ia , ohh della vecchia fattoria, ammira il pappagallo in ceramica e le campanelle impazzisce quando il nonno gioioso gliele fa suonare. Assaggia tutto e mangia di gusto, fa ciao con la manina, scuote le manine quando gli si chiede : – ma come dobbiamo fare?- . Ama le passeggiate, adora le altalene e piange in macchina, dorme di lato e quando si sveglia non piange ma si guarda attorno meravigliato, insomma  fa le cose che fanno tutti i bambini solo che lui da 1 anno ti e’ stato dato in dono e ti accorgi che attraverso lui vedi le cose che quando avevi i bimbi piccoli manco notavi e ti ritrovi a pensare che i nipoti sono la lente d’ ingrandimento che ti permette  di vedere il Bene in tutte le sfaccettature e capisci che attaccata a quel Bene ogni cosa sarà bellissima e finirai per correre per il soggiorno galoppando con lui sulle spalle fingendo un inseguimento solo perché impazzisci nel vederlo sorridere. Un anno di Mattia, un anno di Beatitudine e di rivoluzioni !

  • La Comunione di Giorgio

    I malanni di stagione esistono da sempre solo che quando si invecchia diventano piccole tragedie ed e’ così che la bronchite di papà si e’ trasformata, per me ed i miei fratelli, in un vero e proprio forum sulla salute fatto di consulti, monitoraggi insieme a vagonate di ansia. Domenica scorsa Giorgio ha fatto   la  Comunione, eravamo tutti molto emozionati perché lui rappresenta per la mia famiglia la rinascita visto che e’ arrivato dopo che Gigi era già vecchio di 22 primavere ed  in famiglia non eravamo da parecchio avezzi a pannolini e biberon e quindi Giorgio ci ha riconsegnato quella Tenerezza di bambino che ci voleva proprio, abbiamo ricominciato a parlare, grazie a lui, di palloni e biciclette e la cosa francamente ci ha migliorati molto. Giorgio e’ un ragazzino dolce, e’ inutile dire che e’ intelligente perché prevalgono in lui essenzialmente gli abbracci, come tutti i bambini fa mille cose, ama le gru e da grande vuole fare l’ ingegnere, e così e’ stata la sua festa, semplice, delicata ed amabile,ha  regalato ad ognuno di noi un pezzettino di tranquillità in mezzo al verde alternando risate all’ ottimo cibo ed alle passeggiate. Mamma era in ansia sin dal mattino e per l’ occasione ha indossato la collana di perle che mette solo ai matrimoni, papà ha gradito le pietanze alternando i complimenti ai suoi proverbiali silenzi e Mattia ha sorriso come solo lui sa fare, con le fossette profonde che hanno catturato i cuori di tutti noi! Ho realizzato che le feste di famiglia servono per fare il punto della situazione e certe volte funzionano da termometro per monitorare la Felicita ‘ ed ad occhio e croce direi che stiamo messi proprio  bene!

  • Albano

    Ieri sera guardavamo l’ Euro festival e non si capacitava del fatto che le canzoni fossero di un ritmo esagerato, troppo accelerate e per lei quasi incomprensibili, nonostante questo però dopo aver girato canale un paio di volte aveva compreso che il passo delle canzoni adesso e’ questo e bisogna necessariamente adeguarsi, i giovani dopotutto fanno le cose così e siamo noi che ci dobbiamo adeguare. Avevamo preparato una piadina ed alla fine della pietanza esplose un inatteso : – fu bello Albano al matrimonio di tuo fratello ! – , sorridemmo e nel suo sorriso passarono in rassegna tutte le cose belle che attraversiamo insieme pure nei giorni bui ed in quelli di pioggia, la Bellezza di mia madre e’ che lei ogni giorno mi insegna come si sta al passo, lei a me, anche se io cammino tanto mi insegna a non rincorrere nessuno ma a ritagliarmi una strada mia fatta di ironia ed allegrezza. Ieri sera ci voleva Albano, che bello mamma!💚

  • San Nicola, uomo dai gesti semplici.

    Essere una persona di fede richiede una postura da pellegrino che sceglie la strada come orizzonte da solcare ed alla luce di questo oggi sono stata da San Nicola che a Bari si omaggia, tra l’ altro, con una suggestiva processione a mare. Ogni cosa, in questo, che e’ stato a tutti gli effetti un pellegrinaggio, e’ avvenuto  quasi che rispondesse ad un copione, arrivate in centro ci attendeva la processione del Santo con la banda festosa, il mio Sindaco Decaro era luminosissimo con il suo tricolore che sotto il sole risplendeva a dismisura. Ci siamo spinte vicino le balaustre del molo San Nicola ritagliandoci un posticino colorato dove tirava un bel venticello che ci restituiva un profumo di mare che stamattina era proprio  turchese e così avvolti dal sole cocente abbiamo atteso la celebrazione della Messa. Oggi il primo giorno della Festa e’ dedicato ai pellegrini che giungono, anche a piedi, da ogni dove, li chiamiamo ” l’ zia zi’ ” in dialetto barese che mi hanno davvero commosso con i loro canti ed i loro racconti carichi di fede autentica, in particolare accanto a me vi erano una coppia di signori abruzzesi, Giuseppe ha esordito dicendo che sin da quando e’ piccolo sente raccontare di un miracolo che San Nicola ha fatto per il suo paese. Era il 29 giugno del 1919 ed il suo paese Frattura (Scanno) in provincia dell’ Aquila era stato colpito da una durissima siccità che aveva compromesso i raccolti di grano, alcuni cittadini allora chiesero al parroco di portare in processione San Nicola loro Santo protettore e così fecero invocando l’ aiuto di Nicola per superare questa terribile calamita’. Non si fece in tempo a rientrare con la processione che una pioggia copiosa e scrosciante allago’ il paese facendo  gridare  al miracolo. Al termine del racconto eravamo  commossi tutti  e quando San Nicola e’ partito per mare mi sono sentita con Lui su quella barca come quei 62 marinai che nella notte dei tempi lo trasportarono a Bari. Oggi e’ stato uno spettacolo bellissimo di Amicizia e di Fede, ad un certo punto  tra il suono  delle sirene delle barche e gli applausi di saluto della gente  ho perso la vista del Santo in mare  gli ho gridato insieme agli altri ” San Nicola liberaci dai pericoli” ed  ho avuto la percezione di esserne ascoltata, accade così coi Santi che stanno vicino a Dio facendo le cose piccole ed invisibili che ci salvano, evviva San Nicola 💚

  • Liberazioni

    Alle elementari Suor Nunzia ci teneva sempre a sottolineare la Storia  con documenti e testimonianze e fu così che per  le celebrazioni del 25 aprile nel 1977 scelse di affidarci delle lettere scritte dai Partigiani. Ad ognuna di noi una lettera, in classe eravamo 42, ed a me fu affidata la lettera di un uomo che in punto di morte, gravemente ferito, aveva scritto con una matita spuntata il più bel testamento d’ amore per la sua bambina. Leggemmo quelle lettere in chiesa, ognuna aspetto’  il suo turno, io leggevo e rileggevo per paura di sbagliare e ricordo che quando arrivo’  il mio turno, emozionata parecchio,  lessi speditamente senza emozionarmi, ” Figlia mia ” scriveva spesso il Partigiano e poi ” Patria mia ” e questo ricordo rimane scalfito nella mia mente riportandomi sempre al pensiero  di questa parte della Storia che io non ho vissuto ma grazie alla quale mi vengono riconosciuti Diritti , ieri il tramonto preannunciava meraviglia esattamente come la festa di oggi che ci ha consegnato il mondo nuovo fatto da padri che scrivono alle figlie parole e sussulti di Liberta’. Evviva la nostra Costituzione, evviva l’ Italia !

  • Nour

    Ho visto un film ieri sera, un film su Pietro Bartolo il medico che e’ stato per tanti anni a Lampedusa ad aspettare, curare e salvare migranti, povera gente che attraversa il mare scampando a bombe, miseria e carestia ed approda sulla “nostra”  terra cercando salvezza, opportunità ma soprattutto Umanità. Il medico e’ interpretato da Sergio Castellitto un attore che io amo da sempre e mentre guardavo il film, che si rifa’ ad una storia vera, mi sono chiesta : ” E noi com ‘ e’ che abbiamo smesso di aspettarla ‘ sta gente? Come mai di punto in bianco abbiamo smesso di guardare il mare che in certi luoghi sembra volerci sempre raccontare il suo carico di dolore, come mai non ci indignamo più ma piuttosto sempre più ripiegati su noi stessi ci interroghiamo sul sempre poco che possediamo giustificando il sempre poco che facciamo per gli altri ?” La politica, il degrado che sta prendendo piede nella società ci spinge a girare la testa dall’ altra parte, nemmeno con la mente  si pensa a quelli che stanno indietro e se ci si pensa li si osserva come se fossero detrattori, ladri che arrivano nottetempo per defraudarci. Piu’ passa il tempo e più diventiamo piccoli e mentre ci gridano al megafono che per stare bene dobbiamo mollare ogni tipo di interesse per il benessere collettivo e concentrarci sullo sviluppo smisurato del singolo, io,  in terrazza osservo oggi l’ unica Camelia sbocciata sulla mia pianta. Ho realizzato che per farla sbocciare una marea di boccioli sono caduti sacrificandosi piegati prima dal forte caldo e poi dal vento gelido di questo fine aprile, essa rappresenta davvero un segno di sopravvivenza e salvezza esattamente come certe vite che devono il loro Essere a persone straordinarie che le sostengono. Oggi e’ un altro giorno perfetto, accade ogni volta che persino un fiore mi disegna la rotta e così imparo…💚

  • ” E’ il giorno del Signore ed e’ bellissimo”

    Senza saperlo io e don Tonino abbiamo tantissimo in comune, condividiamo cifre significative egli  moriva infatti  con queste parole sulla bocca nel giorno che io festeggio il mio compleanno e per questo, per questa strana coincidenza ci siamo  subito legati. Ogni anno intorno a questa giornata si avviluppano aneddoti e si svolgono situazioni che a descriverle ne uscirebbe un libro serio, oggi ancora una volta in questo giorno arriva insieme a don Tonino una laurea magistrale in Giurisprudenza con 110 e lode e plauso della Commissione che  e’ il frutto di un lavoro capillare svolto sul campo da questo ragazzo che io considero un grande dono . Lui e’ Gigi che restando sempre lucido, allegro ed amorevole ha svolto in questi anni compiti distinti e diversi senza mai dare cenno di stanchezza, sempre appassionato del suo lavoro inspiegabilmente gentile nei modi e negli intenti. Oggi per qualche minuto ho avuto difficoltà a pensarlo solo figlio mio, troppo difficile circoscriverlo in una proprietà fittizia specie quando nella sua dedica stampata sulla tesi vi ho letto il nome di Paola Clemente morta di fatica in campagna ad Andria  il cui cuore continua a vivere  negli uomini che spaccandosi la schiena si  battono  per un mondo più equo e più solidale. A Gigi, a don Tonino ed a Paola un sentito grazie per i sogni belli che stanotte mi faranno fare💚