Cosebelle

  • Il nido

    In questo tempo caldo e provvisorio un po’ di cose sono successe, papà e’ caduto più e più volte facendosi come sempre male al viso ed al cuore e così concentrata sulla sua eterna fragilità non mi sono accorta che in terrazza in una delle mie maestose chycas c’ e ‘ un nido e questa cosa e’ per me un piccolo capolavoro. Lo osservo ogni volta che salgo ad innaffiare, stupendomi del fatto che pare davvero una grande opera d’ arte, pagliuzze messe in croce a mo’ di impalcatura e sul finire piume ovattate che restano immobili cristallizzate dall’ afa. Ora ci resta di dover aspettare le uova, se ci saranno, o comunque capire il senso di quest’ opera d’ ingegneria naturale e nel frattempo zia Carmela ha compiuto 75 anni, lei che non doveva vivere oltre i 40 anni per via della poliomielite che le ha tolto quasi tutto fatta eccezione per il gusto delle collane e dei bracciali, l’ amore per il canto ed il desiderio eterno di colorare, si e’ presa tutto la sua malattia ma Dio gli ha preservato la parte migliore ed il resto lo fanno gli operatori del posto dove lei vive, la saggia Annamaria ed il dolcissimo don Giacomo. Olga se n’è andata giovedì, l’ ho conosciuta a maggio ma e’ come se fosse mia amica da sempre talmente mi ha inondata con quel suo sorriso nel nostro  incontro  del 12 maggio. Olga mi ha insegnato davvero che siamo segmenti  e non rette che vanno all’ infinito come pensavo io, nasciamo e siamo un soffio, proprio io che essenzialmente passavo le giornate ad organizzare ogni cosa ho imparato da lei la sua lezione di ” finitezza” estrema , Olga resterà legata a me a doppio nodo insieme al sorriso di zia Carmela, al disorientamento di papà che dice le cose con gli occhi cervone che solo lui ha ed alla faccia compiaciuta di mamma nelle nostre fughe per il gelato. E’ un estate un po’ vuota che reclama rituali, le cugine continuano ad essere legami di sangue e di vita, le amiche ti inviano messaggi wap di Salvezza e tutto il tempo che resta sarà per vedere riempire quel nido, che e’ Speranza, che e’ resilienza oggi e sempre!

  • Aida

    Mi giungono da lontano questa sera 4 foto, avevo chiesto ad Aida di inviarmi il suo sguardo, si proprio così, le avevo chiesto di inviarmi una foto di ciò che guardava e di fare una preghiera piccola piccola per me, per noi, senza immaginare che le foto mi arrivassero alle 12 di sera in un corridoio di pronto soccorso. Osservo l’ ospedale di notte e vedo una vita parallela, solitudini e resistenze, tanti anziani soli, ne avrò contati almeno 10, pianti , lamenti e tristezze. Tra tutti mi attirano le parole della signora Matilde, 101 anni , con le mani strette a quelle di suo figlio, e’ caduta e si e’ rotta il femore, ha dolori fortissimi e si e’ fatta già la diagnosi da sola e sconsolata si abbandona in un pianto disperato. Suo figlio la rincuora come può, lei si lamenta della poca pazienza della badante e poi per un qualche miracolo si ricorda degli amici del mare e comincia a raccontare. Io la guardo proprio diritta, mi piace quella sua nenia mista ai ricordi ed anzi mi sembra quasi vederla sorridere quando racconta dei suoi nipoti bambini, mi e’ sembrato di essere lì da 2 ore ed invece e’ stato un attimo, una frazione di tempo delicatissima ed intensa che si e’ interrotta per un consulto dal neurochirurgo. Ascensore, 3 piano, corridoio lunghissimo, scorgo da lontano una sagoma bionda,dorme, ha lo zaino sotto la testa e le lampade a neon sparate sul viso, ci vede arrivare e si sveglia, le sorrido e lei di rimando mi saluta. Mio fratello mi precede, ritorno indietro e ci presentiamo, e’ di Molfetta e sua mamma mercoledì ha avuto un mancamento al mercato di frutta dove loro hanno un banco, e’ caduta svenendo e così urtando la testa l’ hanno subito ricoverata per accertamenti. Da mercoledì non si schioda dall’ ospedale, non la fanno stare sempre con sua mamma ma a lei basta sapere che e’ a due passi e soprattutto che e’ fuori pericolo. Insisto per darle il mio numero, ho certezza che ci rivedremo, lei mi ricorda don Tonino Bello ed Aida mi ha inviato le foto da Lourdes dove lei partecipa al suo 143 pellegrinaggio, carezze  insomma in una sera che non era iniziata per niente bene, Don Tonino lo sa e Maria che fa nuove tutte le cose ha reso particolare questa giornata lunga ed impegnativa.                 

  • Il Glicine

    Com’è e’ bello quando mettono in TV la partita della nazionale alle 6 di pomeriggio in un sabato d’ estate, ti organizzi 100 cose con consapevolezza, le farai tu ed altre 2 o 3  persone che con immensa saggezza hanno scelto di  godersi spazi e luoghi esattamente come te. La gelateria che solitamente e’ presa d’ assalto ieri era vuota, completamente, ed i gelati sembravano talmente tanti da gettarmi in uno sconforto epico per l’ imbarazzo della scelta, in fondo al locale una ragazza che con lo sguardo aveva passato in rassegna i colori dei gusti più e più volte e fingeva indecisione contando i soldi nel suo portamonete, io decisissima invece prendo l’ iniziativa, gusto al bacio per mamma e liquirizia per me con supplemento per la doppia panna, 6, 20€ mi dice la ragazza alla cassa, do’ una banconota da 20€ e consegno il gelato alla mia mamma. Il ragazzo che preparava i gelati aveva lo sguardo dolce ed un sorriso complice, d’ intesa ci siamo capiti subito e così ha preparato un cono miltifrutta per la ragazza che l’ ha guardato con Tenerezza ammiccando un sorriso pensieroso, il ragazzo allora sorridendogli le dice : ” Signora lei mi e’ simpatica, mi ha colpito sin da quando e’ entrata ed il gelato glielo offro io!” Sono stati attimi che mi sono sembrati  un eternità, vi avrei voluti  tutti insieme a me a godere di quella scena, per qualche momento nessuno ha parlato, volevo d’ istinto battere le mani ma il mio cono alla liquirizia si stava già sciogliendo spalmandosi  sull mio pantalone bianco, mi sono così allungata a prendere il resto, ho ringraziato più volte i ragazzi e sono andata via felice. Poco prima passeggiando con zia Carmela avevamo incrociato un Glicine, regalo di primavera, e guardandolo avevo immaginato che fosse messaggero di cose belle, altro che la partita…..

  • Zia Gina

    Ci sono riti che si ripetono da sempre a casa dei miei e che quindi per una sorta di osmosi divengono familiari. Tra i riti estivi c’ e’ questa pianta che durante i mesi dell’ anno mamma sposta in vari luoghi a seconda della fioritura, a novembre sta nel terreno poggiata insieme al melograno spoglio, a febbraio viene promossa per le scale del terrazzo, un po’ nascosta in verita’, ma questo spostamento a me che non la perdo mai di vista mi sembra una promozione e verso giugno arriva dritta dritta in mezzo a noi, posizionata in vista, nell’ attesa che i suoi fiori sboccino. I fiori in realtà durano poco, qualche giorno, ma il fatto di averli tanto attesi rende la loro vista ogni volta un miracolo. Accade infatti che sbocci sempre intorno a San Luigi, il 21 giugno, onomastico di zia Gina  che proprio in questo giorno di 4 anni fa andava via, e la pianta da allora, ogni 21 giugno esplode in tutta la sua Bellezza. “Pare che sorrida” aveva detto Annuccia ieri sera, lei che aveva regalato a mamma questa pianta  per asciugarle un po’ le lacrime dopo l’ incidente di zia si ritrova adesso insieme a me a contemplare questo micro miracolo che avviene inconsapevole  ogni anno, per combinazione, in un anniversario così triste ! Fiori e tristezza mischiati così alla rinfusa ti fanno riflettere sul senso della Vita, per pochi giorni, per poche ore talvolta, mia zia Gina con i suoi sorrisi, si materializza in quei fiori e quando poi  sfioriscono,  so’ già che ritorneranno e questa speranza certe volte e’ salvifica!💚

  • Buongiorno signor Sindaco

    Da questa mattina Bari ha un nuovo Sindaco, un politico navigato che milita in Comune da molti anni, sensibile all’ Ambiente, cultore delle regole e maestro nell’ affrontare con garbo le situazioni. Vorrei dirgli 2 o 3 cose…..                              “Caro Sindaco Vito Leccese, appresa con gioia la Sua elezione da me fortemente voluta, Le esprimo le mie più sentite felicitazioni e Le auguro un mandato che sia essenzialmente servizio verso tutti i cittadini di questa Bari metropolitana che parte dal mare ed arriva fino alla Murgia. Lei che e’ un ambientalista avrà cura di preservare la Bellezza dei tramonti e salverà, dove le sarà possibile, le nostre nottate da quei roghi d’ estate che stranamente ad oggi restano ancora impuniti. Le scrivo da un quartiere di ” periferia” in cui manca molto, parcheggi, giardini, vita vera e giochi per bambini, per gli anziani poi c’ e’ solo la piazza dove se ti va bene ti prendi una pallonata che qualche maldestro provvede a lanciare. Si sa che le periferie da sempre sono terra di mancanza, ma io, da sempre grande ottimista, giro per le strade di Carbonara con fiducia, sperando insomma che spariscano i capopopolo di tutte le fazioni e che si smetta di trincerarsi dietro fantastici comitati che portano avanti idee limitate e circoscritte. Spero che si smetta di abbandonare i rifiuti ogni dove e che si cominci ad avere cura di questi luoghi sentendone l’ appartenenza come un Bene Comune, che si tengano  le strade pulite collaborando con gli operatori e che finalmente ognuno viva  sentendosi parte in causa. Lei , nel suo programma elettorale ha proposto il ” Sindaco della notte” io le proporrei il ” Sindaco per tutte le ore” che ognuno con un passaggio di testimone si senta di interpretare. Questa nostra Terra e’ meravigliosa e tutti dobbiamo mantenere questa sua attitudine allo Stupore, ci faccia cittadini partecipi e buon lavoro Signor Sindaco!”

  • La casa di Alberobello

    Da qualche anno ho un vezzo, una specie di abitudine che mi lega ai luoghi che frequento e dei quali mi innamoro perdutamente. Ad oggi  avrò 7 o 8 case sparse in giro che io chiamo ” casa mia”, le amo a tal punto che tutte le volte   che ritorno le visito trovandole ogni volta, a seconda delle stagioni, un po’ cambiate. Ieri sera per fuggire ai 41 gradi di Bari ci siamo rifugiati ad Alberobello ed una volta imboccata la via principale del rione   “Aia piccola”  mi sono ricordata di andare a rivedere casa mia. Mi sono innamorata perdutamente di lei in una freddissima sera di 4 anni fa durante il presepe vivente che si svolge da sempre in quei luoghi, vi era ambientata nella piccola piazzetta antistante una scena famigliare degli anni ‘ 20 , fotogrammi di una vita contadina ormai lontanissima da noi e ricordo che ne  rimasi affascinata perché  quella casa mi sembro’  disposta quasi come un abbraccio avvolgente, vi erano 2 porte con tendine bellissime bianche ed un cancelletto che dava direttamente sul viale principale che porta ai trulli, non avevo notato invece che quella casa in realtà era un gruppo di trulli e quindi poesia nella poesia. Così ogni volta che sono tornata ad Alberobello sono andata a vedere casa mia, in varie stagioni, di giorno, di sera, ogni volta ho aggiunto dettagli, ha un pozzo accanto all’ ingresso e poco distante un piccolo locale adibito a forno, ovunque bianco di fresca posa e le chianche della piazzetta sempre tirate a lustro cosa che la rende ancora più bella, un giglio rosso e’  nato all’ angolo della strada insieme a tantissime viole e gerani, apripista meravigliosi di tanta Bellezza. Da qualche tempo però ho notato che la casa non e’ più abitata, avverto una certa malinconia ogni volta che la ritrovo, foglie cadute dappertutto, finestre chiuse che danno proprio la sensazione di un essere inanimato, ho pensato che forse i proprietari sono andati via, che forse e’ finita in altre mani per una eredità postuma o semplicemente perché chi la abitava e’ altrove, ieri rivedendola ho gioito respirandola, nessuna vita oltre i cancelli ma la meravigliosa vite mi ha dato il benvenuto con i suoi grappoli verdoni ed acerbi che sembravano quasi una benedizione, non l’ avevo mai vista fiorita e con i frutti la vecchia vigna ed ho considerato la cosa di buon auspicio, nel cielo del tramonto un mare di rondini festose salutavano il sole ed intanto un meraviglioso silenzio…..

  • Fioriture

    Ieri e’ stata giornata di ” ospedali”  dal mattino fino a sera conclusasi poi nel giardino di mamma che per me e’ un rilassante naturale e  specie col buio regala un senso di pace che si propaga dal corpo alla mente fino dritto al cuore. Guardavo i melograni ieri sera, sono restati in pochi  sull’ albero a crescere, alcuni sono caduti fiori appena sbocciati, altri invece  sono caduti fruttini piccoli e quelli che resistono sembrano proclamare a noi tutti la loro fortezza come una specie di canto, sono già melograni , piccoli si , ma lucidi e tirati a nuovo e come tutti i miracoli della natura attirano a loro stupore per chi li guarda. Da un po’ ho inaugurato una nuova pratica, porto in terrazza le piante ormai “estinte” di basilico, si quelle banali piante da supermercato che si consumano frettolosamente per i nostri piatti estivi e che una volta consumate le loro foglie profumate sembrano cadere in disuso. Io da un po’ di tempo porto su e metto in piena terra quelle zolle anonime che un po’ alla volta diventano piante rigogliose, mi premiano per la fiducia restituendomi fioriture inaspettate e così basilico , malva e sedano rinascono insieme in maniera disordinata e senza calcolo, forse,   pensavo stamattina non  nascono così  anche le amicizie?  All’ inizio come un esperimento senza speranza  e poi invece diventano realtà specialissime che contagiano la  vita rendendola migliore oltre ogni tua aspettativa.. L’ Amicizia e’ semplice da mantenere e non richiede una cura eccessiva perché di per se’ quando nasce e’ già un piccolo miracolo, non ci vuole troppa cura perché per inerzia cresce senza che tu faccia grandi cose e tutto questo e’ Grazia esattamente come il basilico del mio terrazzo!💚

  • ” I gesti sono doni del Cielo”

    Con questa frase ha concluso ieri sera il suo fantastico concerto a Bari Renato Zero ed io c’ ero, con i testi delle sue canzoni stampate sul cuore e la sua voce che nelle chiacchierate diveniva sottile e delicata quasi come una carezza, ho apprezzato l’ orchestra, le scenografie e lui maestoso sempre nel canto ma soprattutto negli interventi, mirati e concreti, per descrivere la povertà della politica di questi tempi, il poco garbo che si respira e la Bellezza del nostro sud dissacrato ed umiliato che però si rialza sempre con orgoglio e dignità per vivere con poco l’ impegno delle nostre vite. Sono tornata a casa carica di gioia e dopo ogni concerto mi accade spesso, sarà che davanti a me, sul prato Gold, un ragazzo ha ballato per tutto il tempo facendo la hola con le braccia a ritmo di musica o sarà stato per la maestra di Ostuni seduta accanto a me che continuava a farsi selfie per fare vedere ad amici e parenti che al concerto stava davvero, o sarà stato per i ragazzi del soccorso che avevano puntato nel pubblico,   seduta sugli spalti, una ragazza col pancione e non gli toglievano gli occhi di dosso e quando con uno slancio questa si e’ alzata per ballare sono saltati in coppia a sorreggerla. Sarà per tutte queste cose, ho apprezzato in Renato Zero, l’ uomo , il cantante,  il poeta con l’ animo gentile, i suoi abiti , le scenografie meravigliose ed ho apprezzato persino il vento che di tanto in tanto appariva quasi come in un copione a sollevarci dal caldo di giugno che adesso comincia a farsi sentire, ho apprezzato gli elicotteri che mi volavano sulla testa che io puntualmente scambiavo per droni che riprendevano il pubblico e li guardavo allegra costringendomi a sorridere che e’ un esercizio che mi impongo sempre. Ho apprezzato che ad un certo punto Renato Zero ha elogiato l’ Amicizia, mi sono contata gli amici miei ed in quel momento me li sono stretti forte forte, ” amico e’ bello , amico e’ tutto, amico e’ l’ Eternità”, grazie Renato!💚

  • Il dottore gentile

    Il 22 maggio mi era arrivato un audio in privato nella chat di facebook, quando lo avevo finalmente ascoltato stentavo a credere alle mie orecchie e dopo averlo ascoltato più volte ho realizzato che era del carissimo dottor Latorre. Nel messaggio mi ringraziava dei saluti che io di tanto in tanto gli inviavo tramite sua figlia Annarita, il timbro di voce amabile e gentile  lasciava trasparire un trasporto che da sempre lo contraddistingueva, mi chiedeva dei miei ragazzi che lui  ha seguito nella crescita curando i loro malanni fino a quando poi, divenuti giovanotti, hanno sempre avuto un pensiero per il loro pediatra gentile. E così lunedì sera durante una panzerottata per festeggiare Rino, d’ un tratto Gigi si e’ fatto cupo in viso, ha fatto spallucce e sprofondando nel divano ha detto in silenzio : ” Ihh e’ morto il dottor Latorre”. Si e’ zittito tutto, le voci, la TV e persino Mattia, nessuno per qualche secondo ha replicato, credo che alcune volte quando certe persone vanno via diventa un dolore collettivo, forte e lancinante e così e’ stato  e per un momento sono tornata indietro con i ricordi, i miei bambini neonati, lo svezzamento, le otiti settimanali di Gigi, le polmoniti di Francesco  e lui, il nostro dottore, che li visitava sempre, a qualsiasi ora monitorando febbri, tosse e dolori vari. Ora che ci penso e’ stato eccezionale in tutto ma la cosa speciale e’ che prima dei miei ragazzi lui e’ stato il medico mio e dei miei fratelli, Annamaria soffriva di pertosse e mamma la portava piccolina dal dottore appena laureato, una vita fa e rabbrividisco quasi per il fatto che  in un uomo soltanto sono  raccolte le nostre vite ed ora che e’ andato via mancherà tremendamente quel garbo delle diagnosi e le sue proverbiali spiegazioni che ti facevano accettare le cose che talvolta erano un po’ pesanti . A Gigi dopo ogni batosta prescriveva uno sciroppo ricostituente che si chiamava Haliborange, ogni volta descriveva alla perfezione gli ingredienti ed il beneficio che il bambino poteva averne, ci siamo innamorati tutti della sua voce quando in un cenno di carbonarese stretto stretto incartava i saluti per i miei in una stretta di mano mentre ti accompagnava alla porta sorridendo. A me ha insegnato a gestire l’ ansia di mamma giovane ed inesperta, mi ha insegnato ad essere un genitore responsabile e credo che lui lo abbia insegnato a tutti , intere generazioni di piccoli pazienti diventati grandi uomini, grazie dottor Filippo Latorre nessuno mai la dimenticherà!💚

  • Un piccolo mondo antico

    Da quando la signora Maria ci aveva conosciute aveva preso l’ abitudine di aspettarci sull’ uscio di casa con la scusa di vedere ogni volta quali fiori portavamo con noi ed effettivamente, da quando ci aveva detto che desiderava un fiore fresco ogni giorno da mettere davanti alla foto di suo marito, noi per impegno ogni giorno le portavamo un piccolo fiore. Così’ stamattina era intenta a parlare con suo figlio in strada ed io  sentendola  parlare in  dialetto, Cegliese per esattezza, le ho detto che nonna mia era di Ceglie e mi sono incantata a sentirne di nuovo quel tono arcaico che per me e’ cuore. “Chi e’ tua nonna?” mi ha chiesto,  “Sabella Balice, figlia di Rocco Luigi e sorella di Vito Natale ” ho risposto prontamente io, la signora si e’ fermata un attimo un po’ frastornata e poi un fiume in piena di racconti. ” Mi sono sposata molto giovane ed ho avuto 2 bambini, mio marito, barbiere, parti’ in guerra e fu dichiarato disperso nella campagna di Russia ed io sola con i bambini piccoli fui letteralmente adottata  dalla famiglia di Vito Natale che commerciava mandorle ed aveva tantissime donne che lavoravano nella sua azienda a conduzione familiare. Sua moglie Michelina si prese cura dei miei bambini provvedendo ad ogni cosa e mi ricordo ancora le manine di mio figlio che, durante le giornate estive, prendeva dalla credenza le migliori pietanze che a casa mia io non potevo permettermi”. Senza accorgerci i racconti scaturivano dirompenti come un fiume in piena tant’è che ad un certo punto eravamo solo io e lei, come un piccolo mondo a parte, senza avvertire la presenza di nessuno altro tanto il racconto era dettagliato e ricco di particolari. “Mi ricordo bene di tua nonna, di come vestiva bene specie d’ estate con quegli abiti di cotone traforato che la mamma gli faceva cucire dalla sarta, era tutta precisa, piccolina ma bella!” Ecco stamattina era l’ unico giorno che non le avevamo portato un fiore, oggi lo aveva lei un fiore grande in serbo per me, poco più in la’ un melograno in fiore, ecco la mia risposta, una inesauribile quantità di meraviglia quatidiana 💚