Cosebelle

  • Ma tu ci credi a Babbo Natale?

    Sabato scorso finalmente al mare con Mattia che come un fiume in piena mostra la sua vivacità in tutte le sfaccettature. Gioca con la sabbia, nuota nel suo salvagente giallo limone, osserva i granchi, corre con le sue gambette sottili ed incerte e non vede l’ ora di assaggiare il tuo gelato alla liquirizia. Tutti quanti dicevano del ‘ fantomatico ‘ bene che si ha per i nipoti, bhe e’ una cosa indescrivibile, ogni suo sorriso, ogni sua smorfia, ogni suo pianto ti arriva dritto al cuore facendoti sentire, a seconda dell’ umore, il famoso centuplo tanto caro a Gesù , Mattia e’ la cartina di tornasole della mia famiglia e quando arriva lui tutto si colora, lui che in ogni immagine di Padre  Pio vede suo nonno, vede gatti in ogni dove e pronuncia tutte le parole in maniera ridicola e perfetta. Insomma essere con lui e’ sogno e così come in un sogno in un sabato di fine agosto e’ comparso in spiaggia Babbo Natale con tanto di renne, elfi e neve finta  che spruzzata sul viso sembrava darmi un sereno refrigerio. Abbiamo ballato io e Mattia, ci siamo fatti una foto ed abbiamo chiesto un regalo, io lo dico già ho chiesto una macchina, verde se possibile, Babbo Natale ha fatto spallucce ed ha guardato il mare, Mattia ha cominciato a battere le mani e gli ha fatto ‘ ciao ciao ‘con la manina, poi se n’ e’ andato così com’è venuto, tra qualche mese ci rivedremo, stammi bene caro Babbo Natale !

  • ” Dicintencille vuje”

    Arrivano stamattina un po’ di foto dal mare, ho distribuito un po’ di compiti in giro ad ognuno una cosa, una foto, un pensiero ed una preghiera che si sa quella serve sempre. Ho scritto ad Anna che sta seduta accanto a me sempre anche se di casa sta a Japigia e ci vediamo ogni morte di papa ma ho una sensazione bellissima di tenerezza e condivisione che ci dividiamo, certe volte, pure il respiro e sta cosa mi fa stare bene . La cosa buona di oggi e’ che sto comodamente seduta in poltrona accanto a papà, ed e’ un evento perché a questa poltrona in camera da letto non ci si poteva sedere proprio, e’ di rappresentanza per mia madre e guai a sedertici sopra, io in pantaloncini poi, proprio un piccolo sacrilegio. Oggi ho messo la musica napoletana quella che piace a papà cosi tra Mario Merola e Martina Stella lui rinasce canticchiando in un incomprensibile nenia le canzoni che solitamente accompagnavano le sue mitiche demolizioni a casa quando io piccola con la scopa rimuovevo i calcinacci. Bisogna scegliere da che parte stare, ogni giorno, cercare un appiglio nel cammino, oggi ho imparato a togliere la flebo, mi sono seduta in poltrona ed ho cantato ” Passione” con slancio, poco male per un agosto caldissimo e fragile che sta per finire!

  • Un posto vicino al cuore

    “Se dobbiamo andarci e’ meglio in settimana perché si sa che la domenica, in estate, c’ e’ sempre confusione”. E’ partita così l’ idea di una giornata da trascorrere in famiglia che man  mano che prendeva forma si arricchiva di particolari, mamma tutta uva, caroselli ed anguria, papà camicia di lino celeste stropicciata dal sudore col suo sguardo sempre oltre ed io che ho nuotato in piscina catturando il blu dell’ acqua che in realtà in questi tempi ho un po’ snobbato. Scrivo per tenere a mente che sono circondata da affetti belli che non risparmiano tavole imbandite, buon cibo e frasi tenere  che di questi  tempi non sono poco. Al ritorno in macchina il sole delle 19 era accecante ed ho avuto gratitudine per questo, mi ha fatto scendere dei lacrimoni, mannaggia forse era per la nostalgia di quanto bene può fare stare un mercoledì d’ agosto in un posto assai vicino, anzi vicinissimo al 💚

  • ” Per Aspera ad Astra “

    Arrivare a Ferragosto e’ stato un percorso difficile per me perché ultimamente le gioie obbligatorie io non le percepisco necessarie e quindi in un certo qual modo tendo a snobbarle. Perciò zero progetti e nessun impegno così da rimanere liberi da qualsivoglia felicità a tutti i costi, pranzo in famiglia  con mamma tutta mia che si stende sul divano e con i 40 gradi di fuori mi racconta il suo vivere con un braccio sul viso e la voce roca, l’ aria condizionata la fa stare bene e così un po’ addormentate ci ritroviamo a ridere con un gelato in mano.  La sera prima, la mitica vigilia, ho conosciuto Arturo, in una serata  in Masseria a degustare vini, prelibatezze e risate, era fresco sul Canale di Pirro ed il tramonto e’ stato bello, di un rosso vermiglio che mischiato all’ azzurro del cielo ed al verde del bosco ha creato una tavolozza niente male. Le luci della serata ad un certo punto si sono spente, tutti con gli occhi al cielo a cercare stelle cadenti, io ne ho viste due ma non mi ero attrezzata per i desideri, dicono che si chiedono quando cadono ma io non ho fatto in tempo, poi al telescopio ho visto una stella e me ne sono innamorata, due o tre cose gliele ho dette, tipo di pensare ai bimbi di Gaza che da mesi piangono e muoiono, di vegliare sui migranti e di smorzare le guerre, per me non mi e’ venuto nulla, rispetto al pianto del mondo io sono fortunata , ah si solo una cosa gli ho chiesto salutandola ma e’ un segreto, dicono che i desideri svelati non si avverano, ah dimenticavo Arturo e’ il nome di una stella, adesso e’ la mia stella e sa di me tantissime cose, so dove cercarla, e’ stato amore a prima vista in una serata calici e stelle niente male! Eva e Peppe siete speciali, regalate sogni quando organizzate questi appuntamenti con le costellazioni, a me avete regalato Arturo in questa vigilia che non e’ stata niente male!

  • PIENA DI GRAZIA

    “L’anima mia magnifica il Signore
    e il mio spirito esulta in Dio, mio Salvatore
    perché ha guardato l’umiltà della sua serva.
    D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.”

    Sono tanti i modi che Maria sceglie per intercettare le vite di ognuno, ieri mi capitava di pensare a questo.
    Io per esempio ho sempre avuto devozione per la Mamma di Gesù , conoscevo la Sua vita, il suo” Fiat, i Suoi dolori e celebravo ogni 15 agosto la sua Assunzione al Cielo anima e corpo.
    Gia’, assistevo infatti da piccolissima all’ accensione del cero che prima nonna Sabbella e poi in seguito mamma la notte del 14 posizionavano sulla finestra perché a detta di nonna ” la Madonna passa da ogni casa prima di salire in Paradiso”.
    Nulla però sapevo dei luoghi, cioè non conoscevo il posto dove Maria e’ invecchiata, fino ad un viaggio nel 2009 che mi vide approdare ad Efeso.
    Appresi li ‘,visitando la casa della Vergine Maria, che il caro Giovanni l’ aveva condotta li per sottrarla alle aggressioni di Gerusalemme e così in quel luogo tranquillo le costruì una casetta dove la Madonna visse gli ultimi anni della Sua vita quaggiù.
    Appresi ad Efeso che la ” Via Crucis” che noi ripetiamo altro non e’ che una nenia di dolore creata da Maria che i primi tempi ripercorreva da Gerusalemme al Golgota i passi di Gesù, poi ad Efeso, sui sentieri in cima alla collina dove era la sua casetta comincio ‘ a percorrere, ogni giorno insieme alla Sua serva, una via del dolore che la riportava a Gesù, alla Sua crocifissione ed ai Suoi dolori.
    Si racconta che Ella stessa abbia collocato 12 sassi e che su ognuno abbia scritto la memoria di quei dolori.
    Da Efeso Maria sali in Cielo ed apertamente da lì e’ cominciata la mia storia, dopo questo posto Lourdes e Medjugorje tutte tappe mariane che hanno fissato nel mio cuore la convinzione che Maria davvero vive con noi più di quello che ognuno immagina, si fa piccola piccola ed emerge quando la vita ci chiede il conto .
    Maria abita il Cielo ma abita anche la terra ed e’ questa la mia Speranza!

    P.S. Oggi e’ iniziata la novena alla Vergine del Pozzo di Capurso, un ‘ altra tappa e tanta gratitudine!💚

  • Santa Maria degli Angeli

    Era luglio del 2019 e dopo un intervento di mio marito decidemmo con una coppia di amici tanto cari, davanti ad una pizza margherita in un ristorantino sul mare, di andare ad Assisi. Organizzammo il viaggio, ed in quattro e quattr ‘otto  ogni cosa fu pronta pianificata in ogni particolare  tanto che il giorno della partenza l’ entusiasmo misto alla felicità per la meta ci fece giungere a destinazione in tempo per goderci il tramonto color vermiglio che davvero sembro ‘ essere lì per salutarci. Francesco e Chiara in quei giorni guidarono i nostri passi e mossero le nostre giornate orchestrando le ore in una sintonia che ci faceva sentire un tutt’ uno con i luoghi di Pace e Bene che stavamo visitando, respiravamo ovunque Beatitudine, Mimmo con la sua proverbiale simpatia teneva alto il morale ed ogni cosa era stupore ed allegria. Eravamo in sintonia, Assisi credo che sortisca questo effetto, io non finivo di ringraziare, quando ero sola specialmente, mi stringevo la crocetta che ho al collo e ringraziavo per tutto, per gli amici, per l’ allegria, per il buon cibo, per i frati, per la Bellezza del posto e per Mariella che su una panchina mi aveva raccontato un po’ di lei ed io un po’ di me, ringraziavo per Rino senza il quale  l’ idea di andare ad Assisi non l’ avremmo proprio considerata. Così le giornate scorrevano e d’ un tratto ci viene in mente di prendere un bus e correre alla Porziuncola, 1€ il biglietto per un piccolissimo tragitto ed una volta li’ di corsa lungo il piazzale che si apre dinanzi la basilica, fuori un custode si sbraccia comunicandoci la chiusura imminente, due parole per impietosirlo e ci lascia entrare per pochi minuti. Noi quattro entriamo da soli nella Basilica deserta, ognuno percorre una navata diversa in solitudine ritrovandoci davanti  alla Porziuncola, piccola ma immensa, noi quattro una cosa sola con Francesco che davvero ci aveva voluti li, un segno anche se l’ Amore non  ha bisogno di segni, siamo stati catapultati in quel viaggio in un tempo di Grazia che ha toccato le nostre vite, da allora, nonostante varie vicissitudini Francesco e Chiara continuano ad essere il nostro faro in questi che non sono stati proprio anni sereni a casa mia la Pace del Poverello regna, Deo Gratias!

        

    P.S. Il 2 agosto recandomi al CUP del mio ospedale ho ottenuto una prenotazione per un esame ” impossibile” di li’ a pochi giorni, in quel giorno si festeggia Santa Maria degli Angeli e sembrerà poca cosa ma io la Madonna l’ ho  convocata per un piccolo aiuto e forse Lei  si e’ ricordata di quel giorno alla Porziuncola  e delle parole che io dissi al custode, credo che tra mamme ci si capisca sempre💚

  • Il nido

    In questo tempo caldo e provvisorio un po’ di cose sono successe, papà e’ caduto più e più volte facendosi come sempre male al viso ed al cuore e così concentrata sulla sua eterna fragilità non mi sono accorta che in terrazza in una delle mie maestose chycas c’ e ‘ un nido e questa cosa e’ per me un piccolo capolavoro. Lo osservo ogni volta che salgo ad innaffiare, stupendomi del fatto che pare davvero una grande opera d’ arte, pagliuzze messe in croce a mo’ di impalcatura e sul finire piume ovattate che restano immobili cristallizzate dall’ afa. Ora ci resta di dover aspettare le uova, se ci saranno, o comunque capire il senso di quest’ opera d’ ingegneria naturale e nel frattempo zia Carmela ha compiuto 75 anni, lei che non doveva vivere oltre i 40 anni per via della poliomielite che le ha tolto quasi tutto fatta eccezione per il gusto delle collane e dei bracciali, l’ amore per il canto ed il desiderio eterno di colorare, si e’ presa tutto la sua malattia ma Dio gli ha preservato la parte migliore ed il resto lo fanno gli operatori del posto dove lei vive, la saggia Annamaria ed il dolcissimo don Giacomo. Olga se n’è andata giovedì, l’ ho conosciuta a maggio ma e’ come se fosse mia amica da sempre talmente mi ha inondata con quel suo sorriso nel nostro  incontro  del 12 maggio. Olga mi ha insegnato davvero che siamo segmenti  e non rette che vanno all’ infinito come pensavo io, nasciamo e siamo un soffio, proprio io che essenzialmente passavo le giornate ad organizzare ogni cosa ho imparato da lei la sua lezione di ” finitezza” estrema , Olga resterà legata a me a doppio nodo insieme al sorriso di zia Carmela, al disorientamento di papà che dice le cose con gli occhi cervone che solo lui ha ed alla faccia compiaciuta di mamma nelle nostre fughe per il gelato. E’ un estate un po’ vuota che reclama rituali, le cugine continuano ad essere legami di sangue e di vita, le amiche ti inviano messaggi wap di Salvezza e tutto il tempo che resta sarà per vedere riempire quel nido, che e’ Speranza, che e’ resilienza oggi e sempre!

  • Aida

    Mi giungono da lontano questa sera 4 foto, avevo chiesto ad Aida di inviarmi il suo sguardo, si proprio così, le avevo chiesto di inviarmi una foto di ciò che guardava e di fare una preghiera piccola piccola per me, per noi, senza immaginare che le foto mi arrivassero alle 12 di sera in un corridoio di pronto soccorso. Osservo l’ ospedale di notte e vedo una vita parallela, solitudini e resistenze, tanti anziani soli, ne avrò contati almeno 10, pianti , lamenti e tristezze. Tra tutti mi attirano le parole della signora Matilde, 101 anni , con le mani strette a quelle di suo figlio, e’ caduta e si e’ rotta il femore, ha dolori fortissimi e si e’ fatta già la diagnosi da sola e sconsolata si abbandona in un pianto disperato. Suo figlio la rincuora come può, lei si lamenta della poca pazienza della badante e poi per un qualche miracolo si ricorda degli amici del mare e comincia a raccontare. Io la guardo proprio diritta, mi piace quella sua nenia mista ai ricordi ed anzi mi sembra quasi vederla sorridere quando racconta dei suoi nipoti bambini, mi e’ sembrato di essere lì da 2 ore ed invece e’ stato un attimo, una frazione di tempo delicatissima ed intensa che si e’ interrotta per un consulto dal neurochirurgo. Ascensore, 3 piano, corridoio lunghissimo, scorgo da lontano una sagoma bionda,dorme, ha lo zaino sotto la testa e le lampade a neon sparate sul viso, ci vede arrivare e si sveglia, le sorrido e lei di rimando mi saluta. Mio fratello mi precede, ritorno indietro e ci presentiamo, e’ di Molfetta e sua mamma mercoledì ha avuto un mancamento al mercato di frutta dove loro hanno un banco, e’ caduta svenendo e così urtando la testa l’ hanno subito ricoverata per accertamenti. Da mercoledì non si schioda dall’ ospedale, non la fanno stare sempre con sua mamma ma a lei basta sapere che e’ a due passi e soprattutto che e’ fuori pericolo. Insisto per darle il mio numero, ho certezza che ci rivedremo, lei mi ricorda don Tonino Bello ed Aida mi ha inviato le foto da Lourdes dove lei partecipa al suo 143 pellegrinaggio, carezze  insomma in una sera che non era iniziata per niente bene, Don Tonino lo sa e Maria che fa nuove tutte le cose ha reso particolare questa giornata lunga ed impegnativa.                 

  • Il Glicine

    Com’è e’ bello quando mettono in TV la partita della nazionale alle 6 di pomeriggio in un sabato d’ estate, ti organizzi 100 cose con consapevolezza, le farai tu ed altre 2 o 3  persone che con immensa saggezza hanno scelto di  godersi spazi e luoghi esattamente come te. La gelateria che solitamente e’ presa d’ assalto ieri era vuota, completamente, ed i gelati sembravano talmente tanti da gettarmi in uno sconforto epico per l’ imbarazzo della scelta, in fondo al locale una ragazza che con lo sguardo aveva passato in rassegna i colori dei gusti più e più volte e fingeva indecisione contando i soldi nel suo portamonete, io decisissima invece prendo l’ iniziativa, gusto al bacio per mamma e liquirizia per me con supplemento per la doppia panna, 6, 20€ mi dice la ragazza alla cassa, do’ una banconota da 20€ e consegno il gelato alla mia mamma. Il ragazzo che preparava i gelati aveva lo sguardo dolce ed un sorriso complice, d’ intesa ci siamo capiti subito e così ha preparato un cono miltifrutta per la ragazza che l’ ha guardato con Tenerezza ammiccando un sorriso pensieroso, il ragazzo allora sorridendogli le dice : ” Signora lei mi e’ simpatica, mi ha colpito sin da quando e’ entrata ed il gelato glielo offro io!” Sono stati attimi che mi sono sembrati  un eternità, vi avrei voluti  tutti insieme a me a godere di quella scena, per qualche momento nessuno ha parlato, volevo d’ istinto battere le mani ma il mio cono alla liquirizia si stava già sciogliendo spalmandosi  sull mio pantalone bianco, mi sono così allungata a prendere il resto, ho ringraziato più volte i ragazzi e sono andata via felice. Poco prima passeggiando con zia Carmela avevamo incrociato un Glicine, regalo di primavera, e guardandolo avevo immaginato che fosse messaggero di cose belle, altro che la partita…..

  • Zia Gina

    Ci sono riti che si ripetono da sempre a casa dei miei e che quindi per una sorta di osmosi divengono familiari. Tra i riti estivi c’ e’ questa pianta che durante i mesi dell’ anno mamma sposta in vari luoghi a seconda della fioritura, a novembre sta nel terreno poggiata insieme al melograno spoglio, a febbraio viene promossa per le scale del terrazzo, un po’ nascosta in verita’, ma questo spostamento a me che non la perdo mai di vista mi sembra una promozione e verso giugno arriva dritta dritta in mezzo a noi, posizionata in vista, nell’ attesa che i suoi fiori sboccino. I fiori in realtà durano poco, qualche giorno, ma il fatto di averli tanto attesi rende la loro vista ogni volta un miracolo. Accade infatti che sbocci sempre intorno a San Luigi, il 21 giugno, onomastico di zia Gina  che proprio in questo giorno di 4 anni fa andava via, e la pianta da allora, ogni 21 giugno esplode in tutta la sua Bellezza. “Pare che sorrida” aveva detto Annuccia ieri sera, lei che aveva regalato a mamma questa pianta  per asciugarle un po’ le lacrime dopo l’ incidente di zia si ritrova adesso insieme a me a contemplare questo micro miracolo che avviene inconsapevole  ogni anno, per combinazione, in un anniversario così triste ! Fiori e tristezza mischiati così alla rinfusa ti fanno riflettere sul senso della Vita, per pochi giorni, per poche ore talvolta, mia zia Gina con i suoi sorrisi, si materializza in quei fiori e quando poi  sfioriscono,  so’ già che ritorneranno e questa speranza certe volte e’ salvifica!💚